In questo periodo la signora che mi aiutava ha pensato di ritornare al suo paese. Adagio, senza fretta e con l'aiuto di Paolo io riordino. La casa non brilla ma insomma..... Due vantaggi: non spendo e sono contenta
Va bhè c'è un disordine ordinato....
Uno scatto per la mia stanza. Mia e dei gatti
Tutte queste parole per introdurvi al tema di oggi. Ho trovato, si fa per dire, un block notes di Valeria e la pagina che vorrei farvi leggere è scritta a matita, si legge con fatica ma tant'è che ve la propongo.
Eravamo nel 1978 e lei frequentava la quinta elementare.
Tema: Caratteristiche di mio padre.
Il mio babbo si chiama Paolo, ha i capelli neri e gli occhi di colore marrone-verde. E' molto alto e robusto e quest'anno gli è cresciuta un po' di pancia, ma non molto.
Fuma ma ha promesso che smetterà.
Il suo carattere è timido anche se non lo dimostra perchè è molto spiritoso. Chiacchiera con tutti e fa amicizia subito.
Lavora come rappresentante di commercio (?) quindi a volte non torna a casa perchè deve andare lontano (Francia, Belgio, Norvegia..)quando invece è al suo studio a Milano, torna a casa alle otto.
Quando rientra a casa noi (Ada Valeria Enrico) lo assaliamo quasi che gli manca l'aria.
Mangiamo con lui e quando abbiamo finito noi andiamo in tinello a vedere la televisione. Invece il mio babbo rimane a tavola con la mia mamma a chiacchierare per una mezz'oretta poi si alza e viene a vedere la televisione con noi.
Il mio babbo non ha hobbies. Forse però andare in parrocchia ad animare i ragazzi del 1964/65 gli fa piacere.
Quando si deve allontanare per più tempo lo dice all'ultimo momento.
Io sono orgogliosa di un uomo come lui, perchè non dice mai di no.
Il cibo che a lui non piace lo mangia lo stesso e non lo fa capire;
io so solo che non gli piace il pollo e lo mangia lo stesso.
Quando prendo un brutto voto a scuola lui non mi sgrida ma mi aiuta a studiare.
Sta bene di salute tranne poche volte che ha mal di schiena.
Come potete leggere una famiglia dove tutto è normale.(Le immagini le pubblicherò appena riesco!)
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venerdì 9 novembre 2018
giovedì 7 agosto 2014
Ricordo Domenico
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| Domenico Giordano |
Quante parole per dire un pensiero
quanti pensieri che non hanno parole.
Sprecate le une, dispersi quegli altri.
Nella vita, una volta soltanto
possiamo giocare con parole e pensieri
La luna filtra tra le foglie degli alberi mosse da un piccolo soffio di vento. La luna illumina il mio letto. Questa sera nò. Non voglio la tua luce! Troppi pensieri affollano la mia mente se penso alle parole che domani ascolterò.Da alcuni giorni il libro di poesie di Dò è sul mio comodino e ora ne trascrivo una, forse due, per voi.
Ciao Dò, avevo voglia di leggere le tue poesie, ne leggemmo alcune quando, nelle tue visite novaresi ti fermavi a dormire da Rosanna e a mangiare da me!
"Oh, Dò, come sono tristi! " ti dicevo. "Leggile più volte e capirai".
Domenico, che io chiamavo Dò, abitava a Roma dove svolgeva il doppio lavoro di giornalista e di psicologo clinico. Tornava spesso a trovarci. Con i suoi fratelli stava bene. E' stato il primo a lasciare la strada. A Roma ci sono però i suoi tre figli, Daniela, Donatella e Guido. E spesso vengono a trovarci e non hanno ancora girato l'angolo che già li vorremmo di nuovo con noi.
Mia moglie
Come l'aria del monte, pura leggera, fine
che ti avvolge e ti abbraccia,
come l'onda del lago
prudente, ingenua, felice,
come carezza sul capo chinato;
come la nuvola lieta
si riforma nel cielo del piano
e ti guarda e ti veglia
mentre dormi il tuo sonno agitato;
come l'acqua che sgorga
e scende ruscello dalla collina
e si calma nello stagno
di un amore grande come il mondo;
come il vento del mare
che soffia potente, ma non urla
e ti prende la mano
e la stringe e ti senti contento.
Tutto questo può essere una donna.
La mia sposa.
La luna
Ti vedo luna, tremolare ochieggiante
tra la foglia sbrecciata del querciolo
che dondola al vento di aprile;
perchè mi guardi? Che vuoi?
Tu lo sai che non posso venire
che non posso pensarti
che sono di lei.
Ti nascondi e riappari mentre la fronda
sussurra cheta.
Mi scruti com'a dire:
vieni quassù.
Ma lo sai che non posso venire,
che sono di lei, la mia sposa.
Perchè impallidisci
velata dai primi vapori di primavera
e mi sorridi mentre il sole si oscura?
Lo sai bene che non ho nessuna.
Che sono di lei, la mia sposa.
Restami amica, luna
che di notte il cammino è buio
senza di te.
Restami amica
che io l'amo questa mia sposa.
L'amo come tu ami il sole e la terra.
Anche Sandro e Vittorio ti hanno raggiunto e insieme felici godrete del profumo dei fiori del giardino di Dio. Le vostre preghiere ora si uniscono alle nostre formando un grande arcobaleno. Date un'occhiata a Valeria e Luca che non facciano dispetti a San Pietro. Baci
sabato 5 luglio 2014
La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia
Pensate che la Chiesa venga attaccata per i preti pedofili?
La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia, perché è contro il divorzio e l'aborto. Sul divorzio c'è un giro d'affari enorme. Sulle pillole abortive e quelle del giorno dopo le multinazionali del farmaco si ingrassano a dismisura. La pillola abortiva è un falso. Procura danni a volte mortali. La pillola del giorno dopo è utilizzata dalle ragazzine di 13/14 anni che la scambiano come contraccezione. E' una bomba ormonale.
Sembra avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.
La Chiesa viene attaccata perché difende la famiglia, perché è contro il divorzio e l'aborto. Sul divorzio c'è un giro d'affari enorme. Sulle pillole abortive e quelle del giorno dopo le multinazionali del farmaco si ingrassano a dismisura. La pillola abortiva è un falso. Procura danni a volte mortali. La pillola del giorno dopo è utilizzata dalle ragazzine di 13/14 anni che la scambiano come contraccezione. E' una bomba ormonale.
Sembra avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.
sabato 21 giugno 2014
Senza il Chi la realtà non è completa
Francesco
Giacomo e Elena ma Elena....
Eccola qui nel lettone con la sua mamma
Da tempo troppi letti vuoti. Ieri sera eccoli al completo.
Ciò che rende interessante questa serata non è ciò che appare, ma ciò che sentiamo nel cuore..
Tutti insieme come un tempo, anche se i volti, le persone sono cambiate, a dire la preghiera della sera, inventata da noi, dalla nostra gioia di stare insieme. Perchè il momento vissuto è interessante per il Chi che ha disegnato il nostro vivere, senza di Lui questa serata non avrebbo avuto spessore! (Il mio lettone è vuoto......le ciabatte ci sono....io faccio le foto!)
E Paolo? Non ricordate che ci sono le partite? E quando mancano quelle, attualmente non mancano, ci sono sempre, dei films western da vedere o rivedere....ma poi arriva.....
E Paolo? Non ricordate che ci sono le partite? E quando mancano quelle, attualmente non mancano, ci sono sempre, dei films western da vedere o rivedere....ma poi arriva.....
domenica 15 giugno 2014
Una vacanza breve
Ho salutato il mare: il cielo si stava coprendo di nubi. Il tempo delle nostre vacanze era terminato. Domani altre persone prenderanno il mio posto.
Lo stupore ha totalmente accompagnato le mie giornate.
Tutto era Bellezza. Straordinaria Bellezza.
Camminavo per strada e dai muri di pietra spuntavano le erbacce. Chi dà a loro la forza di forare quelle pietre e magari regalarci qualche fiorellino bianco?
Camminavo lentamente all'ombra di grossi alberi, guardando i giardini colorati da fiori bellissimi, e gli insetti sulle loro corolle e, più avanti, una voliera con tanti pappagalli dai colori che solo la natura sa regalare.
Stupore: amare un modo di esistere. Sorridevo alle persone che incontravo e loro mi sorridevano.
Bellezza. Bellezza che ci viene donata gratuitamente.
Oltre a essere gratuita la bellezza esiste in virtù della Luce.
"Vi sia la luce" dice la Genesi. "E vi fu la luce. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre".
Naturalmente la bellezza e l'imprevedibilità della vita, sono sempre davanti ai nostri occhi, a volte però non siamo capaci di vederle.
Ho anche camminato dove la schiuma delle piccole onde baciava i miei piedi. Il mio cuore provava sussulti di stupore! Era come fossi tornata bambina e scoprivo un mondo che da tempo faceva parte solo dei miei sogni.
Ogni singolo attimo era un invito alla preghiera. Una preghiera che come lo stupore sgorgava spontanea dal mio cuore, come il sorriso che regalavo a chi incontravo.
Venivano dal Bangladesc. Alle dieci del mattino erano già sudati con la loro merce sulle spalle e guardavano noi che stavamo mollemente straiati per abbronzarci. Mi sentivo a disagio.
Li ho trattati da amici chiedendo loro se avevano famiglia, figli, dove dormivano.....
Non ho conosciuto un nome, ma tanti occhi seri.
L'ultimo giorno, il pomeriggio, sono rimasta in camera a preparare la valigia e a riposarmi E uno di loro ha chiesto ad Ada dov'ero. Le ha detto di salutarmi.
Grazie Signore se casualmente ho dato a qualcuno di loro un po' del mio cuore, stringendogli la mano e augurandogli una serena giornata. Erano fratelli con un destino diverso.
mercoledì 4 giugno 2014
mercoledì 7 maggio 2014
ho visto l'amore
Giacomo e Francesco
"Né Creator né creatura mai" cominciò el, "figliuol, fu sanza amore, o naturale o d'animo; e tu 'l sai"
(Dante, Purgatorio XVII, 91)
"Né Creator né creatura mai" cominciò el, "figliuol, fu sanza amore, o naturale o d'animo; e tu 'l sai"
(Dante, Purgatorio XVII, 91)
E' un racconto dove l'amore l'ho visto come trasportato dal vento, un vento dolce che accarezza gli occhi abbagliandoli perchè il ricordo non si perda.
Era una delle prime giornate di sole. Enrico, premuroso come sempre, mi invita al saggio di judo di Giacomo.
Arrivo in anticipo per potermi sedere davanti così vedrò bene e sarò vista dal mio piccolo-grande nipote.
Dovrà tentare di meritarsi la cintura bianca-gialla.
Nella sua divisa bianca è teso, ma sorridente.
Mi ha visto. Esce dalla palestra un attimo, mi bacia, lo stringo forte, forte e corre via!
Nella panchina vicino a me c'è Francesco che non tace un minuto.E' emozionato anche lui. La panchina dondola in continuazione. L'amore per il fratello è grande, perchè l'amore, lo imparerà anche lui, si misura vivendo in continua attesa.
Giacomo è attento, disciplinato, segue i movimenti e gli occhi del suo maestro. Non sbaglia mai. Il maestro sorride. Arriva la cintura tanto attesa. Tutti applaudono.
L'istruttore si accorge che io sto fotografando e glielo dice, facendogli ripetere il momento della consegna della cintura.
Poi Giacomo esce a prendere i baci e gli abbracci di noi tutti.
Si guarda attorno, manca qualcuno. I nonni materni non sono ancora arrivati. China la testa e non guarda più.
Ma una improvvisa luce nel suo sguardo e un sorriso che il faccino faceva fatica a contenere, ha catturato la mia attenzione. Era arrivata la nonna Luisa. Giacomo le corre incontro, l'abbraccia e la bacia con passione e entusiasmo e subito inizia a raccontarle cosa aveva vissuto.
Era amore, amore puro per una persona cara al suo cuore.
Continuare a descrivere potrebbe essere troppo e finirei per ingarbugliarmi.
Queste righe sono molto importanti perchè vissute più che scritte.
mercoledì 19 marzo 2014
Festa di San Giuseppe e festa del papà
Oggi la Chiesa e noi, ricordiamo la festa di San Giuseppe, sposo di Maria la Madre di Gesù.
Giuseppe, nel vangelo è più volte chiamato “servo obbediente degli ordini dell’Altissimo” e “fedele custode di Maria“.
Chi, non so, ha trasformato questa festa religiosa nella festa del papà. Auguri ai nostri papà . Un sorriso e una preghiera a coloro che godono già il piacere di essere faccia a faccia con il nostro vero Padre.
Provo a parlare un po' di Josef/Giuseppe: Dal libro di Erri De Luca "In nome di Maria"
Maria ha già ricevuto la visita dell'angelo. Ora ha davanti a sè Josef:
"La notizia per lui era una tromba d'aria che scoperchiava il tetto. Era in piedi davanti a Miriam/Maria, si stringeva le braccia contro il corpo, cercava di tenersi fermo, ripiegato come se avesse il mal di pancia. Tentava un riparo con il corpo, smarrito in faccia, i muscoli che saltavano fuori dalle braccia. Si proteggeva il ventre teso e magro, non si permetteva di toccarmi, di scuotere la mia calma così opposta al suo sgomento, senza poter fingere un po' di agitazione."
Poi Josef riceverà, in sogno, la visita dell'Angelo e accettarà di amare quel Ieshu come un figlio. Il libretto (79 pagine ) si attiene ai fatti accaduti mettendoci un po' di romanticismo. Un Giuseppe giovane, bello e forte: finalmente!
lunedì 17 marzo 2014
Qualcosa di personale
E' possibile abituarsi a queste giornate così luminose? Ai profumi che il venticello ci porta mentre sorvola fiori e piante? Tranquilli, per oggi lascio stare fiori e piante, dimentico la creazione per pensieri più importanti. Ucraina.
Ad aiutarmi nei lavori domestici viene Olga, una signora ucraina tanto dolce. Ci fermiamo a prendere un caffè. Le chiedo come va a casa (là in Ucraina) e lei con un filo di voce racconta le sue preoccupazioni. Le sue radici sono là, là c'è suo figlio e i nipotini. E ha paura. Tutte le sere via skipe si vedono e si parlano. Bandiere rosse dappertutto. Militari russi girano per il Paese.
Dio, l'ho rassicurata, (almeno spero), è sempre accanto a noi. Aiutandoci ci ha permesso di valicare himalayane montagne di dolore, di solitudine, di ingiustizia. Il Signore, sempre, lo dico per esperienza, mi ha dato la forza, il coraggio e la grinta necessari a muovere ancora un passo.
Sempre diverso, da come ce l'aspettiamo, è anche l'intervento salvifico di Dio che viene in nostro aiuto in vesti totalmente impensabili, insolite e magari all'ultimo secondo utile prima della catastrofe.
Signore aiuta Olga e tutta l'Ucraina perchè la strada è sassosa, piena d'inciampi: abbracciaci forte perchè a volte, è difficile entrare nell'ottica autentica della preghiera. Illuminati dalla Tua Parola incontreremo il problema della felicità che assilla molte persone. Buona giornata mio Dio. Buona giornata a tutti.
sabato 15 marzo 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
Un passo indietro
Da parecchio tempo volevo andare a trovare il Roberto e l'Antonella, due dei miei nipoti, che , tra l'altro, ci sono molto d'aiuto. Lui è medico chirurgo cardiologo e lei psicologa. Insomma quando siamo ammalati ecco che tra messaggi e telefonate li subissiamo di domande che attendono risposte per farci stare tranquilli. Lo so siamo dei rompi! E loro molto pazienti....
Ma c'era un motivo felice per andare a trovarli. Il Roby è una persona anche molto creativa e tutti gli anni crea, proprio con la sua fantasia e le sue conoscenze storiche, un presepe. Lui non ne ha mai fatto menzione con nessuno. Pazientemente, in silenzio creava. Tutti o quasi tutti gli anni. La Francesca che viene a stirare da me e da loro, un giorno di ottobre mi rivelò che Roby era al lavoro. Curiosità e stupore da parte mia e finalmente oggi sono andata ...a vedere! Ecco alcune fotografie del presepe come era la regione e la presenza dell"Assoluto" ai tempi della sua nascita.






Strada romana

Ecco il Roby (senza baffi con Francesco (uno dei nipoti di Roma)

Loro non hanno lavorato per il Presepe, ma uno è Guido di Roma (eccellente vulcanologo) e l'altro con un po' di barba è mio figlio (eccellente in tutto!)
Ma c'era un motivo felice per andare a trovarli. Il Roby è una persona anche molto creativa e tutti gli anni crea, proprio con la sua fantasia e le sue conoscenze storiche, un presepe. Lui non ne ha mai fatto menzione con nessuno. Pazientemente, in silenzio creava. Tutti o quasi tutti gli anni. La Francesca che viene a stirare da me e da loro, un giorno di ottobre mi rivelò che Roby era al lavoro. Curiosità e stupore da parte mia e finalmente oggi sono andata ...a vedere! Ecco alcune fotografie del presepe come era la regione e la presenza dell"Assoluto" ai tempi della sua nascita.






Strada romana

Ecco il Roby (senza baffi con Francesco (uno dei nipoti di Roma)

Loro non hanno lavorato per il Presepe, ma uno è Guido di Roma (eccellente vulcanologo) e l'altro con un po' di barba è mio figlio (eccellente in tutto!)
martedì 21 gennaio 2014
Un Angelo
Domenica mattina, durante la S. Messa, pensavo alla pienezza dell'Eucarestia.
Con l'Eucarestia riceviamo il Signore, perché ci sia un legame tra di noi.
E' la fonte della nostra umiltà, del nostro pentimento, del nostro dolore. Di quel dolore fecondo come il grano che deve marcire per dare la spiga.
Ada è nel letto il piede alzato, ma non può essere appoggiato. Vedrà la Messa in televisione.
Allora ho pensato:" E se chiedessi a don Tito che ha celebrato se potrebbe portarle l'Eucarestia?"
Paolo mi ha guardato come per dirmi, lascia perdere, ma io, testarda, sono andata da don Tito. Ho spiegato il perché della mia richiesta e lui sorridendo, come solo può fare lui perché i denti se ne sono andati altrove, mi ha risposto di chiederlo al parroco, ma che sarebbe venuto volentieri.
Mi sono sentita felice per Ada, felice, come il bambino che va verso il Padre in un gesto di tenerezza e gli dice :"Grazie per essere quello che Sei".
Ada, ha così telefonato al Parroco e poi a don Tito che lunedì mattina, dopo la Messa delle 8,30, ha suonato alla nostra porta.
Vi parlo di questo santo prete: ha 92 anni. E' molto curvo, ha dolori alle gambe e alle ginocchia ma non si arrende.
Gli apro la porta e consegnandomi il bastone mi dice che "questa mattina proprio non va, ho avuto un attacco di labirintite, ma ora va molto meglio, ho solo un ronzio nella testa...pensavo proprio di non poter venire..."
Piano, piano, parlando delle sue gambe e dell'operazione di Ada siamo arrivati in camera appunto di Ada.
Lo Spirito aleggiava intorno a noi che sorridevamo, pregando, contenti. Benedizione della stanza e su di noi. Altre preghiere, specialmente per chi è molto ammalato, per chi è già salito al cielo e per chi ha un altro cammino.
Eucarestia.
Eucharisto, noi Ti ringraziamo di essere, ed essere Amore, Tu che non puoi avere altro nome se non "Io Sono". Padre, Parola, Vento, nelle tre Persone del Tuo Essere uno e unico.
Poi pian pianino come le sue gambe gli permettono è venuto in tinello dove gli ho preparato il caffelatte con la briosc. Ci ha salutato e sempre benedicendoci mi ha raccomandato di dire a mio marito, che in quel momento era a fare la spesa, di avere molta pazienza....(mi ha guardato sorridendo) con le persone che incontra fuori.
Ecco un Angelo, piccolo, curvo, vestito sempre di nero e con il cuore grande grande.
La fede è questo: conoscere e distribuire amore. La certezza di approdare al Mistero in qualunque atto d'Amore.
Ogni domenica cantiamo:
"Gloria a Dio... Noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie per la Tua gloria immensa"
venerdì 17 gennaio 2014
Le Madonne della Misericordia
Le origini dell'iconografia della Madonna della Misericordia risalgono agli ultimi secoli medioevali e si allineano al fenomeno del quale è stata per secoli il simbolo figurativo privilegiato, ovvero le Confraternite. Va però ricordato che, il concetto e in qualche modo la stessa immagine, è già nella più antica preghiera mariana conosciuta "Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei genetrix (...), risalente al III secolo, che ebbe nel tempo formulazioni diverse, ma che nella traduzione più antica iniziava affermando: "Sotto l'ala della Tua Misericordia noi ci rifugiamo, Madre di Dio (...).La Vergine è raffigurata in piedi, in grandi dimensioni, mentre allarga il proprio mantello per accogliervi, al di sotto, i fedeli inginocchiati. Si tratta di un retaggio dell'epoca medievale, detto della "protezione del mantello", che le nobildonne altolocate potevano concedere a perseguitati e bisognosi d'aiuto. Ciò consisteva appunto nel dar loro simbolico riparo sotto il proprio mantello, considerato inviolabile.
Il testo continua con descrizioni più particolareggiate che si possono trovare qui in Internet o in un volume scritto dal dr. Giorgio Bordin.
Ma io voglio raccontarvi che, prima ancora di conoscere la storia di queste Madonne (sono moltissime e molto belle) amavo, nei momenti di particolare tensione o la sera prima del sonno, chiedere a Maria la Sua Santa protezione e di "tenermi sotto il Suo amabile manto" sicura di essere abbracciata con tutto l'amore che Lei ha per noi.
"Tutto per me Tu fosti e Sei" questo ha detto Ada Negri e si riferiva a Gesù, ma ieri, giornata vissuta in ansia e in attesa, le ho ripetute a Lei, la mia Mamma Celeste.
Ieri siamo stati a Milano: abbiamo portato Ada al Polichinico, l'ospedale che la segue per la sua patologia. Deve sottoporsi a un nuovo intervento alla caviglia destra. Partenza alle sei e mezza. Pioggia e il buio avvolgevano le case, in cui le rare luci accese, davano al paesaggio un misto di tristezza e di lagrimosità. Alberi dalle lunghe braccia scheletriche indicavano al cielo il desiderio di vita nuova. Le macchine, ombre rombanti di cui permaneva il rosso vivo delle luci, frecciavano sulla strada bagnata schizzando acqua sul nostro parabrezza.
Noi tre, ancora nostalgici dei nostri letti caldi, recitavamo il Rosario.
Arrivati al reparto, consegnati tutti gli incartamenti, siamo stati invitati a sedere sulle sedie in una stanza, piccola, d'attesa. Attesa di una camera, per Ada, attesa di informazioni per noi. No. niente di tutto questo. Attesa.
Erano le 14, quando hanno assegnato la camera e fortunatamente anche il letto, ad Ada. Io e Paolo abbiamo solamente cambiato sedia.
E finalmente abbiamo anche potuto mangiare un toast. Il Bar è al di fuori dell'area dell'Ospedale.
Poi, di nuovo attesa. Pensieri vari. Discorsi tra di noi. Qualche scambio di opinioni con l'altra ragazza ospite. S'era rotta i legamenti del ginocchio sinistro.
Finalmente alle 16,45 entra un'infermiera a preparare Ada per portarla poi in Sala operatoria.
Bacio lunghissimo e la sua voce un po' tremolante: "mamma, prega!"
Basta.
Mi alzo e dico a Paolo, immerso nella lettura di un libro, che sarei scesa in Chiesa. Sapevo che a quell'ora ci sarebbe stata la Messa. Pioggia. Mi piace. L'ombrello è a casa ma quelle gocce che mi bagnano il viso mi aiutano a respirare un'altra realtà. La chiesa non è lontana, quattro passi. Entro. La funzione è già iniziata. Silenzio. Solo la voce del Sacerdote. C'è abbastanza gente, molto raccolta. Siamo qui a chiedere Amore per i nostri cari che sono nella sofferenza. Spirali di nuvolette salgono al Cielo portando le frasi di speranza del nostro cuore.
Eucarestia. Ho bisogno del Tuo Pane Signore: mi sento stanca, i miei pensieri non sono sereni. Aiutami come sempre. E Maria mi accoglie nel Suo Manto.
Non ho voglia di lasciare questo luogo di pace. Farò la confessione. Altro tempo di grazia.
Ritorno a pregare e poi ad accendere un lumino....
Altri quattro passi, la pioggia adesso è più intensa e io cammino adagio. So che mi bagnerò ma non ha molta importanza.
Ada non è ancora risalita. Sono le 18,45. E allora....altri discorsi con Serena la ragazza del letto accanto. Ma non ho voglia di parlare. Preferisco ascoltare e...camminare e pregare. Nel lungo corridoio malati e sani si scambiano opinioni e rassicurazioni. Siamo tutti sotto quel grande Manto.
Ada è ritornata in camera alle 20,15. Sento un non so che nel cuore....è come se fosse rinata! E' sveglia. Questo mi rassicura. Nessun medico. Decidiamo di tornare a Novara. Elena ci aspetta: Oggi anche lei ha vissuto una giornata particolare. Il buio e la pioggia non aiutano la guida di Paolo a cui non piace né il buio né la pioggia (se guida!)
Siamo stanchi e il rosario che diciamo al ritorno è sussurrato e con tanto sentimento. Paolo risponde poco, deve stare attento alla strada.
Finalmente a casa! Ad aspettarci ci sono gli abbracci di Enrico e di Elena che hanno tante domande da farci.
Elena deve anche ripetermi fisica e matematica.
Dopo aver salutato Enrico, ci rifugiamo (Elena ed io) nel lettone. Mi ripete la lezione, più volte anche perché ci sono le mie di domande di delucidazione....
Abbracciate abbiamo detto le preghiere....con gli occhi chiusi. Dopo due minuti lei dormiva.
Ada è arrivata a casa dieci minuti fa. Ora rimane qui da me per poter riposare aspettando che la caviglia si sistemi.
Grazie Signore per i sentimenti vissuti. Grazie per gli amici che ci hanno sostenuto con le preghiere.
Grazie dolcissima Maria per averci accolto nel tuo Manto.
domenica 29 dicembre 2013
Festa della famiglia.

E sì è una vecchia foto ( Eravamo TUTTI certamente più giovani)!
E' una giornata importante per tutte le nostre famiglie. Non mi sento serena tanto da scrivere io stessa delle preghiere per questa giornata: e allora ricopio quelle che abbiamo letto in quella nostra famiglia che è la Chiesa.
Perché la Chiesa continui ad annunciare al mondo intero che la vita umana è un bene inviolabile dal concepimento fino alla naturale conclusione, preghiamo.
Perché nelle nostre famiglie regnino la concordia e la reciproca comprensione, preghiamo.
Perché la famiglia cristiana sia fedele agli impegni liberamente assunti nel giorno del matrimonio e cresca nella mutua concordia, preghiamo.
Perché nelle nostre famo crescere la conoscenza, l'amore di Gesù e del Suo Vangelo, preghiamo.
Ti ringraziamo Signore per le famiglie in cui siamo nati ed educati, per le famiglie che, seguendo un disegno da Te tracciato, abbiamo costruito, e nell'esempio della Tua vogliamo continuare a camminare per crescere moralmente e spiritualmente.
E' una giornata importante per tutte le nostre famiglie. Non mi sento serena tanto da scrivere io stessa delle preghiere per questa giornata: e allora ricopio quelle che abbiamo letto in quella nostra famiglia che è la Chiesa.
Perché la Chiesa continui ad annunciare al mondo intero che la vita umana è un bene inviolabile dal concepimento fino alla naturale conclusione, preghiamo.
Perché nelle nostre famiglie regnino la concordia e la reciproca comprensione, preghiamo.
Perché la famiglia cristiana sia fedele agli impegni liberamente assunti nel giorno del matrimonio e cresca nella mutua concordia, preghiamo.
Perché nelle nostre famo crescere la conoscenza, l'amore di Gesù e del Suo Vangelo, preghiamo.
Ti ringraziamo Signore per le famiglie in cui siamo nati ed educati, per le famiglie che, seguendo un disegno da Te tracciato, abbiamo costruito, e nell'esempio della Tua vogliamo continuare a camminare per crescere moralmente e spiritualmente.
mercoledì 25 dicembre 2013
Natale e Andrea
Ieri, vigilia del Santo Natale, ho lavorato per preparare il pranzo di oggi che ho condiviso con la mia famiglia e i miei consuoceri. E il mio pensiero volava al Signore e gli dicevo:
Vieni, Signore Gesù: vieni e portarmi un po' di spiritualità per accoglierTi nel mio cuore.
Vieni, Signore Gesù: è attendere al Mistero che ha fatto tutte le cose.
Vieni Signore e attraverso me vieni nel mondo, per il mondo.
Perciò non ci si può dedicare a Cristo se non portando dentro il cuore tutta quanta l’umanità: l'amore per l’uomo e la passione per il mondo. Come posso fare affinché il mio cuore trovi l’immagine da amare ?
Basta cercarla dentro le circostanze del vivere quotidiano.
Perciò Vieni, Signore Gesù è l’espressione della coscienza totale, della coscienza di noi stessi e della nostra coscienza del mondo.
Oggi, veramente ieri sera, ho rincontrato Andrea, uno dei miei primi bambini del catechismo.
Lo ricordo benissimo. Ricordo i suoi occhi azzurri, il suo sorriso, la sua sensibilità. Ora è un uomo che ha bisogno di tanto amore per rivedere il "sole".
Alla Messa di ieri sera i bambini cantavano:
...................................
Gesù Ti prego ancora:
vieni a illuminare i nostri cuori ,
a dare un senso ai giorni amari
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa...
Grazie Signore per ieri sera. Per la pioggia sottile che bagnava ogni cosa. Per la notte tranquilla dove i rintocchi delle campane, al Gloria, riecheggiavano nella mia anima. Grazie per Andrea, per l'incredibile momento in cui ho sentito la sua voce. Per la bellezza della Notte Santa, per i pensieri di questo giorno in cui ogni istante è stato prezioso.
sabato 2 novembre 2013
2 Novembre
Sei la mia vita. Sei l'attimo presente.
Oggi intorno a te non c'era il sole, né gli uccellini ma tanti vasi di crisantemi di tutti i colori. Anche quest'anno la pianta di rose ti ha regalato piccoli boccioli. Un sorriso che è preghiera.
martedì 8 ottobre 2013
Esigenze ordinarie
In questi giorni in cui il pellegrinaggio da un medico all'altro è utile per capire e cercare "sicurezze", ho capito che devo prendere sul serio e con simpatia, l'umano che è in me. Prendere sul serio quello che provo, tutto...cercarne tutto il significato.
"Lucia, dove sei?"
C'è un senso di impotenza che mi accompagna in ogni fase di questi nuovi momenti di pensieri sconosciuti. E la risposta a questa inquietudine, in questa solitudine in cui mi sono chiusa, non la trovo in me e nemmeno negli altri.
"Non v'è proprio aiuto per me?
Ogni soccorso mi è preluso?
(Giobbe 6,11-13)
Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la Tua virtù e la Tua sapienza incalcolabile (Sal, 144 ss)
"E io voglio lodarTi, Io una particella del Tuo creato, che si porta attorno il suo destino, che si porta attorno la prova dei suoi peccati e la prova che Tu resisti. Eppure voglio lodarTi. Mi hai fatto per Te. Che io Ti cerchi, Signore, invocandoti e Ti invochi credendoTi, perché il Tuo annunzio mi è giunto." (v. Sant'Agostino)
La preghiera è un momento essenziale di tutta la giornata, ti aiuta a sorridere a sperare a non sentirti sola, depressa e forse un po' inutile...
Oggi è una giornata in cui è importante ripetere più volte il Credo: "Per noi e per la nostra salvezza Egli è disceso dal Cielo".
martedì 17 luglio 2012
Dolore
"Vedi è assolutamente necessario che diamo un senso alla nostra vita. Non quello che gli altri vedono e ammirano, ma il tour de force che consiste nell'imprimervi il sigillo dell'Infinito" (forse di Mounier)
Domenica mattina. Appena rientrata dall'aver ascoltato la S. Messa, mi telefona Elena (mia sorella) "siamo a casa solo noi. Vieni a mangiare? Dai che ci fai compagnia!" Anch'io e Paolo siamo soli. "Sì veniamo così poi vado anche dalla mamma, ma tu non dire niente che le faccio una sorpresa!"
Il tempo è bello. Il traffico sull'autostrada intenso anche se scorrevole. Con Paolo, quando viaggiamo, diciamo sempre il rosario.Intanto penso che nessuno è capace di amarci come Dio ci ama. Elena lo sa anche se non pratica la Chiesa. Elena è una persona che dona il suo amore a piene mani.Ha conosciuto suo marito a quattordici anni, il classico primo amore, e sono ancora insieme. Teneramente uniti. Veniamo accolti dall'abbaiare dei cani (quattro: un alano, un bassotto e due terrier) e dal sorriso amoroso di Elena e Pino. Rossana scende dopo un po'. Il viso tirato dimostra di non aver dormito bene. Le porgo un vaso di fiori rosa (sembrano petunie, ma non so bene cosa sono..) Lei sorride e mi dice: "le hai presi per la nonna?" "No, Rossana, sono per te, per vederti sorridere" Lei mi abbraccia commossa. Parliamo scherzosamente con gli occhi sempre attenti a Rossana, sperando di vederla sorridere almeno un po'. Ma è una vana speranza.Vorrei tanto parlarle di Dio che l'ama e che l'aiuta nella sua depressione, ma quando si ha la possibilità con una parola o con un gesto o semplicemente agendo in un certo modo di far intrapprendere a qualcuno una strada invece di un'altra, di far prendere una decisione, di accettare, di scegliere o semplicemente di agire diversamente...bisogna stare attenti alle parole che si dicono. Spesso si può diventare il ponte tra loro e Dio...e a volte invece si può sbagliare!
Poi Elena mi parla di Vera, una mia carissima amica, a cui è da poco morto il marito. "Sai che Richard (il figlio di Vera) sta male?" "Ci sono poche speranze".
Penso che è difficile il compito dell'accettazione! "Accettare e sopportare" diceva Peguy "essere dentro perchè questo duri e non abbassare la schiena perchè la sofferenza vi passi sopra".
Il dolore, di Elena come della Vera, rinnovato giorno per giorno, istante per istante, è più duro.
Signore, perchè? Il cielo che era così bello e chiaro, per un momento si oscura. Non so cosa dire.
Tornando a casa ridiciamo il rosario. La preghiera ha un nuovo significato.
Signore, che mi doni la speranza anche quando la via sembra senza uscita è allora che mi accorgo che Tu mi sei veramente indispensabile. E la sera, la notte, come adesso, che il silenzio circonda le cose e il mio cuore è appesantito dai dolori che sento più veri e che mi accorgo di essere una piccola cosa è allora che
devi aiutarmi in modo che io possa vivere meglio e amarTi di più.
devi aiutarmi in modo che io possa vivere meglio e amarTi di più.
lunedì 20 febbraio 2012
Compleanno Enrico: 20 febbraio
L'Amore è una luce che viene dal Cielo. Ecco cosa penso quando guardo i miei figli e anche i miei nipoti!
Nel 1969, di mercoledì, nacque Enrico: il mio terzo figlio. Ada aveva da poco compiuto i tre anni e Valeria, piccina, aveva sedici mesi!
Appena nato, me lo appoggiarono sul cuore perchè io potessi vederlo e così abbracciarlo forte forte e poi baciarlo come avevo fatto con le sue sorelline.
Ricordo di aver pensato alla vita come ad una musica che nasce dentro al cuore.
Ecco il mio nuovo bimbo nato per l'eternità.
Ancora oggi, quando lo guardo non posso fare a meno di stupirmi dell'amore che Dio ha avuto per me nel donarmelo così sensibile e dolce!
Pensandoci oggi posso dire di aver sperimentato la dolcezza di Dio e che tuttociò che viviamo sia nel dolore come nella felicità, è così perchè non siamo soli, perchè il nostro vivere non è infruttuoso. Che il Signore è vicinissimo a noi e giorno dopo giorno impariamo a sentire la Sua presenza.
Una Presenza che ci sorprende sempre perchè nella vita ci capita di camminare sotto la pioggia, nella polvere, in una strada con molti sassi e anche con molto sole.
Una strada tanto più faticosa quanto più Lui ci ama.
martedì 18 ottobre 2011
Parlare con Dio
Signore, Tu lo sai, è venuto da Te. Oh, come sempre, hai ragione Tu: qui non sarebbe stato felice e adesso invece gioca con Valeria, si fanno compagnia e Ti pregano per tutti noi. Questa era la soluzione migliore: ma Tu aiutaci perchè, Luca era piccolo, ma Valeria era uno scricciolo pieno di gioia di vivere. Come possiamo andare avanti senza di loro? Certo che Tu ci chiedi di farla fruttare questa passeggiata che facciamo prima di raggiungerTi; altrimenti cosa Ti porteremo e che cosa Ti racconteremo domani? Ho anche scoperto che l'unica tristezza che invade i nostri cuori è riconoscere la cattiveria. Hai visto domenica quei ragazzacci che in nome di nonsochecosa hanno picchiato, distrutto e anche preso a calci una povera Madonnina di gesso e anche Te in quel Crocifisso, messo lì per ascoltare le preghiere di persone con il cuore gonfio di speranze in Te e nella Tua tenerissima Madre! Per non parlare dell'altro...
Signore oggi il mio cuore piange. Tu sai perchè e questo basta.
Sì, il Paradiso sarà bello, perchè ci saremo finalmente tutti e per sempre. Che sospiro di sollievo allora, Signore!
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