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giovedì 18 agosto 2011

I giorni della creazione di G. Cristini



Quelle mani febbrili,
liquide mani d'aria terra e fuoco
per giorni come secoli, impazienti
ordirono il tessuto della vita.

Mossero luminose negli spazi
polvere d'astri,
discesero guizzando come pinne
nei fondali marini,
frugarono in silenzio
tra contorte radici
finchè squittì, nascosta tra le foglie,
la maschera volubile dell'uomo,
sputando semi, ridendo
distratta e irrequieta nella luce
che improvvisa soffiò nella radura.

Ora nel gran silenzio delle notti
la natura germoglia,
rompe la vita i chiusi involucri, il fango
si esprime nel notturno profumo di una viola,
delira nella gola
di un piccolo usignolo.
E un punto luminoso negli spazi
catapultato da remote spiagge
naviga come lucciola
lungo siepi di stelle,
cerca tra foglie d'aria
quelle mani febbrili che lo cercano
tra una polvere d'astri,
nei fondali marini degli spazi,
tra le contorte radici
di un albero che ancora intatti serba
come frutti maturi i suoi segreti.

 

lunedì 27 dicembre 2010

Charles Peguy Lui è qui.



Egli non aveva affatto bisogno di noi. Ed anche Gesù non aveva che da restare (ben) tranquillo, nel cielo prima di questa parte centrale, assiale, cardiaca della creazione, prima dell'incarnazione, prima della redenzione, prima della sua incarnazione, prima della sua redenzione. Egli era proprio tranquillo nel cielo e non aveva affatto bisogno di noi. Perchè egli è venuto? Perchè è venuto al mondo? Bisogna credere, amico mio, che io ho una certa importanza, io una donna da niente. Bisogna credere che lo scaglionamento del tempo, lo scaglionamento nel tempo aveva una certa importanza. Bisogna credere che l'uomo e la creazione e la destinazione dell'uomo e la vocazione dell'uomo e la salvezza dell'uomo avevano una certa importanza, tutto il mistero, tutti i misteri dell'uomo. Diversamente, contrariamente, era così semplice, e così presto fatto. Era già fatto in anticipo. C'era solo da non creare l'uomo, c'era solo da non creare il mondo. Allora non ci sarebbe stata la decadenza, non ci sarebbe stata la caduta, non ci sarebbero state nè caduta nè redenzione. Non ci sarebbe stata più alcuna storia, non ci sarebbe stata più alcuna seccatura.
Tutto il mondo sarebbe stato a casa propria. Come è possibile che io non sia grande, amico mio, se ho messo fuori posto tante cose, disordinato tante cose, e un (così )gran mondo ? Per aver avviato una storia così tragica. Un Dio, amico mio, Dio si è scomodato, Dio si è sacrificato per me. Ecco il cristianesimo. Ecco il punto di origine. Tutto il resto non è altro che ciò che Tucide, nell'intimità, chiamava bazzecola; in greco: meno di niente.