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martedì 15 maggio 2012

Nessun luogo è lontano di Richard Bach



“Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”
 
Rae, cara!

Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena.
Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello,
un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa.
Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta.
E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo
e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno
con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse:
"Ci capisco ben poco, in quel che dici,
ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa".
"Ma sicuro che vado, alla festa" dissi io.
"Cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?"
Lui non rispose niente, lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?".


.:*:.



"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno
con un regalo" dissi al gufo.
Mi parve strano di re vado, è vero, dopo quanto mi aveva detto il colibrì,
ma lo stesso mi espressi in quel modo, perché Gufo mi capisse.
Lui pure restò zitto per un pezzo, seguitando a volare.
Un silenzio tutt'altro che ostile.
Ma quando mi ebbe condotto sano e salvo a casa dell'aquila, così mi parlò:
"Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco
perché chiami piccola, la tua amica".
Ma sicuro che è piccola" dissi "dal momento che non è ancora grande.
Cos'è che ti riesce tanto duro da capire?"
Gufo allora mi guardò, coi suoi occhi profondi color ambra,
mi sorrise e mi disse: "Pensaci su".


.:*:.


Il gabbiano, lo so, era molto saggio.
Volando insieme a lui, riflettei bene prima di parlare e scelsi con cura le parole, dimodoché capisse che qualcosa pur avevo imparato.
"Gabbiano" gli dissi alla fine "perché mi porti in volo da Rae,
quando sai che in realtà io già sono con lei?
Di là dal mare, di là dai monti, finalmente
il gabbiano calò e si posò sopra il tetto di casa tua.
"Perché l'importante mi disse che tu sappia la verità.
Finché non la sai - finché non la capisce veramente -
puoi soltanto afferrarne qualche stralcio, o brandello,
e non senza un aiuto dall'esterno: da macchine, uomini, uccelli.
Ma ricordati" disse "che l'essere ignota non impedisce
alla verità d'essere vera".
Ciò detto disparve.


.:*:.



E' venuto il momento di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via.
Io invece ho un regalo migliore, per te.
E' un anello da mettere al dito. E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto.
Tu sei l'unica al mondo che riesca a vedere l'anello che io ti dono,
come io ero l'unico in grado di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un nuovo potere.
Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell'aria
- vedere attraverso i loro occhi dorati -
palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume -
e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto,
al di sopra del mondo e di tutte le sue pene.
Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo, al di là della notte, e oltre l'alba.
E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai,
tutte le tue domande avranno risposta
e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
Al pari di ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi,
il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo quando sei fuori di casa,
all'aperto, guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene,
funzionerà anche con quegli uccelli che non vedi;
finché t'accorgerai che non ti occorre né l'anello né l'uccello
per volare al di sopra delle nubi, nel sereno.



.:*:.



E quando arriverà per te quel giorno,
tu dovrai a tua volta donare il tuo dono a qualcuno che sai ne farà buon uso;
costui potrà apprendere, allora, che le uniche cose che contano
sono quelle fatte di verità e di gioia,
e non di latta e lustrini.
Rae questo è l'ultimo anniversario che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli ho imparato quanto segue.

Non posso venire da te, perché già ti sono accanto.


Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta:
sei grande e giochi con il tempo e la vita - come tutti facciamo -
per il gusto di vivere.
Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta;
non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma,
bensì loro compagna d'avventure,
in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità:
così pure questo anello.



.:*:.



Vola libera e felice, al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire.

martedì 31 gennaio 2012

31 gennaio: compleanno Ada

Ora so che il Suo amore è grande,
che Lui m'amerà e m'amerà per sempre,
e so, che Lui resterà fedele e che
poi mi seguirà in ogni strada che io,
che io prenderò e luce ai miei passi
sarà il mio Signor.
Lui m'assicura che
fatica e dolore non sono senzauna ,
senza una speranza, per questo io Lo seguo
e Lui è il mio Signor...


Ora so!
So' che esistere nell'amore di Dio è meraviglioso!
Un proverbio indiano dice:"Ogni bambino che nasce viene a dirci che Dio non è ancora stanco degli uomini!". Ma io, a 25 anni non conoscevo l'amore di Dio, come lo conosco oggi e soprattutto parlavo con Lui solo se avevo bisogno di essere protetta. "Lui era in me, ma io non ero con Lui".
Mi sono sposata nel 1964 e, nel 1966, e precisamente il 31 gennaio, dopo un aborto al terzo mese di gravidanza che mi aveva lasciata distrutta e angosciata, nacque Ada.
Il parto fu molto laborioso, usarono un bruttissimo forcipe, che mi trovò completamente impreparata.
La mia mamma non si lasciava andare a molte spiegazioni e soprattutto lei era a Milano e io a Novara. Sola. Mio marito anche lui "alle prime armi" era spesso, anzi, quasi sempre, all'estero per lavoro. Ma quel giorno c'era!
Ricordo, come fosse ora, la tenerezza con cui abbracciai la mia piccolina e... piansi! Era mia, proprio mia! E, a parte alcuni segni che il forcipe le aveva lasciato, era bellissima!
Oggi, dopo l'incontro che ho avuto con la fede, così parlerei al Signore:
" Mio Dio grazie per questo dono immenso, per questa bambina "nuova" che si affaccia a questo mondo che non è perfetto come lo vorresti Tu. Donale fede in Te, forza e amore sufficienti per affrontare i giorni che verranno e i dolori che incontrerà.
Fa che non sia sopraffatta dalla cattiveria, dall'ingiustizia e dalla falsità. Perchè lei sia Ada come la vuoi Tu e non come io vorrei che fosse. Fa che sia una bambina di speranza in un mondo che ha dimenticato cosa sia sperare. E fa che con Ada, come in ogni bambino che nasce, l'angoscia si trasformi in gioia e che tutti quelli che incontrerà la guardino con occhi nuovi, con occhi pieni d'amore!".
Festeggeremo Ada sabato con Enrico, Pamela e i loro bimbi, noi oggi con la sua Elena apriremo qualche pacchettino e faremo un piccolo brindisi e poi abbracciati sogneremo un domani di pace. Auguri!