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mercoledì 20 giugno 2012

Il Vero Dono di Bruno Ferrero



Tobia era un bambino di quarta elementare, silenzioso e sereno.
Viveva con i genitori ed i fratelli in una modesta casetta, ai margini del paese, appollaiato su una collina costellata di ulivi, a qualche chilometro dal mare.
Il giorno della chiusura della scuola, prima delle vacanze di Natale,
tutti i bambini della quarta elementare fecero a gara per portare un regalo alla maestra, che si chiamava Marisa, ed era gentile e simpatica.
Sulla cattedra, si ammucchiarono pacchetti colorati…La maestra ne notò subito uno piccolo piccolo, con un bigliettino vergato dalla calligrafia chiara ed ordinata di Tobia: «Alla mia maestra».
Marisa ringraziò i bambini, uno alla volta.
Quando venne il turno di Tobia, aprì il pacchettino e vide che conteneva una piccola, magnifica conchiglia, la più bella che la maestra avesse mai visto:
era tutta un ricamo pieno di fantasia, foderato di madreperla iridescente.
«Dove hai preso questa conchiglia, Tobia?», chiese la maestra.«Giù, alla Scogliera Grande!», rispose il bambino.
La Scogliera Grande era molto lontana, e si poteva raggiungere solo tramite un sentierino scosceso. Era un cammino interminabile e tribolato, ma solo là si potevano trovare delle conchiglie speciali,
come quella di Tobia.
«Grazie, Tobia! Terrò sempre con me questo bellissimo regalo, che mi ricorderà la tua bontà...
Ma dovevi proprio fare tutto quel lungo e difficile cammino, per cercare un regalo per me?».
Tobia sorrise: «Il cammino lungo e difficile fa parte del regalo!».

Non si regala un "oggetto".
Si regala un pezzo del proprio "amore".
L'unico vero "dono" è un pezzo di sé...

martedì 27 dicembre 2011

Il dono misterioso di B. Ferrero



Era l'alba a Betlemme. L'ultimo pellegrino se n'era andato e la stella scomparsa. La Vergine Maria guardava dolcemente il Bambino che si era addormentato. Lentamente e cigolando, si aprì la vecchia porta della stalla. Sembrava spinta da un soffio di vento più che da una mano. Sulla soglia comparve una donna anziana, coperta di stracci. Maria sussultò, come se avesse visto una fata cattiva. Gesù continuava a dormire. L'asino e il bue strappavano bocconi di fieno e paglia da un mucchio che avevano davanti al muso e non degnarono di uno sguardo la nuova venuta.
Maria la seguiva con lo sguardo. Ogni passo della sconosciuta sembrava lungo come dei secoli. La vecchia continuava ad avanzare, finchè fu accanto alla mangiatoia.
Gesù Bambino spalancò gli occhi di colpo e Maria si meravigliò vedendo brillare negli occhi del Bambino e della donna la medesima luce di speranza.
La vecchia si chinò sul Bambino. Maria trattenne il fiato. La vecchia frugò nei suoi abiti stracciati, cercando qualcosa. Parve impiegare dei secoli a trovarla. Maria continuava a guardarla con inquietudine. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la vecchia estrasse dai suoi stracci un oggetto, che rimase però nascosto nella sua mano, e lo affidò al bambino.
Maria vedeva solo la schiena della vecchia curva sull'improvvisata culla di Gesù.
Poi la vecchia si drizzò, come se si fosse liberata di un peso infinito che la tirava verso terra.
Le sue spalle si sollevarono, il suo capo si elevò e quasi toccava il soffitto, il suo viso ritrovò miracolosamente la giovinezza, i suoi capelli ridivennero morbidi e lucenti come seta. Quando si allontanò dalla mangiatoia, per scomparire nell'oscurità da cui era venuta, Maria potè finalmente vedere il dono misterioso.
Nelle piccole mani di Gesù, brillava una  mela rossa.
Quella donna era Eva, la prima donna, madre dei viventi, che aveva consegnato al Messia il frutto del primo peccato.
Perchè ora, con Gesù, era nata una Creazione nuova.
E tutto poteva ricominciare.

lunedì 17 gennaio 2011

Anastasio Ballestrero Tutto è grazia




Accogliendo dalle Tue mani la vita,
dalla Tua provvidenza e dalla Tua misericordia ogni cosa,
tutto diventa buono,
tutto è grazia.
A renderci beati ci basti la Tua volontà,
ci basti la certezza della Tua misericordia
e del Tuo dono.
Allora le cose di questo mondo non ci imprigionano,
ma ci liberano.
Sono rivelazione del Tuo Amore di Padre:
e questa è beatitudine.