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sabato 8 luglio 2017

NON AVRETE IL MIO ODIO








Ho voluto riprendere questo post che ho pubblicato  in precedenza per l'attualità del discorso.
Da giorni penso a temi nuovi, con nuove parole per cercare di spiegare come la vita, la nostra vita, il nostro respiro, come e cosa nasce in noi ogni nuovo albeggiare.


Ecco cosa mi risponde S. Tommaso Moro:" Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza di cogliere la differenza."


Per questo la grande Grazia che oggi chiedo è che Lui non censuri nulla di ciò che la giornata mi proporrà,tutto:quel bisogno di senso, di significato, di pienezza, di gusto e di tristezza che vivrò.


Così sarà il compimento. Così la vita avrà un significato.

Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto su Facebook ai terroristi che al Bataclan hanno ucciso sua moglie.  

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.  

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio». 

martedì 28 febbraio 2017

Essere

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, cucina e spazio al chiuso




Tu non sapevi ancora come ti avrei chiamato
il volto che ti ho dato, la vita che hai vissuto:
tu non sapevi ancora, tu non sapevi ancora.

Quando giocavi sulla porta della casa
a fare la signora
io preparavo alla tua vita grandi cose
che non sapevi ancora, che non sapevi ancora.

Poi conoscesti il dolore che toglie il gusto alle cose
ma riempie le parole, di vita le colora:
tu lo vivesti allora, tu lo vivesti allora.

Poi ti ho donato quell’amore sincero
così misero e grande
perché il dolore diventasse più lieve
e il tuo amore infinito, e il tuo amore infinito.

Ora ti voglio con Me:

non devi avere paura
devi lasciarti andare: tutto si compie ora
tutto si compie ora, tutto si compie

ora qui non esiste più il buio
c’è la luce negli occhi di Dio
c’è la pace nelle mani di Dio
c’è la gioia nel cuore di Dio.

Un esistenzialista tedesco afferma che l'uomo è un "essere verso la morte".
L'uomo è "essere verso la Gloria" afferma Cristo.

sabato 3 ottobre 2015

Bimba siriana


una bimba siriana che gattona davanti ad un plotone di agenti turchi .


Chi accoglie

uno di questi piccoli, in nome mio

accoglie me

e chi accoglie me

non accoglie me,

ma Colui che mi ha

mandato (Mc 9,37)


"E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo,  disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chi dunque sarà umile come questo piccolo , sarà il più grande nel regno dei cieli." Mt 18,1-5


È come se Gesù volesse trattenere tra le sue braccia la debolezza di chi desidera essere difeso.






lunedì 11 maggio 2015

Alla mia mamma




E' domenica: la festa della mamma! Oggi ti vengo a trovare, ma è un segreto così tu non mi aspetti.
Eccomi. Ti metti seduta sul letto e ti stropicci gli occhi: "Oh ma che sorpresa!" Infatti non ci aspettavi. Ti guardo: il viso disteso con un accenno di sorriso.
Mentre ti guardo penso a come è stata ingrata la tua vita. Il lavoro nei campi, quando le tue amichette andavano a scuola, poi il lavoro a Trieste per mandare la paga ai nonni per i tuoi tre fratelli che ancora vivevano con loro.
L'incontro con papà e il trasferimento a Milano. Immediatamente dopo il mio arrivo, la guerra, la casa bruciata: altro trasferimento a Conegliano. Eravamo noi tre figli il tuo sorriso?
Poi arrivò la malattia di papà: ritorno alla fabbrica.
Quando tornavi la sera, avevo paura di scoprire cosa mi dicevano i tuoi occhi: stanchezza, preoccupazione. Avrei dovuto interrogare il tuo cuore per capire dov'erano i tuoi sogni, i tuoi desideri di donna, noi chiedevamo Amore. Chiedevo un bacio, una carezza, una confidenza per una figlia che cresceva.....
Da tempo siamo lontane, ma il mio pensiero è per te, per il tuo amore chiuso nel cuore.
Ora riposati. Forse ti ho stancato chiedendoti troppi ricordi. Bacio il tuo viso, la tua fronte sempre pensierosa, col pensiero ti racconto la mia vita in una città che non ti piace, ti sussurro quanto bene ti voglio e mentre ti accarezzo una mano fasciata, un altro bacio e il saluto del distacco.
Grazie mammina perchè il Signore ha scelto te per donarmi al mondo. Ci sentiamo domani. Buonanotte alla mia 95enne mammina


domenica 29 marzo 2015

La mia "Domenica delle Palme"








Veronica: "Nacque il tuo volto da ciò che fissavi"




Non ci sono date, non ci sono parole per ricordare i giorni importanti in cui le ore si trascinano lente e noi, io, le voglio meditare facendole scivolare nel cuore e negli occhi.



Oggi "Domenica delle Palme" è stata una giornata in cui, nella Messa, ho ascoltato attentamente la passione di Gesù in modo da appassionarmi alla vita. Quante volte l'ho letta, ma oggi era diverso. Diverso nel voler ripetere come quel pellegrino che a Roma, vede il sudario della Veronica, e mormora con fede: " Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero, così era, dunque, la tua faccia?» (Jorge L. Borges, L’artefice).




Oggi nel pensare a Gesù pensavo alla mia Valeria, al suo volto, che, se non ci fossero le fotografie disseminate nelle stanze, forse, dico forse, non ricorderei più.
 
Ricordo la "domenica delle Palme" di anni fa in cui trascorsi la giornata nella stanzetta vicina alla sala di rianimazione, con nelle mani il suo rosario e il suo orologino, regalo per la S. Cresima, della zia Elena.

Valeria è scivolata in cielo il lunedì della settimana Santa alle ore 17 mentre padre Walter, venuto apposta da Milano, le dedicava la santa Messa.


Come la storia di oggi, letta in Chiesa, mi piacerebbe cercare, entrare in quelle parole, ma anche entrare nella mia, storia di madre.


Perciò ho pensato che non posterò la storia del buon ladrone che volevo commentare o quella di Veronica o la via della Croce che ancora si incontra andando pellegrini a Gerusalemme, o altro, no,  mediterò sulla passione che è sofferenza ma è anche un amore bruciante. L'amore di madre. Una madre grande, gloriosa e una piccola, insignificante e pur sempre madre.

Ritornerò la notte dove esisterà solo quella Luce che mi scalderà il cuore. Arrivederci.




Regalo a voi

che conoscete il mio desiderio

di sogni di bellezza

di occhi amati e di labbra rosa.

Regalo a tutti, nuvole strizzate

cariche di parole e lacrime azzurre.

Un po' di gioia e di dolore

che parlano di Vita.

Lucia

sabato 14 marzo 2015

Una preghiera particolare.



Se apro la porta a vetri della mia cucina, entro nel balcone e da lì vorrei essere affacciata al cielo. Anni fa, in una giornata limpida, potevo scorgere il Monviso, e tutto l'azzurro che lo circondava, poi sono cresciuti gli alberi (veramente sono arrivati anche condomini nuovi) e, ora, solo rami che mi promettono foglie nuove e un dolce profumo estivo: sono tigli.

In questo mio balcone, (6metri per 6) ci sono dei vasi: due di rose, uno di tulipani, uno di lavanda. Purtroppo non ho il pollice verde! Prima che arrivasse l'inverno li avevo ritirati in un angolo (i vasi erano molti di più) ma il fiato freddo di mr. inverno li ha bruciati!

Ogni tanto, al mattino, vado a salutare le gemmine nuove e, se i tulipani, mi hanno serbato una sorpresa. Durante la notte sono nate nuove gemme e il tulipano, proprio lui che mi piace tanto, sta per sbocciare!

Poche cose, ma per me è una totale primavera!

Tra qualche mese, il Signore ci donerà corolle di fiori, lucciole maggiolino, manciate di stelle come coriandoli a carnevale.

I naturalisti ci hanno raccontato che i fiori servono per la riproduzione. (Ricordate l'ape che si posa....)

Non mi sembra il caso di prenderli sul serio! Io non ho visto mai il fiore di gramigna, la più tenace e fertile pianta dei prati! E chi non ha mai visto gli iridati arcobaleni racchiusi nei cuori delle pietre preziose?

Diversa è la necessità cui il fiore obbedisce: è una "necessità di Dio", più che del fiore e dei suoi piccoli problemi coniugali: è la necessità di Dio d'essere Se stesso: un creatore di bellezza.

Così noi, guardando quella bellezza, forse penseremo ad un lontano Giardino.

Nel celebrare l'unione tra l'uomo e il Suo Creatore, possiamo ripassare il Cantico dei Cantici che celebra la primavera. Nessuna altra pagina della Bibbia è così odorosa di fiori, di colori, di profumi terrestri, che ci fanno dimenticare le giornate invernali della colpa...

L'inverno è consumato dalla redenzione, ma c'è stato e ha raggelato il cuore della terra. Le piogge si sono asciugate al vento tiepido delle giornate che stanno arrivando ricche di timidi raggi di sole.

Dai, il più è passato, ora lentamente arriva il clima della terra promessa, fertile e lieta come la prima terra.

La nostra speranza che guarda a un paesaggio, rinnovato dal ritmo stagionale che è segno del processo della grazia, si illumina al ricordo delle primavere passate: fiori, fiori segno della generosità creatrice che annuncia la misericordia restauratrice.


Oggi il calendario mi ricorda che Gesù disse:" Voglio l'amore non il sacrificio"


L'amore è un tulipano che contemplerò nei suoi variegati colori, e sarà l'Orazione di cui parla Santa Teresa D'Avila. Parole silenziose, contemplando la Bellezza in un dono d'amore.

venerdì 13 marzo 2015

Leopardi: non finisco di scoprirlo....!








Nei giorni scorsi, attraverso i video posti in piazza S. Pietro, Ho sentito Giussani parlare. Ed era il Giuss che ho conosciuto io, nel 74, quando veniva a Novara a farci, eravamo quattro anime, Scuola di Comunità. Veniva a farci conoscere Cristo come se ne parla nei Vangeli e come potevamo dare un senso nuovo alla nostra (mia) vita. Paolo era incantato da questo prete campagnolo che parlava con la cadenza brianzola, piccolo, semplice, affascinante e affascinato da un TU!







Per tutto un mese ho letto solo Leopardi. (Giussani)

Ho conosciuto i testi di Leopardi, nel maggio della mia terza ginnasio, quando ero in seminario e avendo trovato una certa poesia, "La sera del dì di festa", che non mi avevano ancora fatto studiare, per tutto il mese ho letto solo Leopardi, imparandolo tutto a memoria. Da allora ogni giorno ridicevo l'uno o l'altro dei suoi Canti, a memoria, fino a quando non trovai (quel) Canto, che resi normale parola come ringraziamento alla Santa Comunione. Quando lo dissi ad un raduno di preti, il Cardinal Giovanni Colombo, che era lì vicino, esclamò "Ohibò, se l'avessi saputo non ti avrei fatto prete!"Meno male che non l'ha saputo.
Ecco la poesia: Alla sua donna:



Cara beltà che amore
Lunge m'inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne' campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l'innocente
Secol beasti che dall'oro ha nome,
Or leve intra la gente
Anima voli? o te la sorte avara
Ch'a noi t'asconde, agli avvenir prepara?

Viva mirarti omai
Nulla speme m'avanza;
S'allor non fosse, allor che ignudo e solo
Per novo calle a peregrina stanza
Verrà lo spirto mio. Già sul novello
Aprir di mia giornata incerta e bruna,
Te viatrice in questo arido suolo
Io mi pensai. Ma non è cosa in terra
Che ti somigli; e s'anco pari alcuna
Ti fosse al volto, agli atti, alla favella,
Saria, così conforme, assai men bella.

Fra cotanto dolore
Quanto all'umana età propose il fato,
Se vera e quale il mio pensier ti pinge,
Alcun t'amasse in terra, a lui pur fora
Questo viver beato:
E ben chiaro vegg'io siccome ancora
Seguir loda e virtù qual ne' prim'anni
L'amor tuo mi farebbe. Or non aggiunse
Il ciel nullo conforto ai nostri affanni;
E teco la mortal vita saria
Simile a quella che nel cielo india.

Per le valli, ove suona
Del faticoso agricoltore il canto,
Ed io seggo e mi lagno
Del giovanile error che m'abbandona;
E per li poggi, ov'io rimembro e piagno
I perduti desiri, e la perduta
Speme de' giorni miei; di te pensando,
A palpitar mi sveglio. E potess'io,
Nel secol tetro e in questo aer nefando,
L'alta specie serbar; che dell'imago,
Poi che del ver m'è tolto, assai m'appago.

Se dell'eterne idee
L'una sei tu, cui di sensibil forma
Sdegni l'eterno senno esser vestita,
E fra caduche spoglie
Provar gli affanni di funerea vita;
O s'altra terra ne' superni giri
Fra' mondi innumerabili t'accoglie,
E più vaga del Sol prossima stella
T'irraggia, e più benigno etere spiri;
Di qua dove son gli anni infausti e brevi,
Questo d'ignoto amante inno ricevi.



"D'ignoto amante inno ricevi". Ignoto amante. L'uomo ignoto amante di questa bellezza incarnata, che, se non è per le vie del mondo, sarà da qualche parte, in qualche altra stella del cielo, in qualche mondo platonico. Ignoto amante: io ignoto amante di Te; Tu, Dio fatto carne, ignoto amante di me, ignorato da me, non conosciuto da me, non ricordato da me. Letteralmente questo è il messaggio cristiano, come l'ho conosciuto io.
Il Verbo si è fatto carne vuol dire che la Bellezza si è fatta uomo, la Giustizia di è fatta uomo, la Bontà si è fatta uomo, la Verità si è fatta uomo.
Cosa è la Verità? Un uomo presente.
Gesù era profetizzato dal genio di Leopardi, milleottocento anni dopo la sua esistenza.




Leggete come le parole di Giussani sono semplici e dirette al cuore, per farvi entrare Cristo. Non teologia, non filosofia: una semplicità in cui ci ritroviamo tutti. E impariamo a riconoscere la Bellezza, la Giustizia, la Bontà e la Verità.


venerdì 27 febbraio 2015

Le stelle di mare






Oggi vi racconto un aneddoto che parla di bellissime stelle marine. Non è una favola....ma certamente parole su cui riflettere....se vorrete!

Allora....c'era una volta.....no! non ho sbagliato blog. Vorrei che le mie stelle marine vi parlassero come io farei con Elena per aiutarla a capire i giovani "d'oggidì" che se il loro atteggiamento non è consono al nostro criterio di "perbenismo, di morale, di bontà" non vengano eliminati o ignorati.

"Due uomini camminavano su una spiaggia, una tempesta, agitando le acque del mare, ha "scaraventato" sulla sabbia delle stelle marine, che formarono un bellissimo tappeto. Pareva un cielo al contrario. Il sole caldo le stava bruciando, senza pietà.

Le stelle si contorcevano lentamente, prima di cristallizzarsi definitivamente.
Uno dei due ogni tanto, si fermava, ne raccoglieva un paio e le ributtava in mare. Erano tante, tante...milioni.
L'altro ha fretta di tornare a casa e chiede all'amico:"Che vuoi fare, ributtarle tutte in mare? E' impossibile. Ci vorrebbe una settimana. Sei matto?"
L'altro gli mostra la stella marina che ha in mano, e subito, prima di lanciarla in acqua, gli risponde:"Pensi che LEI dirà che sono matto?".

- Sì, tu sei matto, ma da legare!.

- Anche tu quando ti innamorerai canterai a voce alta e riderai per strada. Sembrerai un matto da legare.
- Che vuoi dire?
- Che i matti sono quelli che amano. Amare puoi sempre, questo è il paradiso. Finchè non ti viene tolta la capacità di amare, potrai sempre fare qualcosa per gli altri. L'inferno è perdere anche la libertà di amare.

Il riferimento delle stelle di mare è ai ragazzi del quartiere di Brancaccio a Palermo.




martedì 28 ottobre 2014

compleanno Valeria









"Voi mi avete amato,


e avete creduto che sono venuta da Dio.


Sono venuta nel mondo e ora


lascio di nuovo il mondo


e vado al Padre"










Oggi, amore mio grande, avremmo fatto festa per ricordare il giorno in cui Lui ti ha donato a noi.


Questa sera però il mio cuore vorrebbe gridare al mondo che mi manchi, come manchi al babbo a Ada e a Enrico.


Le parole che mi dico non bastano a riempire il mio cuore, perchè portano il peso della debolezza, dello smarrimento.


Le mie parole non bastano a riempire il vuoto che tu hai lasciato, non bastano ad aprire la vita sull'eternità su quel cielo dove sei ora.


La Parola di Dio, sì


La Parola di Dio cambia il cuore, perchè mi racconta l'amore del Padre.


La Parola di Dio dà un senso a tutto quello che è accaduto, perchè ci apre alla speranza del giorno in cui ci rivedremo.














Sei nelle stelle che illuminano la notte.


Sei nella luce di un nuovo mattino.


Sei nel sole che matura il grano


Sei nella pioggia che scende leggera.


Sei nel vento che arruffa i nostri pensieri.


Sei nei fiori del nostro giardino.


Sei nei ricordi gioiosi del cuore.


Sei nell'attesa di un nuovo incontro.


Sei la nostra preghiera.


Sei tutto, tutto, tutto.


Sei. Valeria.






Buon compleanno passerotto

venerdì 24 ottobre 2014

malinconia d'ottobre




Dopo aver letto e riletto le parole di Dante Alighieri ogni parola mi sembra vuota come i nidi sugli alberi di questi giorni freddi.

Sono andata a trovare Valeria e il piccolo Luca. Camminando in quel giardino mi sono accorta che almeno qui non esiste differenza di colore nel dolore. Quando le nuvole sono grigie, sono proprio grigie.







"Il Signore mi ha abbandonato,


il Signore mi ha dimenticato".


Si dimentica forse una donna del suo bambino,


così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?


Anche se queste donne si dimenticassero,


io invece non ti dimenticherò mai.




E camminando tra questi piccoli Angeli, nel silenzio che parla di pace e di ninne-nanne,

riscopro la nostalgia del cielo, del Tuo cielo, Dio.

domenica 5 ottobre 2014

XXVII Domenica tempo ordinario Vangelo: Mt 21,33-43
















Vangelo: Mt 21,33-43




Dal Vangelo secondo Matteo




In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato

è diventata la pietra d’angolo;

questo è stato fatto dal Signore

ed è una meraviglia ai nostri occhi”?


Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».




L'uomo dei campi, il nostro Dio contadino, guarda la sua vigna con gli occhi dell'amore e la circonda di cure: che cosa potevo fare di più per te che io non abbia fatto? Canto d'amore di un Dio appassionato, che fa per me ciò che nessuno farà mai.







Quale raccolto si attende il Signore? Isaia: Aspettavo giustizia, attendevo rettitudine, non più grida di oppressi, non più sangue! Il frutto che Dio attende è una storia che non generi più oppressi, sangue e ingiustizia, fughe disperate e naufragi.







Nelle vigne è il tempo del raccolto. Per noi lo è ogni giorno: vengono persone, cercano pane, Vangelo, giustizia, coraggio, un raggio di luce. Che cosa trovano in noi? Vino buono o uva acerba?







La parabola cammina però verso un orizzonte di amarezza e di violenza. In contrasto con la bassezza dei vignaioli emerge la grandezza del mio Dio contadino ( Veronelli diceva che chiamare uno «contadino» è il più bel complimento che si possa fare a una persona), un Signore che non si arrende, non è mai a corto di meraviglie, non ci molla e ricomincia dopo ogni rifiuto ad assediare il cuore con nuovi Profeti e servitori, e infine con il Figlio.







Costui è l'erede, uccidiamolo e avremo noi l'eredità! La parabola è trasparente: la vigna è Israele, i vignaioli avidi sono le autorità religiose, che uccideranno Gesù come bestemmiatore. Il movente è lo stesso: l'interesse, potere e denaro, tenersi il raccolto e l'eredità! È la voce oscura che grida in ciascuno: sii il più forte, il più furbo, non badare all'onestà, e sarai tu il capo, il ricco, il primo. Questa ubriacatura per il potere e il denaro è l'origine di tutte le vendemmie di sangue della terra.




Cosa farà il padrone? La risposta delle autorità è secondo logica giudiziaria: una vendetta esemplare, nuovi vignaioli, nuovi tributi. La loro idea di giustizia si fonda sull'eliminare chi sbaglia. Gesù non è d'accordo. Lui non parla di far morire, mai; il suo scopo è far fruttificare la vigna: sarà data a un popolo che produca frutti.







La storia perenne di amore e tradimenti tra Dio e l'uomo non si concluderà né con un fallimento né con una vendetta, ma con l'offerta di una nuova possibilità: darà la vigna ad altri. Tra Dio e l'uomo le sconfitte servono solo a far meglio risaltare l'amore di Dio. Il sogno di Dio non è né il tributo finalmente pagato (non ne parla più) né la condanna a una pena esemplare per chi ha sbagliato, ma una vigna, un mondo che non maturi più grappoli rossi di sangue e amari di lacrime, che non sia una guerra perenne per il potere e il denaro, ma che maturi una vendemmia di giustizia e di pace, la rivoluzione della tenerezza, la triplice cura di sé, degli altri e del creato.







Ho pubblicato queste due immagini perchè hanno un significato particolare: Gesù in Croce: quando lo guardo, è un invito alla preghiera. Gesù qui, non è morto, guarda verso il cielo: sta parlando col Padre. E invita noi tutti a fare altrettanto!.

La seconda è l'interno del Santuario dove io, da tempo vado a Messa. Un luogo piccolo, raccolto, molto moderno. Io e Paolo ci sentiamo veramente a Casa.

sabato 6 settembre 2014

Aspettando il momento della S. Messa




















Nel Vangelo di domani, 7settembre 2014, Matteo ci parla di fratellanza e di imparare a dialogare con chi abbiamo vicino, ma anche con chi non abbiamo rapporti chiari:
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
" Se il tuo fratello sbaglia, va' e ammoniscilo"
Debbo fare il primo passo? Non è meglio tacere e sperare che l'altro si accorga di aver sbagliato?
Ma che cosa mi autorizza a intervenire nella vita dell'altro? La pretesa della verità? No, solo la parola fratello. Ciò che ci abilita al dialogo è la fraternità che tentiamo di vivere, non la verità che crediamo di possedere.
"Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello". Verbo stupendo: guadagnare un fratello. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo.
"Tutto quello che legherete o che scioglierete sulla terra, lo sarà anche in cielo".
Legare e sciogliere.
Ciò che avrete legato, riunito attorno a voi, le persone, gli affetti, le speranze, non andrà perduto; e ciò che avrete sciolto, liberato attorno a voi, energie, vita, audacia, sorrisi, lo ritroverete liberato per sempre, nella storia della terra e in quella del cielo, unica storia. «Ciò che scioglierete»: come lui che ha sciolto Lazzaro dalle bende della morte; «ciò che legherete»: come lui che ha legato a sé uomini e donne capaci di fare le cose che Dio fa. Ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre. (don Michele Do)
"Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro."
Non solo nella preghiera, ma anche nell'uomo e nella donna che si amano, nella complicità festosa di due amici, in chi lotta per la giustizia, in una madre abbracciata al suo bimbo, Dio è lì.
Ma a cosa serve la presenza di Cristo? Che cosa genera? Cristo è anima e vita di tutto ciò che esiste, presenza trasformante dell'io e del tu che diventano noi, è la forza di amare che ti convoglia nello stellato fiume (M. Luzi). Quella forza che convoglia Dio nel torrente della vita.Le parole della Santa Teresa di Calcutta completano il pensiero su come amare i fratelli. Buona domenica a tutti.


venerdì 5 settembre 2014

Razòn De Vivir Victor Heredia







Victor Heredia autore di Razòn De Vivir, di Ojos de cielo, e di altre decine di canzoni sull'amore che sostiene la vita. E' argentino. I suoi versi, per quello che posso capire, non ho trovato la versione in italiano, sono pieni di dolore e di speranza. E di un misterioso bisogno dell'altro.




Racconta in una intervista: " E' una canzone di pura gratitudine, perchè credo che nessuno possa svolgere il suo compito nel mondo, nella vita, da solo. Si ha sempre bisogno di un'amicizia con qualcuno che ti sostiene e ti appoggia. Questa canzone è dedicata alla mia compagna, ma il discorso si può allargare a tutto quello che facciamo nella vita: abbiamo sempre bisogno di incontrare Qualcuno che ci faccia da guida."






La sua voce incanta, almeno a me fa' questo effetto, è bella, forte,e mi sembra, sottolineo sembra, che canti di una presenza che esprime la voglia di stare con l'altro senza perdere l'angelo della nostalgia, sembra alludere a qualcosa che non è solo questo "altro".






Continua:"Non ci si innamora solo del fisico di una certa persona, questo è il punto; la canzone parla di questo. Di quando si stabilisce una comunione che libera. Quando due spiriti possono camminare uniti si va al di là del puro aspetto fisico. Quando uno può avere un pensiero simile all'altro e quando questo pensiero nel tempo non si rompe ma cresce, da un certo punto di vista è qualcosa di salvifico, quando accade.


E se abbiamo la fortuna di incontrare un rapporto così eccezionale bisogna fare qualsiasi cosa per preservarlo."






L'intervista continua alludendo alle altre canzoni come Ojos de cielo, anche questa dedicata alla moglie Marisa, ma io mi fermo qui. Ascoltate e se vi piace, commentate. Grazie e buona giornata a tutti

La parola porta con sè
una spiritualità
che non si riesce a misurare,
che va più in là
di noi stessi.


lunedì 1 settembre 2014

Lettera ritrovata





Massimo è il primo a destra: nella sua montagna che da sempre ama.







Ricordo i giorni antichi
ripenso a tutte le Tue opere,
medito sui tuoi prodigi. (salmo 142)



Come descrivere la sopresa del momento in cui ho ritrovato questa lettera che come potrete leggere è datata 10 agosto 198!

Massimo dopo quell'esperienza in Perù è ritornato a Novara. Ha sposato Vittoria.(Mi ha scelto come sua testimone di nozze). Il Signore gli ha donato cinque bellissimi figli. Ha avuto la forza e la costanza di riprendere gli studi e di laurearsi. Attualmente è responsabile di una casa per madri in difficoltà, di un'altra per ragazzi con problemi
vari e poi.... molte altre attività che non ricordo, tutte nel sociale. Appartiene alla Fraternità di CL.

Quando gli ho consegnato la lettera ed era felicissimo e commosso. Qualche figlio (due e sta per sposarsi la terza) lo ha già reso nonno. E' un ragazzo del '59!
Un abbraccio a Vittoria che, moglie e madre favolosa lo ha aiutato e gli è accanto lasciandolo libero nelle scelte che ha fatto e fa. Vittoria è laureata in scienze sociali.
Ci sono altri ragazzi e ragazze che non nomino, altrimenti diventerebbe un'appello inutile perchè loro  sanno  che come Massimo  sono nel mio cuore..... 
Sono entrata nelle loro vite una domenica pomeriggio di giugno del 1975 loro facevano parte del Gruppo Giovanile Madonna Pellegrina e con me e Paolo c'erano Marisa e Vittorio.


Adesso che sei diventato grande
mi piace guardarti senza farmi vedere
tanto lo so che tu lo sai.
Va' non fermarti, attraversa il tuo campo di grano,
no, non voltarti
il Destino ti porta lontano.
ma lontano non è,
chi porti nel cuore è più vicino di te.
Ricordati sempre il fuoco del viaggio,
il Pane e il Vino.
Gli amici di un tempo e quelli che verranno,
la gioia del cammino.
(Claudio Chieffo)


Ciao a tutti, ragazzi e ragazze che con me avete condiviso  la Bellezza di un Incontro! Lucia




venerdì 29 agosto 2014

I Bambini di Gaza



 non sto dormendo, sto volando da Dio







Volerà nel cielo senza nuvole





una voce, un canto inconfondibile:




i bambini di Dio




la gloria canteranno liberi


di Chi ha fatto la vita


e ha dato la Speranza agli uomini.




Signore, da alcuni giorni il cielo di Gaza è limpido e la luna brilla più luminosa che mai, e il fiume l'aspetta nell'acqua.
I bambini dormono sereni abbracciati alla loro mamma se ancora vive o chi resta della loro famiglia.
Sì, Signore, Tu lo sai: c'era la guerra in quel paese ora c'è un respiro di pace. Durerà? Io voglio intanto parlarti di tutti i bambini che sono volati in cielo da Te, tutti quei bambini che Ti stanno cantanto la Gloria.
Per loro adesso non ci sarà più paura, il rumore delle bombe, dei razzi, non c'è più; Tu aiuta chi si è fermato su questa terra, chi ancora piange perchè non  ricorda di che colore è la felicità. Che profumo ha il silenzio e di che parla al loro cuore. Fa' che ascoltino la Tua musica che vedano i Tuoi fiori e che non pensino alla cattiveria degli uomini potenti.
Aiutali a vivere bene questa passeggiata che chiamano "tregua" altrimenti cosa sogneranno domani?

La Storia più grande è il Destino che si svela a poco a poco. Prego per voi Bambini di Gaza.

Mi piace Ricordare Vittorio Arrigoni: fotografo giornalista ed eroe.
Anche lui sta volando, da tempo.

sabato 23 agosto 2014

Maria Madre di Dio

Se mi venisse chiesto perchè Dio si è fatto uomo, io direi:
perchè Dio nasca nell'anima e l'anima nasca in Dio.
E' per questo motivo che è stata scritta tutta la Scrittura,
e per questo motivo Dio ha creato il mondo:
perchè Dio nasca nell'anima e l'anima nasca in Dio.
Meister Eckhart


Niente conosce meglio dell'amore.

E' immobile il sole
e la luce è immobile
e immobile il tempo
e ogni cosa.
Vivo dentro un incanto.
E se anche prima avessi avuto
il cuore più duro del mondo
ora non importa più:
ora c'è Lui
e io mi arrendo.
E com'è bello!!
Più tenera di così non posso.
Cedo alle Sue mani
come una donna cede
all'uomo che ama.
Io non faccio nulla.
Ma in silenzio dico:
entra ancora più profondamente in me
Signore
vieni
Aprimi il cuore
fai spazio
fammi tenera argilla nelle Tue mani.
Tu mi tocchi e con forza.
Le Tue mani nel folto delle fibre del mio cuore
nei muscoli, nella carne.
Non è lieve il Tuo tocco
ma è amante.
E forzi perchè io lo voglio:
io Ti ho detto sì.









La memoria di santa Maria il sabato


La dedicazione del sabato a santa Maria nella liturgia ha cominciato nell'epoca carolingia, con Alcuino, (735-804), maestro di Carlo Magno. (Supplemento d’Alcuino : PL 101, 455-456)






Non conosciamo la ragione per cui Alcuino volle intenzioni mariani nella liturgia del sabato. Nei secoli successivi, quindi a posteriori, teologi e liturgisti ne produrranno fino a sette «ragioni». Nel secolo XIII sono già indicate le seguenti «ragioni», spiegate ad esempio da HUMBERTUS DE ROMANIS, maestro generale dei frati predicatori.






Il sabato è il giorno benedetto da Dio più degli altri giorni, Dio benedisse il settimo giorno (cfr.Gn 2, 3) e Maria è la «benedetta fra le donne» (Lc 1,42).


Parimenti il sabato è il giorno santificato da Dio e Maria è la «piena di grazia» (Lc 1,28), perciò è giusto dedicare il giorno santo alla Tutta Santa; Ha compito le opere della natura nel sabato e le opere della grazia in Maria (coscienza della perfezione di Maria).


Il sabato è il giorno in cui Dio, dopo la creazione, si riposò (cf. Gn 2,2), ma il vero «riposo» di Dio è Maria, a cui la liturgia applica Sir 24, 8: «Colui che mi creò riposò nella mia tenda» perché Dio si riposa in un'anima nella quale si è compiaciuto, Maria. La Bibbia dice che si è riposato nel suo tabernacolo (Sal 18,6). Dice Umberto, "concordano dunque sabato e la Vergine: il sabato è il giorno, e Maria essa è il luogo dove si riposa".


Come il sabato è la porta che introduce nella domenica, così Maria è stata la porta per mezzo della quale Cristo è entrato nel mondo.


Come il sabato è il giorno medium tra il venerdì (doloroso) e la domenica (gioiosa), senza attraversare il quale non si può passare dalla pena alla gloria, così Maria è media tra noi, viventi nella terra di esilio, e Cristo già glorioso nel cielo; c'è dunque una coscienza della funzione mediatrice di Maria.


Nel sabato in cui Cristo giaceva nel sepolcro e gli apostoli, increduli e sfiduciati, si erano nascosti «per timore dei Giudei» (Gv 20,19), la fede della Chiesa si concentrò, tutta, in Maria; perciò ogni sabato è memoria della Vergine che crede e attende la risurrezione del Figlio.


La stessa Madre di Gesù ha mostrato di prediligere questo giorno: nella chiesa di Blacherne in Costantinopoli. Ogni venerdì sera, senza che intervenga mano umana, viene tolto il velo che ricopre l'Icona della Theotokos, la quale, sospesa nell'aria, si lascia vedere dai fedeli fino all'ora.nona del sabato, in cui, parimenti senza intervento umano, viene nuovamente ricoperta e riportata al suo posto abituale. Mentre l'occidente è separato dall'oriente, Umberto evoca questo miracolo.










Inno di Umberto de Romanis per il sabato


HUMBERTUS DE ROMANIS, maestro generale dei frati predicatori, nel secolo XIII, canta le ragioni di venerare Maria nel Sabato :


Dio si riposa il sabato ma si riposa in Maria ;


Dio compie la sua opera il sabato in Maria ;


Dio benedice il sabato più degli altri giorni e benedice Maria fra tutte le donne;


Come il sabato è il giorno medium tra il venerdì (doloroso) e la domenica (gioiosa), senza attraversare il quale non si può passare dalla pena alla gloria, così Maria è mediatrice tra noi e Cristo;


Nel sabato santo solo Maria ha avuto una fede salda ;


aiuta la liberazione delle anima del purgatorio.






Traduzione italiana :


La luce del giorno odierno


è stato il giorno del riposo


di colui che ha creato ogni cosa


Così ha trovato riposo in Mari


Mentre In questa via proprio di Lui


La Vergine diventa dimora.






Allora sono state fatte tutte le creature


mentre Dio oggi compie


La creazione della natura.


Allora ha completato tutto


Quando nella madre colui che ci ha creato


Ha compiuto l'opera della grazia.


Giorno finalmente benedetto


Questo settimo giorno


Fu anche detto santo.


Quanto tu possa esser detta benedetta,


sappiamo, o Vergine singolare,


e quanto tu sia santissima.


Mentre tu passi al giorno gioioso,


lasciando quello della terra


questo è il giorno di mezzo.


Questo giorno ci libera dalle pene


Fa da mediatore, e ci conduce


Alla gioia suprema.


In questo giorno mentre perdeva la speranza


Il gregge che allora era timoroso


Mantiene più fermamente la fede.


In questo giorno quelli che sospirano


E che pregano


Vengono sicuramente ascoltati.

mercoledì 20 agosto 2014

E' successo duecento anni fa

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 


Abitavo a Varazze ma facevo uno strano

mestiere a Celle Ligure.

Andavo tutte le sere da Celle Ligure a Varazze

e poi tornavo indietro.

Lì c'è un'ansa della costa, un giro della costa

con un muricciolo basso

e poi c'è la spiaggia e il mare.

La sera di primavera il muricciolo

era zeppo di coppiette.

Una notte non c'era la luna, ma c'era un cielo

assolutamente limpido,

carico di stelle.

Proprio sul voltare della strada

ho visto il ponte sul mare fatto dalla Via Lattea.

Chi sa osservare il mare fino a questo punto?

Chi sa osservare le cose fino a questo punto?


sabato 16 agosto 2014

Gli animali che hanno convissuto con la mia famiglia





Proprio alle soglie del Paradiso esiste un luogo chiamato il Ponte dell’Arcobaleno. Quando muore un animale che ci è stato particolarmente vicino sulla terra, quella creatura va al Ponte dell’Arcobaleno.

Ci sono prati e colline perché tutti i nostri amici speciali possano correre e giocare insieme. C’è abbondanza di cibo, acqua e tanto sole, e i nostri amici non hanno freddo e stanno bene assieme. Tutti gli animali che erano stati ammalati e vecchi sono restituiti alla salute e al vigore; quelli che erano stati feriti e mutilati sono nuovamente resi sani e forti, proprio come li ricordiamo nei nostri sogni di un tempo. Gli animali sono felici, eccetto che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di una persona speciale, che ha dovuto essere lasciata indietro. Tutti corrono e giocano assieme, ma viene il giorno in cui uno di loro improvvisamente si ferma e guarda lontano. I suoi occhi brillanti fissano intenti; il suo corpo è preso da un tremito. D’improvviso egli inizia a correre staccandosi dal gruppo, quasi volando sopra l’erba verde, le sue zampe lo portano a correre sempre più veloce. Tu sei stato scorto e quando tu e il tuo amico speciale alla fine vi ricongiungete, vi stringete l’un l’altro in un abbraccio di gioia, per non lasciarvi più. Baci di felicità piovono sul tuo viso; le tue mani accarezzano di nuovo il capo del tuo amico tanto amato e ancora una volta guardi nei suoi occhi fiduciosi, che tanto tempo fa erano spariti dalla tua vita, ma mai dal tuo cuore. Poi, insieme, attraversate il Ponte dell’Arcobaleno…


Delizioso questo pensiero che ci fa pensare ai nostri amici che ci hanno fatto compagnia e che ora ricordiamo con gioia perchè i momenti che ci hanno regalato sono tutti belli!


Una parentesi per una domanda, che specialmente i bambini si pongono, ma gli animali hanno un'anima?


Paolo VI disse : "Un giorno rivedremo i nostri animali nell'eternità di Cristo", e rivolto ai Medici Veterinari: "Vi esprimiamo il nostro compiacimento per la cura che prestate agli animali, anch'essi creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'universale stigma del peccato e dell'universale attesa della redenzione finale, secondo le misteriose parole dell'apostolo Paolo."


Papa Giovanni Paolo II nel 1990 si espresse in tali termini: "La Genesi ci mostra Dio che soffia sull'uomo il suo alito di vita. C'è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi."






Fin da piccola ho imparato ad amare la compagnia di un amico a quattro zampe e poi ho proseguito, presentando ai miei figli canarini, criceti, tartarughine d'acqua e finalmente la "Micia".


E' arrivata d'estate, un piccolo batuffolo pezzato, dal pelo soffice, dal nasino rosa e dagli occhioni azzurri. La chiamammo "Micia" perchè ognuno di noi aveva il nome preferito e affinchè nessuno rimanesse scontento.....


Era il Nunù di Valeria, se la portava a letto, sotto le coperte. Era bellissimo quando prima di coricarmi andavo a dar loro il bacio vedere quei due musini vicini! Micia non era stata sterilizzata. E ad ogni "calore" erano guai! Le famiglie degli amici a turno hanno adottato un piccolo della Micia!


Ricordo una sera, eravamo a cena da Daniela, che una telefonata mi fece ritornare a casa perchè lei stava per partorire e, come sempre, voleva me. Io le stavo vicino, l'accarezzavo, le parlavo e con il cucchiaino le davo da bere un po' di latte e così riprendeva un po' di forze! Erano sempre cinque o sei i micini che arrivavano! Prolifica eh!!

Se ne andò per un forte raffreddore, mentre io mi trovavo a Medjugorie. Arrivai la sera, era tranquilla, dormiva tra i panni da stirare, il suo luogo preferito. L'accarezzai, alzò la testa e mi guardò, poi riprese a dormire. Il mattino dopo dormiva ancora. La chiamai e mi accorsi che non l'avevo più. Tra le stelle del cielo i suoi occhioni brillavano.


I miei figli intanto erano cresciuti. Enrico, 18 anni, "filava" con Raffaella e dopo aver dato la maturità si era iscritto a "filosofia" Ada, 20, frequentava ultimo anno del corso per infermiere professionali. Era molto impegnata.

Una sera Enrico arrivò a casa piangendo. Quando gli ho aperto la porta mi buttò le braccia al collo, era già più alto di me, e mi disse che la Raffaella lo aveva lasciato! (meglio così)

Lo consolai come potevo e poi gli dissi: "Senti Chicco, se andassimo al canile a vedere se troviamo un cucciolotto a cui potresti donare l'amore che avevi per Raffaella, che ne dici?" "Dai mamma, facciamolo!

Non ho ancora parlato di Paolo che sopportava pazientemente tutti gli animali che abitavano con noi. Il suo motto era, ed è, "Io amo gli animali, ma a casa loro!"

Gli parlammo del cane...ovviamente era contrario....ma poi, ma se....

Enrico sottovoce mi diceva "Mamma insisti, ti prego, non mollare!"

E arrivò "Nice"

E' vissuta con noi 15 anni. Il suo amore e devozione era per Enrico. Paolo era però incaricato di farle fare i giretti, di giorno e di notte. Era talmente contento che spesso la dimenticava da qualche parte. Una sera è sceso portando con sè solo il guinzaglio.Va beh, arrivato al solito prato.... è tornato a prenderla-

Contemporaneamente a Nice arrivò Matisse, un bel micione che per una nefrite improvvisa ci lasciò dopo poco tempo.




Attualmente abbiamo Golia un miciotto rosso, tenerissimo e a volte come pensionato, arriva Caffè, il micio di Elena.

Ne conbinano di tutti i colori....ma si cercano e giocano molto insieme.

Golia è la mia sveglia! Se all'ora stabilita da lui non mi alzo...eccolo che arriva e mi accarezza fino a quando ben sveglia gli ubbidisco!.

Quanti occhi ci guardano dal cielo per consolarci e ricordarci che insieme siamo stati bene!

  


venerdì 15 agosto 2014

quindici agosto Festa dell'ASSUNTA



Oggi si festeggia il giorno in cui Maria SS. salì in cielo in corpo e anima

Per scrivere di Te debbo stare in silenzio.
Devo dimorare nel silenzio.
Perchè è il silenzio che mi parla di Te.
E' contemplandoTi che T'incontro.
E' un profumo amico che m'accoglie.
E' qui che devo stare.
In questo luogo amato che è la casa del silenzio.
Perchè qui posso scrivere che Ti amo.



AUGURI A TUTTI DI UNA BUONA E SERENA GIORNATA

martedì 5 agosto 2014

E' una storia vera...quasi






Quand'eravamo bimbi, la sera distesi nel lettino, aspettavamo che la mamma ci raccontasse una favola per farci addormentare.
Tutte le favole incominciavano con...:" C'era una volta..."
La novella che io vi voglio raccontare inizia sempre con "C'era una volta...." solo che è una "novella" vera, accaduta alla fine della seconda guerra e me l'ha raccontata un mio caro amico sacerdote che dopo aver tanto sofferto se n'è andato in un giorno di luglio, mentre io ero al mare lasciandolo solo.
Allora: 
ogni giorno alle 12 in punto, un soldato americano che si chiamava Jim, entrava nella chiesa di un piccolo paese di campagna, faceva il segno della croce, si fermava non più di due minuti e poi se ne usciva.
Il sacrestano, sapete come sono curiosi i sacrestani o le perpetue, un giorno che non ne poteva più dalla curiosità, fermò Jim e gli domandò:
"Perchè vieni qui ogni giorno?"
"Vengo per pregare."
" Ma dai, è impossibile! Che preghiera puoi mai dire in due minuti?"
" Sono ignorante, non conosco le preghiere e prego Dio a modo mio."
Il sacrestano era sempre più curioso e guardava Jim con un po' d'incredulità.
" Ma, scusa, che cosa dici per fare così in fretta?"
" Dico: Gesù, eccomi, sono Jim. E me ne vado."

Finisce la guerra Jim decide che era bello rimanere in Italia anche se stava diventando vecchio.
Un giorno si ammalò e lo portarono all'ospedale, nel reparto dei poveri.
Jim non guariva, anzi pensavano proprio che stesse per morire. L'infermiera che era una religiosa, chiamò il sacerdote, e insieme si avvicinano al letto di Jim.
"Jim ascolta, raccontaci un po' come mai da quando sei entrato in questo reparto, tutto è cambiato, e in meglio, sai, gli ammalati non sono più tristi, anzi hanno sempre voglia di sorridere e di parlare?"
"Non lo so. Quando posso camminare, giro di qua e di là, visitando tutti, li saluto, chiacchiero un po'. Quando invece debbo stare a letto allora li chiamo vicino a me e li faccio ridere tutti, li rendo felici. Con Jim sono tutti felici.
"Ma tu perchè sei felice?"
"Voi, se ricevete una visita tutti i giorni non siete felici?"
" Certo! Dicci Jim chi viene a visitarti? Facce nuove non ne vediamo mai."
" Quando sono entrato in questo ospedale, vi ho chiesto due sedie: una per voi e una per il mio ospite, non vedete?"
"Chi è il tuo ospite?
" E' Gesù. Prima andavo io in chiesa a visitarlo, adesso non posso più; allora alle 12, Gesù viene."
" E che cosa ti dice Gesù?"
" Dice: Jim eccomi, sono Gesù.
Un giorno in cui il sole brillava attraverso i vetri opachi dell'ospedale Jim sorrise, allungò la mano indicando la sedia,  e chiuse gli occhi.

"Sono io"(Gv 6,20) Questa è la parola  che il nostro cuore attende.