Un post per spiegare come un ricordo diviene rilettura dei sentimenti e delle passioni che hanno abitato e che abitano il mio cuore.
Prima che s’alzi il sipario…
Papà aveva preso i biglietti per un palco.
Entrare al Teatro "La Scala" era il mio sogno di ragazza e si stava realizzando: quella serata era il suo regalo per il mio compleanno.
Salivo in punta di piedi la grande scalinata con il tappeto rosso e stringevo forte la sua mano.
Altre persone entrano nel palco ma il mio posto è il migliore.
Guardo affascinata l'enorme lampadario.
Poi lentamente iniziano a spegnersi le luci. Il brusio della sala s'acquieta.
Silenzio: solo i maestri d'orchestra che stanno accordando i loro strumenti con un gracidio troppo rumoroso, richiamano la mia attenzione.
Tutto è attesa.
Cerco la mano di papà: lui mi abbraccia e mi fa una carezza.
Sembra che tutti, come me, trattengano il fiato mentre aspettiamo che lo spettacolo inizi.
Il fondale del palcoscenico: immagini d’un mondo favoloso e fatato, acque tra i monti, alberi, usciti dalla memoria di chissà quali illustrazioni…
Suoni di valzer soprattutto, patetici o esaltanti, tante volte riecheggiati nella mia esistenza, da dischi, film o chissà...
Motivi nella pienezza d’orchestra o nella schermaglia gentile di pochi strumenti, che trascinano tutto il ballo nella passione accesa d’un romanticismo perduto… le luci sul sipario ancora, per poco, chiuso.
Odor di palcoscenico.
Scalpiccio leggero di piedi calzati da scarpine da ballo.
E'il leggero affollarsi, là dietro, di ballerini, chiamati a librarsi al di là delle proprie forze, in un volo trasfigurante…
Il lago dei cigni è , fiaba, musica e simbolismo intelligente per una lettura completa di un capolavoro della letteratura ballettistica ma anche, aggiungerei, della produzione musicale di Ciaikovskij col suo stile sempre intimamente dolente, di un pudore – e uno stupore – incantato.
Come mettere ordine, nel cuore e nello sguardo, mentre attendo che lo spettacolo inizi, per viverlo, comprendendolo bene?
Quale sarà il mio compito in questo primo incontro con il grande balletto?
Il programma di sala, un po’ più avanti, porta la trama.
E’ una guida agli avvenimenti, rapida; ed è naturalmente importante, per prima cosa, nel fluire dei pezzi di bravura e nelle coreografie incantevoli, non perdere di vista la favola, nel suo procedere, e nel suo senso profondo: la donna "Odette" trasformata in cigno da un incantesimo, che col suo fascino,libera il bel principe "Sigfrido" dalla sua frivola e vuota esistenza…
E' l’innamorato che però, per un altro incantesimo, scambia per la sua donna, un’altra: "Odile" altrettanto affascinante…
e poi l’unione ritrovata, nelle cose principesche no, nella natura nemmeno, ma nella morte cercata al di là degli inganni e degli incantesimi, donandosi nell’amore…
E' l’innamorato che però, per un altro incantesimo, scambia per la sua donna, un’altra: "Odile" altrettanto affascinante…
e poi l’unione ritrovata, nelle cose principesche no, nella natura nemmeno, ma nella morte cercata al di là degli inganni e degli incantesimi, donandosi nell’amore…
Ma c’è anche da sapere che la favola che vive nell’intimo dei personaggi è una dimensione dello spettacolo; e l’altra dimensione è invece l’esplosione della danza come divertimento, come eleganza, che ci trascina, che ci può anche distrarre, portandoci lontano.
Vorrei chiudere gli occhi per ascoltare con l'anima questa musica, ma non posso....perderei la meraviglia di braccia sinuose e piroette leggere.....
I grandi protagonisti, Carla Fracci, attesa da me, leggera, in e come una nuvola bianca.
Tutto è armonia, bellezza e Rudolf Nureyev, che la solleva tra le braccia mi racconta momenti di vita umana sognata.
Loro sono la favola, l'incanto e noi silenziosi e attenti con il fiato sospeso accogliamo il messaggio dei gesti, dei voli, della musica.
Le fantastiche composizioni aeree del corpo; presto sentiremo la storia dell’amore tradito, il mistero della donna innocente che s’immola in bianche ali di cigno, amore che si ricompone al di là di troppi misteri e troppi inganni e si purifica.
Siamo immersi totalmente in un mondo affascinante e lontano rievocato dalla fantasia: il sortilegio, perchè l’insicurezza e la superficialità spesso sono causa di disastri, tutto questo è dentro Sigfrido, non al di fuori, il Principe si lascia ingannare da ciò che appare, da ciò che effettivamente desidera e vorrebbe subito, mentre Odette, al contrario, rappresenta il sacrificio e l’attesa, l’amore puro e semplice che è sempre difficile meritare se non attraverso una responsabile presa di coscienza.
La morte, in tal caso, è anch’essa simbolica, perché l’aver scelto il male, tradire chi si ama, ha delle conseguenze, porta alla perdizione di sé come individui, come esseri maturi non pronti a superare le difficoltà della vita.
Evidentemente Sigfrido non è ancora pronto, e le difficoltà (le onde del lago) lo travolgono, mentre Odette, già matura e responsabile, si salva in volo.
Inoltre la seduzione fine a se stessa, rappresentata da Odile, non porta mai buoni frutti se si risolve in raggiro; privilegiandola il Principe sceglie l’ombra e, metaforicamente, la morte.
Questa favola, può essere, un messaggio, per chi accoglie la Parola di Dio: un messaggio indiretto per noi uomini e donne di ogni tempo e di ogni luogo. Forse.