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martedì 12 settembre 2017

Ave Maria Dolce Maria



Ave Maria
Dolce Maria
nelle Tue mani
prendi il cuore mio.
Ave Maria
Dolce Maria
nelle Tue mani metti il cuore mio
Ave Maria
Dolce Maria
nelle Tue mani
hai portato Dio.
Madre purissima
prega per me
Donna bellissima
prega per me
il Figlio
Tuo
Prega per me.

martedì 5 aprile 2011

Gesù Figlio dell'uomo di Gibram





Teneva sempre il capo eretto, e la fiamma di Dio ardeva nei Suoi occhi.
Spesso era malinconico, ma la Sua malinconia parlava di tenerezza.
Quando Egli sorrideva, il Suo sorriso era come la brama di chi anela l'ignoto.
Era come polvere di stelle sulle palpebre di un bimbo.
Ed era come un boccone di pane sulla bocca di chi pane non ne ha.
Egli era triste, eppure la Sua era una tristezza che saliva alle labbra e si faceva sorriso.
Era come un velo d'oro nella foresta quando l'autunno incombe sulla terra, il Suo sorriso.
E talvolta somigliava a un chiaro di luna in riva al lago.
Egli sorrideva come se le Sue labbra volessero intonare un canto ad un banchetto nuziale.
Eppure era triste della tristezza dell'essere alato che non vuole librarsi al di sopra del compagno.

sabato 12 marzo 2011

Domenica delle tentazioni - Prego di G. Sacino



Perchè vincere le tentazioni mie?
esse sono belle e della vita un vanto;
mangiare, comandare, possedere,
è tutto ciò che il cuore chiede.
Lo fanno tutti,
poveri affamati e ricchi mai contenti
vivon per questo e
se Dio c'è a questo serve.
E' un pensiero inconfessato.
E' l'idolatria di sempre
da Adamo ad oggi e domani ancora
la tentazione ritorna
dolce, suadente, continua.
il sì al tentatore.

Che almeno la Tua Chiesa
gli resista, Signore Gesù. 
Amen.

giovedì 24 febbraio 2011

Mi hai scelto. L. Giussani



Dio, in parte io già ti conosco (Tu ti sei fatto conoscere da me). Cristo io ti conosco, in parte già ti conosco. E perchè io sì e mille altri no? Perchè mi hai amato, perchè mi ami. Ma perchè mi ami? Perchè mi ami!
Se ci soffermassimo su queste parole, che confronto profondo e misterioso proveremmo in qualsiasi condizione noi ci trovassimo! Qualunque idea avessimo di noi stessi, sarebbe sospinta, verso un equilibrio che non conosceremmo altrimenti: mi ama perchè mi ama!.
Marco, al capitolo terzo, ci ricorda questa scelta e questa elezione che sta all'origine della nostra novità di persone: "Chiamò a sè quelli che Egli volle ed essi andarono da Lui e ne fece dodici che stessero con Lui e anche per mandarli a predicare e perchè avessero il potere di scacciare i demoni" (Mc 3,13-15).
Noi siamo stati voluti: chiamò quelli che volle. Che brivido sentire la lontananza misteriosa fra cui siamo stati scelti immediatamente e l'oscurità e la sonnolenza di tutti gli altri, la cecità di tutti gli altri, di tutto il mondo! Ma siamo stati scelti per ricostruire il mondo attraverso quello che siamo.

mercoledì 23 febbraio 2011

Il Segno della Croce diH. Newman




Ogni volta che questa mia carne peccatrice
la attraverso con il segno della croce,
pensieri buoni in me prendono le mosse e rinnovano
la loro assopita forza divina;
sempre dalla croce erompe
un nobile coraggio
di soffrire e di fare.

Chi mai direbbe che gli spiriti dell'odio,
tutt'intorno, sciolti per la breve ora d'aria,
non tremino alla vista
e schiamazzino il loro abbattimento?
Mentre in terre lontane
con la croce
qualche santo solitario benedice
il fresco profumo delle cose.

giovedì 17 febbraio 2011

Il Regno dei cieli



Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo ( Mt 13,44).
Il Regno dei cieli è simile ad un uomo che ha seminato un buon grano (Mt 13,31)
Il Regno dei cieli è simile ad una rete gettata nel mare (Mt 13,47).
Il Regno dei cieli è simile ad un padrone che esce nella piazza a prendere lavoratori (Mt 19,35)
Il Regno dei cieli è simile ad un banchetto (Mt 22,2)


In questa stupenda immagine del Regno c'è tutto.
C'è la vita con il suo dramma, c'è l'incontro, c'è il divenire, c'è il maturare delle responsabilità, c'è il castigo e la ricompensa, c'è la speranza e c'è l'amore.
Gesù ne riparla nelle Beatitudini.
Tutti noi vediamo in quel Regno la pace, la gioia e la pienezza.
Certo che, viste così, le cose sono facili e viene persino voglia di essere contenti. Ma poi si sente dire:"Perchè il dolore, perchè la sofferenza, perchè la morte?
Il cielo che per un momento appariva chiaro, ecco che si oscura.
Nubi appaiono all'orizzonte di noi uomini poveri, deboli e pieni di paura.
Non so dire...mi resta il silenzio. Chi sono io per rispondere a tutti gli ammalati, specie se bambini, a chi perde la speranza nella vita in un secondo per un cancro o per un incidente stradale.
Ho appena superato i settant'anni, l'età in cui il salmo dice che sei giunto al termine.
Ecco: posso dire che la grande fortuna che la vita mi ha fatto incontrare è stata quella di aver incontrato Dio.
Sì, lo dico nello Spirito di verità: Credo in Dio perchè ho imparato a conoscerlo.
Lui è la mia forza, in Lui ho posto la mia fiducia. Davanti alle prove, quelle che segnano Gli ho sempre detto: "Sia fatta la Tua volontà"! E l'ha fatta. Contro tutte le mie preghiere, le mie speranze. Ma poi mi è stato vicino. Non mi ha lascitato sola. Poi, mi spiegherà ciò che ora non riesco a capire.
Un Padre non abbandona un figlio.
Un amico non lascia solo l'amico.
E Lui è Padre ed Amico.
Se c'è il dolore, se c'è la morte, Lui lo trasforma in luce, in liberazione, in beatitudine.
Saperlo pregare quando si è nella sofferenza è CREDERE IN DIO.

martedì 15 febbraio 2011

LA SAMARITANA di TAGORE




Nulla ti chiesi, al tuo orecchio
il mio nome non ho sussurrato.
Quando prendesti commiato
rimasi in silenzio.
Ero sola presso il pozzo, dove l'ombra
degli alberi cadela obliquamentew,
alle lor case le donne eran tornate
con le anfore colme fino all'orlo.
Mi chiamarono gridando:"Vieni,
il mattino è finito, è mezzogiorno".
Ma pigramente indugiavo, perduta
in un vago fantasticare.

Quando sei venuto, non udii i tuoi passi;
i tuoi occhi erano tristi
quando si posarono su di me;
la tua voce era stanca
quando mi dicesti a bassa voce:
"Sono un viandante assetato".
Mi scossi dal mio sogno ad occhi aperti
e dalla brocca l'acqua ti versai
nelle tue palme giunte a coppa.
Sopra di noi stormivano le foglie,
nell'ombra un cuculo cantava.
e dalla curva in fondo alla strada
    veniva un profumo di fiori di blabla.

Quando chiedesti il mio nome
rimasi senza parole per la vergogna.
Che mai avevo fatto per te
per meritare il tuo ricordo?
Ma il pensiero che avevo potuto
offrirti acqua per colmare la tua sete
resterà nel mio cuore
e lo colmerà di dolcezza.
L'ora del mattino è tarda,
l'uccello canta in stanche note;
sopra il mio capo
stormiscono le foglio del neem,
e io siedo a pensare a pensare.


     
 

venerdì 7 gennaio 2011

Non ti auguro un dono qualsiasi (poesia indianariveduta un po')





Non ti auguro un dono qualsiasi
ma soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per svegliarti il mattino
e sorridere alla giornata che ti aspetta,
ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ma perchè te ne resti per stupirti
e ammirare le creature che il Buon Dio ti ha messo accanto.
Ti auguro tempo per toccare le stelle,
il sole che ti scalda, la pioggia che bagna il tuo viso
e il vento che ti arruffa i capelli.
Ti auguro tempo per sperare e per amare,
anche quel dolore che ti fa respirare piano.
Ti auguro tempo per trovare te stesso
per vivere ogni tuo giorno,
ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo per incontrare Dio,
e pregarLo di benedire la tua vita.