Visualizzazione post con etichetta fede. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fede. Mostra tutti i post

mercoledì 27 agosto 2014

RICREATI














Oggi si avverte l'urgenza di ritornare alla fede, alle sua fonti.
Il sì di Maria , madre di Gesù, all'angelo e sotto la croce l'uomo e la Chiesa vengono generati.
Efrem Siro, un teologo del IV secolo che amava esprimersi poeticamente, scrive di Maria in rapporto alla Samaritana:
In Te, donna, io scorgo un prodigio grande come quello che è in Maria! Infatti lei dal suo seno ha partorito in .Betlemme il suo corpo come un bambino, ma tu dalla tua bocca lo hai reso manifesto come un adulto, in Sichem, città della casa di suo padre. Benedetta sei tu, donna, che hai partorito dalla tua bocca la Luce, per coloro che erano nelle tenebre. Maria, la terra assetata, a Nazaret ha concepito il Signore nostro attraverso il suo orecchio. Ma anche tu, donna assetata di acqua, hai concepito il Figlio, attraverso il tuo ascolto. Benedette sono le tue orecchie che hanno bevuto alla sorgente, che hanno dato da bere al mondo. Maria lo ha deposto in una mangiatoia, tu invece nelle orecchie di quanti ascoltano assetata di acqua, hai concepito il Figlio, attraverso il tuo ascolto. Benedette sono le tue orecchie che hanno bevuto [alla sorgente, che hanno dato da bere al mondo. Maria lo ha deposto in una mangiatoia, tu invece nelle orecchie di quanti ascoltano.
Maria figura della Chiesa, la Samaritana figura della Chiesa: in effetti Giovanni narra l'incontro di Gesù con la Samaritana a mezzogiorno, ora insolita per attingere l'acqua, e precisa che Gesù era stanco e solo. I suoi discepoli erano andati in città per procurare cibo. Questa precisazione non ci porta a pensare alla stanchezza e alla solitudine di Gesù sulla croce, a mezzogiorno? Come non vedere nella donna la figura dell' umanità perduta, resa madre dei credenti, immagine della Chiesa come Maria, che a Cana fece trasformare l'acqua nel vino della nuova creazione? Si parla tanto in questo brano di acqua e di quel cibo che noi non conosciamo, che è fare la volontà del Padre: non è forse figura dell'Eucaristia, non è forse figura dell'obbedienza di Gesù offerta nell'orto degli ulivi? E il Signore guarda i campi pronti per la mietitura e pensa alla conclusione dell'opera sua, la salvezza del mondo: a essa associa la donna, la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe, un buco nella terra come sotto il buco della croce sua madre Maria.
San Bernardo, in un commento all'Annunciazione, ribadisce il principio femminile della salvezza:
Siamo stati tutti fatti nel Verbo eterno di Dio, eppure moriamo; nella tua breve risposta possiamo venire ricreati per essere richiamati alla vita. Questa risposta, o Vergine misericordiosa, ti chiede supplice Adamo, che piange, esule dal paradiso con la sua discendenza infelice. Questa risposta chiede Abramo, la chiede David, la sollecitano gli altri santi padri, i tuoi padri, che abitano anch'essi nell'oscura regione della morte. Questa risposta attende il mondo intero. O Vergine, da' subito la tua risposta. Lo stesso Re e Signore di tutte le cose che tanto ha desiderato la tua bellezza, altrettanto desidera il tuo assenso, con il quale ha inteso salvare il mondo. Rispondi al più presto all'angelo, anzi attraverso l'angelo al Signore
E Maria ha detto sì adesso e nell'ora della morte di Gesù. Von Balthasar dice che il sì di Maria sotto la croce è il caso serio da cui nasce la Chiesa. Per questo dal sì di Maria noi tutti siamo generati, dal nostro piccolo sì la Chiesa si dilata, senza bisogno di programmi e di visibilità.. Si dilata ai nostri occhi, perchè ci rende più gioiosi, aigli occhi degli altri, perchè li attrae alla gioia, agli occhi di Dio, perchè la gioia dell'uomo è appunto il motivo dell'unico piano pastorale efficace, quello del PADRE. .


mercoledì 19 gennaio 2011

L'INCONTRO



E' dono dello Spirito capire che in un preciso giorno, preciso momento, della nostra vita, in noi è avvenuto l'Incontro. L'incontro che ci ha mosso, che ci ha fatto dire "TU, Cristo". E' come un SEME. E' l'inizio di una realtà nuova, che dovrà svilupparsi. Che, come dice San Paolo, coincide con un modo nuovo di capire e di amare, di vegliare e dormire, di vivere e di morire.
E tutto questo è GRAZIA! E come dice Peguy:" La grazia è ancora più misteriosa e più profonda della bellezza. La grazia è ancora più arbitraria, più libera, più sovrana, più perfettamente illogica; come tutto ciò che è donato gratuitamente. Potenza della Grazia. Potenza eterna del Sangue eterno, di un Sangue eterno, quello di Gesù Cristo.

martedì 21 dicembre 2010

NATALE a Baghdad da Tracce di dicembre




La festa, per molti, sarà in casa, non in chiesa. Per evitare di fare da bersagli. E per schivare come si può il pericolo che il Natale diventi un'altra occasione di martirio, una Strage degli Innocenti, anticipata al 25 dicembre.
Mette tristezza a pensarci, ma a Baghdad - come in tante altre parti del mondo - i cristiani vivono così. In croce. Perseguitati. Umiliati. E uccisi come le decine di vittime dell'assalto alla chiesa di Nostra Signora del Soccorso il 31 ottobre. O gli altri che cadono per le violenze di ogni giorno.
Siamo andati a casa loro, perchè è un modo per non lasciarli soli. Per non dimenticare e fare tutto quello che possiamo a cominciare dalla preghiera. Ma il viaggio ha anche un altro motivo: E' che LORO sono NOI. Fratelli nella fede. Ma anche perchè sono testimoni di che cosa sia quello strano fattore dell'esperienza cristiana che non ha fede, nè speranza, nè bellezza, nè bontà o giustizia senza che questo si chiami SACRIFICIO.
Abbiamo parlato con diverse persone e la loro testimonianza intrisa di semplicità ci mostra che il loro sacrificio non è solo la fatica estrema fino al rischio del martirio, ma è proprio la possibilità che ti venga tolta la vita per la fede. E' darla per Cristo. A Cristo.
Alla domanda che spesso si sentono fare, a bruciapelo, da occhi ostili,"sei cristiano?"è come se
consegnassero tutto di sè, letteralmente. Qui, può capitare, per la follia di un Kamikaze di saltare per aria, di fermare la propria vita o quella dei propri cari.
Dare la vita a Cristo. Come Lui ha fatto per noi. Nella croce, sacrificio supremo. Ma prima ancora INCARNANDOSI. Nascendo in una grotta (Lui, Dio!) E donando ogni istante della Sua vita per le nostre vite e per l'opera del Padre "Il sacrificio più grande è dare la propria vita per l'opera di un Altro"
Anche per questo preghiamo per i cristiani di Baghdad. (D.P.)