giovedì 8 aprile 2021

osservare per capire

 



Ciò che ci accade non è mai fine a se stesso. Ogni incontro non è mai per caso nasconde in sé un significato e la comprensione  nasce dalla disponibilità, dalla capacità di iniziare una nuova vita, di cambiare direzione al nostro cammino. 

lunedì 5 aprile 2021


 

La Pasqua movimento d'amore senza fine

padre Ermes Ronchi

Veglia Pasquale nella Notte Santa (Anno B) (04/04/2021)

Vangelo: Mc 16,1-8 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

 
Visualizza Mc 16,1-8

Tre donne, di buon mattino, quasi clandestinamente, in quell'ora in cui si passa dal buio alla luce, vanno a prendersi cura del corpo di Gesù, come sanno, con il poco che hanno. Lo amano anche da morto, il loro maestro, e scoprono che il tempo dell'amore è più lungo del tempo della vita, mentre passano di sorpresa in sorpresa: «guardando videro che il grande masso era già stato spostato».

Pasqua è la festa dei macigni rotolati via, delle pietre rovesciate dall'imboccatura del cuore, dall'ingresso dell'anima. Stupore, disorientamento, paura, eppure entrano, fragili e indomite, incontro a una sorpresa più grande: un messaggero giovane (il mondo intero è nuovo, fresco, giovane, in quel mattino) con un annuncio che sembra essere la bella notizia tanto attesa: «Gesù che avete visto crocifisso è risorto». Avrebbero dovuto gioire, invece ammutoliscono. Il giovane le incalza «Non è qui». Che bella questa parola: "non è qui", lui c'è, vive, ma non qui. Lui è il vivente, un Dio da sorprendere nella vita. C'è, ma va cercato fuori dal territorio delle tombe, in giro per le strade, per le case, dovunque, eccetto che fra le cose morte: "lui è in ogni scelta per un più grande amore, è nella fame di pace, negli abbracci degli amanti, nel grido vittorioso del bambino che nasce, nell'ultimo respiro del morente" (G. Vannucci).

E poi ancora una sorpresa: la fiducia immensa del Signore che affida proprio a loro così disorientate, il grande annuncio: «Andate e dite», con i due imperativi propri della missione. Da discepole senza parole, a missionarie dei discepoli senza coraggio. «Vi precede in Galilea». E appare un Dio migratore, che ama gli spazi aperti, che apre cammini, attraversa muri e spalanca porte: un seme di fuoco che si apre la strada nella storia. Vi precede: avanza alla testa della lunga carovana dell'umanità incamminata verso la vita; cammina davanti, ad aprire l'immensa migrazione verso la terra promessa. Davanti, a ricevere in faccia il vento, la morte, e poi il sole del primo mattino, senza arretrare di un passo mai. Il Vangelo di Pasqua ci racconta che nella vita è nascosto un segreto che Cristo è venuto a sussurrarci amorosamente all'orecchio.

Il segreto è questo: c'è un movimento d'amore dentro la vita che non le permette mai di restare ferma, che la rimette in moto dopo ogni morte, che la rilancia dopo ogni scacco, che per ogni uomo che uccide cento ce ne sono che curano le ferite, e mille ciliegi che continuano ostinatamente a fiorire. Un movimento d'amore che non ha mai fine, che nessuna violenza umana potrà mai arrestare, un flusso vitale dentro al quale è presa ogni cosa che vive, e che rivela il nome ultimo di Dio: Risurrezione.

domenica 4 aprile 2021

Una nuova Santa Pasqua (sempre senza Valeria)



Suonate campane, suonate! Gesù è risorto per tutti noi.


A voi tutti auguri per questa nuova Santa Pasqua




 Abbiamo un anno in più, abbiamo fatto esperienze, sviluppato pensieri sulla vita più o meno approfonditi; abbiamo imparato qualcosa: su di noi, sul mondo, sull’igiene, sulle tecnologie; abbiamo messo alla prova i nostri limiti, le nostre relazioni, la nostra capacità di adattamento e di gestione dello stress. In sintesi, abbiamo vissuto.

Mi torna in mente una giovane donna, malata terminale, che anni fa mi diceva “potessi vivere ancora un anno”. Un anno, tempo prezioso di vita.E mi dispiace sentire ora affermazioni sull’inutilità di quest’anno, su quanto sia stato un tempo buttato via, un tempo immobile in attesa del ritorno della vera vita.

Siamo stanchi, certo. E tutti abbiamo voglia di riabbracciare le persone care, di riaprire le case agli amici, di uscire con loro; abbiamo bisogno di vicinanza, dopo tanto distanziamento.

Ma credo sia altrettanto importante riflettere su ciò che abbiamo imparato in quest’anno, e non solo in fatto di gel e mascherine.

Abbiamo imparato meglio ad amare la vita, a non darla per scontata? Abbiamo imparato il senso del sacrificio? Il senso del limite? Abbiamo rivisto le nostre priorità? 

Uscirne migliori non è una questione collettiva ma individuale, e non riguarda solo il Covid, ma ogni singolo giorno della nostra vita.

“Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell’altra. Quel che conta è il modo con cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita” 

“Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati – non potrebbe essere questa l’idea? E non dobbiamo forse collaborare alla sua realizzazione?” 

Etty Hillesum, Diario

Cristo è la nostra luce arriverà con l'alba e rivedremo i fiori.



sabato 20 marzo 2021

venerdì 19 marzo 2021

Kintsukuroi



Kintsukuroi significa "riparare con l'oro"

 è ciò che possiamo fare quando qualcosa si rompe nella vita.

Impariamo a curare le nostre ferite per farne la nostra bellezza.

.....

Una cara amica mi aveva regalato questo bel contenitore di porcellana per riporre i biscotti. Una mattina Paolo pensò che i biscotti della colazione erano di gran lunga i migliori quelli della ciotola: così alzò il coperchio che cadde e decise che era meglio lasciar perdere la colazione.

Raccolsi tutti i pezzi prima usai una colla resistente e poi decorai. Il risultato fu sorprendente. Come vedete....(Paolo ha, come si dice, le mani di pastafrolla e guarda caso tutte cose che sono importanti per me lui, curioso vuole controllare e le rompe....ma tanto qui non legge!!!!|!)



Dice il saggio:

"CIO' CHE E' ROTTOPUO' ESSERE RICOMPOSTO E, QUANDO LO FARAI, NON CERCARE DI NASCONDERE LA SUA APPARENTE FRAGILITA'GIACCHE' SI E' TRASFORMATA ORA IN UNA FORZA MANIFESTA."Tomas Navarro

mercoledì 17 marzo 2021

speranza

 

al Cielo canto la speranza che la mia pena diventi gioia perchè per sperare bisogna essere molto felici (Peguy)

Se Dio ti ha chiamata bambina mia, se Dio ha avuto dei progetti su di te,ricordami sempre che le Sue intenzioni sono segrete. I progetti di Dio sono infiniti e straordinari.
La speranza è una singolare virtù che avanza per mano alle due sorelle grandi.
La piccola speranza che frequenta ancora i giardini con l'erba nuova e le margheritine mi prende la mano e mi sorride dicendomi che la tentazione di non fidarmi è grande, ma Dio sa e mi è vicino.
Ecco allora sorrido anch'io e guardo il Cielo. Guardo la Luce.




Qualche volta, piano piano,
quando la notte si raccoglie sulle nostre fronti
e si riempie di silenzio,
e non c'è più posto per le parole
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura;
allora la notte diventa cielo nella nostra bocca,
e il nome amato un pane caldo, spezzato.

P. LUIGI CAPPELLO