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lunedì 8 aprile 2013

Pregare - Giussani

 

 
 “Oggi dico che c’è una sola cosa che non può sfuggire – non lasciamola cadere nella sua possibilità –: Bisogna pregare nel senso letterale del termine, vale a dire, scongiurare Colui a cui apparteniamo perché non ci abbia chiamati invano.”

Ciò che qualifica l’io, ciò che definisce l’io di fronte a tutti gli altri atteggiamenti umani, ciò che qualifica l’io è proprio la coscienza che è rapporto con l’infinito: per esempio una donna sta cucendo, sta cucendo o sta cuocendo in cucina, ed è rapporto con l’infinito. Ciò che caratterizza l’uomo è questa dimensione paradossale tra il poco che si è, il pochissimo che si è, il “fusibile” che si è, fra una pochezza che si è e il rapporto costitutivo, un rapporto costitutivo che è rapporto con Dio.

Io voglio semplicemente dire: preghiamo, preghiamo, perché questo uno lo può fare anche mentre fa qualsiasi altro lavoro. È un’intenzione, apre a un’intenzione, come in una giornata piovosa il sole che varchi le nubi, sfondi le nubi e getti la luce, ci faccia gettare la luce su tutto quello che siamo e che facciamo.

venerdì 23 novembre 2012

Presenza di Cristo, L. Giussani

 
 
 
 
 
Se Cristo è presente nella nostra vita dobbiamo imparare a guardare alle persone con occhi in cui Lui si specchia. Se un uomo vuol bene ad una donna, o viceversa, deve, guardandola, pensare che:
primo: di che cosa è fatta questa donna? Non si fa lei, perciò è fatta di Essere, è fatta di Cristo - perchè l'Essere è diventato uomo: l'Essere, in quanto ha fatto il mondo, si chiama Verbo e il Verbo si è fatto uomo -
Secondo: chi me l'ha fatta incontrare? Il padrone della storia è Cristo, perciò ogni istante è Cristo che lo decide, perciò è Cristo che me l'ha fatta incontrare.
Terzo: è Cristo la vita eterna, cioè l'eternità in questo rapporto.
Quando pensiamo a queste tre cose è come se non si pensasse più a lei, ma ci si trova pieni di commozione, di tenerezza, di gratitudine a Cristo.
Così si parte dalla persona cara che amiamo e arriviamo al- l'eternità
Il significato vero di una persona lo scopri in un Altro, perciò amiamo quella persona per il suo destino, fino al suo destino.
Chiediamo alla Madonna e a San Giuseppe che ci rendano preferenza personale, cioè nostra preferenza umana, la presenza di Cristo.


sabato 5 maggio 2012

Come è bello il mondo e come è grande Dio

“Il titolo del libro ha a che fare con un mattino pungente. Don Giussani era un bambino, viveva a Desio, in Brianza, dov’era nato. Era ancora buio, quel giorno, solo all’orizzonte si poteva cogliere qualche segno dell’aurora. Lui uscì di casa tenuto per mano dalla madre per andare con lei alla prima messa. E la donna, una povera madre intrisa di sapienza cristiana, in quell’immenso silenzio della campagna lombarda, se ne uscì con un’esclamazione spontanea che si scolpì letteralmente nel cuore del bambino: “Com’è bello il mondo! E com’è grande Dio!”.
Don Giussani ha raccontato molte volte, nel corso degli anni, questo episodio. Perché davvero in quella voce dal sen fuggita c’è tutta la bellezza dello sguardo cristiano sul creato e sulla storia. Grazie a lui, in questa notte ancora fredda e pungente d’inizio millennio, che fa intravedere le luci dell’aurora, perfino noi abbiamo imparato ad accorgerci quanto è bello il mondo e come è grande Dio, com’è immenso il Suo operare, come sono commoventi i segni della Sua presenza fra noi, nella vita dei mortali. Abbiamo sperimentato così una gratitudine che scoppia dentro al cuore”.

sabato 29 gennaio 2011

Veronica da Tracce di gennaio



Sei sbocciata, giovinezza intera, verginità, lungo le orme della Veronica, quand'ella si apriva un varco tra la folla, sulla via del supplizio di Cristo, tra la gente che vide il sentiero che lei percorreva. 
"Nacque il tuo nome nello stesso istante in cui il cuore divenne l'effige: l'effige di verità. Nacque il tuo nome da ciò che fissavi" (Karol Wojtyla).

Fissavi un Uomo, Veronica, come lo fissavano i discepoli, come lo fissava Pietro, quando disse:" Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!", vita vera, intera, perfetta; vita desiderabile che nessuno saprebbe immaginare o inventare, ma che riconosciamo perchè è la vita che possiamo vedere e udire e toccare. 
"Una volta qualcuno parlò per intero", scrive Montale, "e fu incomprensibile", perchè nessun pensiero poteva definirlo, contemplarlo, prevederlo. 
Incomprensibile, ma reale e vero.

Comincia qui la verginità? Quando è capitato e capita e capiterà anche a noi, distratti, inaffidabili, mentitori di dire:"Signore, lo sai che ti amo", come bambini che trovano asilo nel cavo della mano materna? 
Verginità possibile anche a noi. (L. Giussani)