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venerdì 29 luglio 2016

la vita vive di vita donata.

 XVIII Domenica del tempo ordinario anno C: 31 luglio Letture: Qoelet 1,2;2,21-23; Salmo 89; Colossesi 3,1-5.9-11; Luca 12,13-21

…E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»



Rembrandt: Parabola dell'uomo ricco.

La vita vive di vita donata.

Siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato: il tempo, i sorrisi, gli abbracci.

«Se vuoi possedere, non devi costruire granai; quelli più belli, sono nelle case dei poveri» (san Basilio).

Gesù in questa pagina di Vangelo intende rispondere a una domanda globale di felicità che si nutre di almeno due condizioni: la vita, la  serenità, la felicità che non possono mai essere solo mie e che hanno sempre a che fare con il dono.

Voglio una vita piena, ricca? 
Non debbo cercarla al mercato delle cose: le cose promettono ciò che non possono mantenere. 

Le cose hanno un fondo e il fondo delle cose è sempre vuoto. 
Debbo cercala dalla parte delle persone.




Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta. (Rainer M. Rilke)

sabato 2 febbraio 2013

Vangelo di Luca

 
 
 
Dal Vangelo di Luca (Lc 18,15-17)
 
"Gli presentavano anche i bambini perchè li accarezzasse. Ma i discepoli vedendo ciò li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse:"Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perchè a chi è come loro appartiene il Regno di Dio. In verità vi dico, chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non vi entrerà".
Chi non è bambino, nel cuore, non può riconoscere la realtà vera: il Regno di Dio è la formula con cui il Signore indica la realtà nella sua verità.
E' il cuore da bambino che dobbiamo avere.
"Signore, io non tendo a cose più grandi di me" Sal 131,1
 
Nella Lettera ai Filippesi di H. Schlier ad un certo punto dice: "Niente è così difficile come la devozione alla realtà, cioè annunciare il Vangelo (il senso della realtà) senza considerazione per se stessi (senza affermare se stessi) e senza badare a quello che dicono o pensano gli altri, ma la realtà nella sua verità.
 
 
O Signore, aiutami a vivere col cuore da bambino, perchè io abbia a penetrare di più la verità nella realtà, ad annunciare il Vangelo della realtà, il senso della realtà che sei Tu, a conoscere sempre di più Te unico, solo e vero Dio e Colui che hai mandato, Gesù Cristo.