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venerdì 22 giugno 2012

Fatica



Signore, Ti prego per tutte quelle persone che arrivano a sera stanchi e forse un po' preoccupati: Signore Ti prego per quelli che "tirano la carretta". Tu sai di chi parlo, li conosci bene, li chiami per nome uno ad uno.
Sai che lavorano sodo, sai che non chiedono niente e danno tutto, sai che portano il fardello degli altri, sai che il loro cuore non pensa di fare niente di speciale. Signore, un po' Ti rassomigliano, perchè sono uomini di buona volontà.(e forse per questo hai donato loro il Regno dei Cieli).
Sono i veri signori nell'anima, perchè si fanno attraversare dalle cose, pronti a raccogliere quello che c'è di buono e a dare una mano a chi è in difficoltà. Te li offro, questi amici sconosciuti che s'addormentano con le braccia sul tavolo o davanti alla televisione dimenticando di dirTi una preghiera. Anche loro Ti conoscono, perchè Ti hanno incontrato "fra le stanghe della carretta" proprio quando il cammino diventava più duro. Ma vanno avanti pazientemente con la testardaggine della goccia che scava la pietra e arriveranno alla fine portando tra le loro mani le nostre. Sono loro gli eternamente dimenticati, i poveri, i disperati a cui la paga  non gli permette di arrivare alla fine del mese, i pensionati. Loro, ed altri come loro, che ci permettono di arrivare in cielo! Perchè il cielo non ha nazionalità ma è dell'ometto che raccoglie le cicche da terra. Non è di chi arriva primo, ma di chi si ferma ad aiutare l'altro. La vera santità, su questa terra è dove meno ci aspettiamo di trovarla. Aiuta il mio cuore Signore affinchè l'indifferenza non mi attraversi mai l'anima.

giovedì 12 aprile 2012

LAVORO



Papa Giovanni Paolo II parlando del "lavoro" diceva:
"Il lavoro non è una maledizione, è una benedizione di Dio che chiama l'uomo a dominare la terra e a trasformarla, affinchè con l'intelligenza e lo sforzo prosegua l'opera creatrice e divina. Mi amareggia la scarsezza del lavoro, mi amareggia profondamente l'ingiustizia, i conflitti, le ideologie di odio e di violenza che non sono evangeliche e che tante ferite causano nell'umanità contemporanea.
Creeremmo un mondo poco abitabile se solo mirassimo ad avere di più ((vedi le notizie di questi giorni che riguardano i ns. parlamentari) questo lo aggiungo io) e non si pensasse alla persona del lavoratore, alle sue condizioni di essere umano e di figlio di Dio, chiamato ad una vocazione eterna, se non si pensasse ad aiutarlo ad essere di più.
Non sempre il lavoro è facile, piacevole, soddisfacente; talvolta può essere pesante, non valutato, non ben retribuito, perfino pericoloso. Bisogna allora ricordare che ogni lavoro è una collaborazione con Dio per perfezionare la natura da Lui creata, ed è un servizio ai fratelli."
Questo ed altro scriveva il nostro Beato Giovanni Paolo II nella Laborem Exercens.
Io sottolineo che queste parole sono destinate a rimanere nei nostri cuori se abbiamo il lavoro. Soprattutto doniamo parole di speranza a coloro che, ogni giorno, perdono il posto di lavoro aiutandoli materialmente come meglio possiamo! Ricordiamoci che l'amore è gratuito!.