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lunedì 12 settembre 2016

Il nome di Maria.





Per scrivere di Te devo stare in silenzio.
Stare in silenzio non basta.
Per scrivere di Te devo dimorare nel silenzio.
Entro nel silenzio come si apre una porta
e si oltrepassa la soglia e si è dentro casa.

Il silenzio non è un vuoto, è una casa
che mi accoglie nel profumo amico dell'intimità
uno spazio d'anima, il luogo dell'incontro.
Per scrivere di chi Ti ha visto e toccato
devo stare qui dentro:
dentro la casa del silenzio. (Marina Marcolini)


Sei fatta di Cielo Maria, amata Madonnina mia, sei l'amore che vorrei accarezzare mentre t'invoco.
Più di me hai pianto, più di me hai sofferto, camminato, ascoltato. Sei il Tempio dove io posso incontrare Gesù il Tuo Frutto di vita che mi doni ogni giorno a braccia aperte. Nel Tuo manto c'è ancora posto per chi non Ti prega, per chi questa notte non dormirà per un dolore che lo tormenta, per chi non ha una casa e per quell'uomo che attende in pace la morte che sta per accadere.  
Il mio cuore ancora Ti prega di accogliere il mio abbandono alle Tue mani. Amen.





 

venerdì 11 settembre 2015

Il nome di Maria SS.




Per comprendere com’ella fosse 


allora devi prima raccoglierti

in un punto dove in te agiscono

colonne e gradinate tu puoi intuire;

dove archi perigliosi travalicano

l’abisso di uno spazio che in te restò

perché su tali blocchi s’innalzava

che tu mai più da te li

svelerai:


tu stesso crolleresti.

Se giungi a questo e tutto in te è di pietra

parete, sala, colpo d’occhio, volta -,

allora prova a discostare un poco

con le mani il grandioso sipario che hai davanti:

tutto risplende

di maestosi oggetti che
soverchiano in te sorriso e tatto.

In alto,in basso, palazzi su palazzi,

più ampie da balaustre

erompono per emergere in alto a tali bordi

che tu, quando li guardi,

hai le vertigini.

Di tripodi fumanti una foschia avvolge

ciò che è vicino,

ma il lontano figge su te

i suoi diritti raggi-,

e se ora da coppe in chiare fiamme

svaria un bagliore su vesti che si appressano:

tu come resisti?

Ma lei giunse e sollevò lo sguardo ad abbracciare tutto questo.

(Un infante, una bimba tra le donne).

Poi salì, quieta,tutta in sé fidente,

verso lo sfarzo che per lusinga si ritrasse:

tanto era ciò che edificano gli uomini

sommerso,

sopraffatto dalla lode nel loro cuore.

Dell’ardore di abbandonarsi ad interiori segni.

Ed erano convinti i genitori

di inviarla lassù dove sembrò riceverla

quel minaccioso dal petto sfolgorante,

ma piccola com’era passò di mano in mano

sino al destino suo

ch’era già pronto,

alto più della sala,

e di quella magione ben più greve.Rilke