Il mio vicino di casa è un husky e ulula tutta la notte. Pure la mattina ulula, non si stanca
mai.Avrei dovuto dire che il mio vicino ha un husky, ma chi lo conosce il
vicino? Non l’ho mai visto completamente in faccia, per via delle siepi
suppongo, che ci dividono.Quando sono a casa ci scambiamo saluti e
convenevoli attraverso l’edera, l’oleandro, il lauro, il pitosforo e i
gelsomini. So che ha la barba anche lui, nient’altro.Solo il suo cane
conosco e il suo cane ulula che sembra sempre salutare la vita: “…bye bye life,
bye bye happiness…”Ieri sera sono corso di sotto, pensavo che stessero
sgozzando il mio cane.Lui, Argo, russava come un uomo, e mi ha guardato
strano, come a dire: “Beh? Qualche problema?”E’ un cane silenzioso in
verità, non abbaia quasi mai e giocherellone. Scemo
probabilmente.Comunque era una bella serata. L’husky ululava, c’erano le
stelle che si vedevano bene, una temperatura primaverile e i profumi della
campagna ad alimentare ormoni e desideri, biochimica e fantasia.Così mi sono
seduto fuori al buio, salvo la luce piena di ragnatele di un lampione stitico
che dovrò decidermi a cambiare, ma forse no, comincia a piacermi.Siccome non
era troppo tardi, mezzanotte circa, e non avevo ancora montato il tavolo che
tengo in estate nel giardino, ho deciso che era il momento di farlo. Dieci
minuti ci ho messo. Ero stanco e mi andava di stare fuori a fumare un sigaro
e a riposare.E’ arrivata la gatta. Una gatta nera, selvatica quasi, si fa
accarezzare una o due volte l’anno, ma a fatica.Aveva un topolino in bocca.
Uno di quelli simpatici, con le zampe posteriori da saltatore (saltava in
effetti), un musetto mite e grazioso. Lei ci ha giocato per un po’, quindi gli
ha sgranocchiato la testa ed ha posato quello che rimaneva ai miei piedi. “Sei
contento?” sembrava chiedere.“Grazie stronza” le ho detto.Torna a casa
con gli animali più strani e li esibisce come trofei. Li uccide e basta, per
gioco, per tenersi in allenamento credo.E’ un predatore in fondo ed è la sua
missione.Ramarri, tortore, almeno tre bisce d’acqua, diverse lucertole,
rospi, un piccolo di germano reale (di questo conosco i genitori), un rondone,
una coppia di pettirossi, un codirosso, innumerevoli passeri, e altri
ancora.Le salme, se non me ne accorgo, le mangia il cane, che è silenzioso
sì, giocherellone anche, ma sempre affamato.La gatta era soddisfatta, così è
saltata sul tavolo e si è messa a ronfare a debita distanza.Ci stava una
civetta, sul tetto del garage, canta tutte le sere e vola in silenzio, senza
alcun rumore. Dicono che porti sfiga, che annunci la morte, a me piace.Uno
strano zoo di mezzanotte.
Visualizzazione post con etichetta Gus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gus. Mostra tutti i post
giovedì 5 febbraio 2015
mercoledì 21 maggio 2014
Un amore della verità del proprio essere
L'esperienza viva di Cristo e
della nostra unità è il luogo della speranza, perciò dell'origine del gusto
della vita e del fiorire possibile della gioia, che non è costretta a
dimenticare o a rinnegare nulla per affermarsi. E' il luogo del recupero di una
sete di cambiamento della propria vita, del desiderio che la propria vita sia
coerente, muti in forza di quello che essa è al fondo, sia più degna della
realtà che ha addosso. Dentro l'esperienza di Cristo e della nostra unità vive
la passione del cambiamento della propria vita. Ed è il contrario del
moralismo. Non una legge cui essere adeguati, ma un amore a cui aderire. Una
presenza da seguire sempre di più con tutto se stessi, un fatto dentro il quale
realmente naufragare. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso,
come Egli è puro.
Il desiderio del cambiamento di sé, pacato, equilibrato, e nello stesso tempo appassionato, diventa allora una realtà quotidiana, senza ombra di pietismo o moralismo. Un amore della verità del proprio essere, un desiderio bello e scomodo come una sete.
Il desiderio del cambiamento di sé, pacato, equilibrato, e nello stesso tempo appassionato, diventa allora una realtà quotidiana, senza ombra di pietismo o moralismo. Un amore della verità del proprio essere, un desiderio bello e scomodo come una sete.
Iscriviti a:
Post (Atom)

