Le Madonne della Misericordia

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Le origini dell'iconografia della Madonna della Misericordia risalgono agli ultimi secoli medioevali e si allineano al fenomeno del quale è stata per secoli il simbolo figurativo privilegiato, ovvero le Confraternite. Va però ricordato che, il concetto e in qualche modo la stessa immagine, è già nella più antica preghiera mariana conosciuta "Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei genetrix (...), risalente al III secolo, che ebbe nel tempo formulazioni diverse, ma che nella traduzione più antica iniziava affermando: "Sotto l'ala della Tua Misericordia noi ci rifugiamo, Madre di Dio (...).La Vergine è raffigurata in piedi, in grandi dimensioni, mentre allarga il proprio mantello per accogliervi, al di sotto, i fedeli inginocchiati. Si tratta di un retaggio dell'epoca medievale, detto della "protezione del mantello", che le nobildonne altolocate potevano concedere a perseguitati e bisognosi d'aiuto. Ciò consisteva appunto nel dar loro simbolico riparo sotto il proprio mantello, considerato inviolabile.

Il testo continua con descrizioni più particolareggiate che si possono trovare qui in Internet o in un volume scritto dal dr. Giorgio Bordin.


Ma io voglio raccontarvi che, prima ancora di conoscere la storia di queste Madonne (sono moltissime e molto belle) amavo, nei momenti di particolare tensione o la sera prima del sonno, chiedere a Maria la Sua Santa protezione e di "tenermi sotto il Suo amabile manto" sicura di essere abbracciata con tutto l'amore che Lei ha per noi.
"Tutto per me Tu fosti e Sei" questo ha detto Ada Negri e si riferiva a Gesù, ma ieri, giornata vissuta in ansia e in attesa, le ho ripetute a Lei, la mia Mamma Celeste.

Ieri siamo stati a Milano: abbiamo portato Ada al Polichinico, l'ospedale che la segue per la sua patologia. Deve sottoporsi a un nuovo intervento alla caviglia destra. Partenza alle sei e mezza. Pioggia e il buio avvolgevano le case, in cui le rare luci accese, davano al paesaggio un misto di tristezza e di lagrimosità. Alberi dalle lunghe braccia scheletriche indicavano al cielo il desiderio di vita nuova. Le macchine, ombre rombanti di cui permaneva il rosso vivo delle luci, frecciavano sulla strada bagnata schizzando acqua sul nostro parabrezza.
 Noi tre, ancora nostalgici dei nostri letti caldi, recitavamo il Rosario.
Arrivati al reparto, consegnati tutti gli incartamenti, siamo stati invitati a sedere sulle sedie in una stanza, piccola, d'attesa. Attesa di una camera, per Ada, attesa di informazioni per noi. No. niente di tutto questo. Attesa.
Erano le 14, quando hanno assegnato la camera e fortunatamente anche il letto, ad Ada. Io e Paolo abbiamo solamente cambiato sedia. 
E finalmente abbiamo anche potuto mangiare un toast. Il Bar è al di fuori dell'area dell'Ospedale.

Poi, di nuovo attesa. Pensieri vari. Discorsi tra di noi. Qualche scambio di opinioni con l'altra ragazza ospite. S'era rotta i legamenti del ginocchio sinistro.
Finalmente alle 16,45 entra un'infermiera a preparare Ada per portarla poi in Sala operatoria.
Bacio lunghissimo e la sua voce un po' tremolante: "mamma, prega!"


Basta.
Mi alzo e dico a Paolo, immerso nella lettura di un libro, che sarei scesa in Chiesa. Sapevo che a quell'ora ci sarebbe stata la Messa. Pioggia. Mi piace. L'ombrello è a casa ma quelle gocce che mi bagnano il viso mi aiutano a respirare un'altra realtà. La chiesa non è lontana, quattro passi. Entro. La funzione è già iniziata. Silenzio. Solo la voce del Sacerdote. C'è abbastanza gente, molto raccolta. Siamo qui a chiedere Amore per i nostri cari che sono nella sofferenza. Spirali di nuvolette salgono al Cielo portando le frasi di speranza del nostro cuore.
 Eucarestia. Ho bisogno del Tuo Pane Signore: mi sento stanca, i miei pensieri non sono sereni. Aiutami come sempre. E Maria mi accoglie nel Suo Manto.
Non ho voglia di lasciare questo luogo di pace. Farò la confessione. Altro tempo di grazia.
Ritorno a pregare e poi ad accendere un lumino....
Altri quattro passi, la pioggia adesso è più intensa e io cammino adagio. So che mi bagnerò ma  non ha molta importanza.

Ada non è ancora risalita. Sono le 18,45. E allora....altri discorsi con Serena la ragazza del letto accanto. Ma non ho voglia di parlare. Preferisco ascoltare e...camminare e pregare. Nel lungo corridoio malati e sani si scambiano opinioni e rassicurazioni. Siamo tutti sotto quel grande Manto.
Ada è ritornata in camera alle 20,15. Sento un non so che nel cuore....è come se fosse rinata! E' sveglia. Questo mi rassicura. Nessun medico. Decidiamo di tornare a Novara. Elena ci aspetta: Oggi anche lei ha vissuto una giornata particolare. Il buio e la pioggia non aiutano la guida di Paolo a cui non piace né il buio né la pioggia (se guida!)
Siamo stanchi e il rosario che diciamo al ritorno è sussurrato e con tanto sentimento. Paolo risponde poco, deve stare attento alla strada.

 Finalmente a casa! Ad aspettarci ci sono gli abbracci  di Enrico e di Elena che hanno tante domande da farci.
Elena deve anche ripetermi fisica e matematica.
Dopo aver salutato Enrico, ci rifugiamo (Elena ed io) nel lettone. Mi ripete la lezione, più volte anche perché ci sono  le mie di domande di delucidazione....
Abbracciate abbiamo detto le preghiere....con gli occhi chiusi. Dopo due minuti lei dormiva.

Ada è arrivata a casa dieci minuti fa. Ora rimane qui da me per poter riposare aspettando che la caviglia si sistemi.
Grazie Signore per i sentimenti vissuti. Grazie per gli amici che ci hanno sostenuto con le preghiere.
Grazie dolcissima Maria per averci accolto nel tuo Manto.

















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8 commenti:

  1. Speriamo e preghiamo la Madonna.
    Ciao Lucia.

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    1. Veni Sancte Spirito, Veni per Mariam. Grazie Gus. Ho pensato alle tue parole di alcuni giorni addietro. Mi hanno fatto molto bene! Un abbraccio.

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  2. Parole dolcissime, amorevoli, per la tua Ada, un amore confortato con l'infinita dedizione verso Dio ti da.
    Auguro di cuore una pronta guarigione per Ada e ti mando un grande abbraccio a te.

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    1. Sai Fiorella, e so che lo provi anche tu, i figli sono un Dono e dobbiamo cercare di trattarli come farebbe e fa Gesù. Ci sarà una guarigione parziale...Ada ha una malattia rara L'Ehlers -Danlors . Non ci sono medicine se non antidolorifici. Colpisce le articolazioni...Ma non ci perdiamo d'animo. Specialmente Ada. C'è Chi ci dona serenità e pazienza. Ciao e grazie...

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  3. Cara Lucia sono contenta che Ada sia già a casa e tutto sia andato per il meglio. Maria ascolta sempre le nostre preghiere quando ci affidiamo a Lei. Buon fine settimana e un abbraccio ^_^
    Quando passi da me trovi un gioco...se vuoi partecipare...ti ho taggata. ^__*

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    1. Fatto tutto, prima ancora di averti risposto...ma ieri ti ho scritto un'email. Abbracci forti.

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  4. è bella questa vs Fede che vi aiuta in qst momenti. sono contenta che per Ada sia andato tutto bene.
    un abbraccio

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    1. Grazie a te che ci sei vicina. Buona giornata.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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