Cattedrale di Notre Dame a Le puy-en-Velay
Mentre ci inoltriamo nel " cammino di Santiago" incontriamo cattedrali che ci parlano di un tempo trascorso, ma non dimenticato.
A Le Puy-en-Velay, nell'alta Loira , collocata su di un promontorio, una cattedrale del XII secolo conserva una suggestiva iscrizione incisa su due gradini della scala d'accesso al portico occidentale, che vale la pena conoscere:
"Se tu non temi il peccato, temi di varcare questa soglia, perchè la Regina del Cielo vuole servitori dal cuore senza peccato".
A quale uomo che pur amando infinitamente Dio e Maria Santissima, avrà un cuore talmente puro da poter conoscere l'interno della Cattedrale....se osserverà l'iscrizione??!!
E' un monito che ci invita alla confessione frequente, e vale, a maggior ragione, per chi desidera entrare nel Tempio eterno.
Si compie così quanto sperava san Paolo: "Noi ora vediamo in modo confuso, come in uno specchio, allora invece vedremo faccia a
faccia" (1Cor.13-12)
Un altro luogo collocato in alto...ricordiamo Gesù che parla dal Monte delle Beatitudini è doveroso riprendere e dare vigore alla terza beatitudine "Beati i puri di Cuore"
Ecco una maggiore conferma alle parole di San Paolo: san Giovanni (1Gv 3,2-3) che annuncia, introducendo il tema della purezza in colui che contempla il Dio puro:
"Noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora svelato. Sappiamo però che, quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perchè lo vedremo così come Egli è. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso, così come Egli è puro".
Questi commenti sono di risposta al Salmo 15 che dice:
"Chi potrà salire al monte del Signore?
chi potrà accedere al Suo luogo santo?"
Continua:
"chi ha mani innocenti e cuore puro
chi non rivolge la sua anima agli idoli, chi non giura a scopo di ingannare".
I tempi in cui viviamo non sono certamente facili per chi ha in cuore il desiderio di vedere Dio, domani può essere il giorno in cui la speranza diventa volontà attraverso la preghiera, la liturgia e la contemplazione tanto doverosa a chi segue un
cammino carmelitano.
Nel pensiero a Dio che chiude la mia giornata vorrei riprendere due righe del Salterio che si riferiscono al Salmo 42, frasi con cui aprii, all'inizio, questo mio blog:
"L'anima mia ha sete del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?"
La risposta la trovo, nel Salmo 63: "Nel santuario ti ho contemplato, vedendo la tua potenza e la Tua gloria".
2 commenti:
E' il non peccare che ci fa figli di Dio.
Bacio Lucia.
Certamente, ma abbiamo bisogno di un'anima appassionata che entri in ogni istante in relazione con Dio. Siamo, sono, troppo distratti da mille cose che riempiono la giornata. Grazie e buonagiornata . Bacio.
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