mercoledì 31 dicembre 2014

Aspettando la fine del 2014, parlo un po' di Gesù

 ecco un presepe creato da me


Una leggenda indiana dice che, quando Dio creò il cuore dell'uomo, prima di metterlo nel nostro corpo, ne tolse un pezzettino per custodirlo su di uno scaffale del paradiso. E d'allora l'uomo sogna di riapproppiarsi di ciò che è rimasto lassù.

Pensare   davanti alla grotta di Betlemme significa contemplare che,  come ha detto il mio Sant'Ambrogio, Gesù fu deposto in una stalla perchè rangiungessimo le stelle, non trovò posto nell'albergo perchè noi avessimo un posto in cielo.

Ma per arrivare alle stelle dovremmo porre il nostro cuore, la nostra esistenza, ai piedi della culla, cioè metterlo tra Maria e Giuseppe. Giuseppe simbolo di obbedienza, di operosità di protezione; Maria simbolo di umiltà, di purezza, di affettività e abbandono fiducioso.
Impariamo a fare della nostra anima un presepe.

Insomma dobbiamo prendere in mano la nostra vita e cercare di non lasciarcela sfuggire come se fosse una foglia d'acero che si stacca dal ramo al primo soffio d'autunno e che  diventa secca come pane tostato e  guardandola  bene  essa rivediamo monti e colline, mare e paesaggi della nostra memoria.

Quante volte la vita ci sguscia via senza accorgerci!

Con oggi salutiamo questo 2014! Io lo saluto molto volentieri perchè , perchè? Perchè non ne potevo più di lui!!!
E accetterò con entusiasmo il 2015: domani bambino e poi via via più adulto fino a diventare vecchio come ora è il 2014. Sai mio caro anno vecchio cosa mi hai regalato d'importante? La mancanza!
Paolo mi ha appena detto, ridendo, e rifacendo il verso a Gassman in un notissimo film, "Sai, abbiamo rimasti soli!"
Chi oggi parte per il mare, chi per la montagna, e noi a casa felici e solo un po' preoccupati (io sempre ansiosa) che non abbiano freddo e che ......
Andrà come Dio vorrà!

ARRIVEDERCI NEL 2015! BUON ANNO NUOVO!