mercoledì 21 maggio 2014

Un amore della verità del proprio essere



L'esperienza viva di Cristo e della nostra unità è il luogo della speranza, perciò dell'origine del gusto della vita e del fiorire possibile della gioia, che non è costretta a dimenticare o a rinnegare nulla per affermarsi. E' il luogo del recupero di una sete di cambiamento della propria vita, del desiderio che la propria vita sia coerente, muti in forza di quello che essa è al fondo, sia più degna della realtà che ha addosso. Dentro l'esperienza di Cristo e della nostra unità vive la passione del cambiamento della propria vita. Ed è il contrario del moralismo. Non una legge cui essere adeguati, ma un amore a cui aderire. Una presenza da seguire sempre di più con tutto se stessi, un fatto dentro il quale realmente naufragare. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso, come Egli è puro.
Il desiderio del cambiamento di sé, pacato, equilibrato, e nello stesso tempo appassionato, diventa allora una realtà quotidiana, senza ombra di pietismo o moralismo. Un amore della verità del proprio essere, un desiderio bello e scomodo come una sete.



5 commenti:

Unknown ha detto...

Bisogna imparare a sperare in un amore che manca ad ogni amore (C. Bobin)
Il profumo di questo amore trova la sua pienezza solo in Dio.
Buona giornata Gus.

Unknown ha detto...

Gus non ti ho ringraziato per il post. Grazie e buona notte.

Farfalla Legger@ ha detto...

Passo per un baciobacio sempre per te!

Unknown ha detto...

Grazie della tua visita e buona serata!

Daniela Fassio ha detto...

Mi piace molto: "Il luogo della speranza" e, "Un amore a cui aderire" in queste due frasi racchiude tutta una vita.
Ciao amici, buongiorno!
Dani