Qualcuno a cui appartengo.

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Oggi, vorrei parlare, come faccio spesso, di Dio. 
Egli per me è avventura e felicità. Sulla terra il mio compito è di desiderare di vivere queste avventure e pagare il pedaggio per il tunnel, non della paura, ma della gioia. Così durante tutta la nostra vita, noi arranchiamo verso l'inizio della bella avventura, perchè Dio non è certo il termine, la fine della strada, ma la sorgente, il principio di un'altra strada, infinitamente più lunga e più bella della prima e ci occorrerà neanche un attimo di meno di tutta l'eternità per percorrerla   -fischiettando o cantando insieme  ai nostri vecchi amici ritrovati e ai nuovi che spero ci faremo lassù.
Per esplorare Dio, dobbiamo morire. La morte è fino ad oggi, l'unico mezzo conosciuto per raggiungere il Signore. Mi capita molto spesso di pensare alla morte. Un lungo pezzo di strada, io l'ho è già percorso. Ora Dio decidererà quando chiamarmi per stare con Lui. 
Della morte mi turba il pensiero dell'ignoto. Non conosco nessuno che me ne abbia parlato. Sì, ci sono le memorie del veggenti specialmente i piccoli pastorelli di Fatima o i veggenti di Medjugorye ma, nessuno è mai tornato dalla morte. Qualcuno, che era quasi morto, e poi invece è rimasto in vita. racconta delle cose belle e rasserenanti su "La vita oltre la vita"
Se penso invece alla morte come all'incontro con Dio mi ritrovo ad aver paura di ben altro che dell'ignoto. Io non sono preparata a tale evenienza. Prego incessantemente Dio di avere misericordia per tutti i passi, uno dopo l'altro, in cui sono inciampata e caduta lasciano il mio cuore vuoto, senz'anima. E' questo il momento di cui ho veramente paura e quando, specialmente la sera, parlo con Lui  chino il capo per la consapevolezza della mia miseria e allora penso che invece sarebbe bello camminare a testa alta, orgogliosa di appartenerGli e sicura del Suo perdono.










Ho trovato questa pagina dove si parla dell'amicizia. mi è parsa interessante.Se volete:Riproduzione riservata http://.il sussidiario.net/ News/Editoriale/20009/4/24/il custode-dell'amore/print 18008

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4 commenti:


  1. La morte? Ti addormenti e non ti risvegli.
    E' l'unica certezza della vita di un uomo e tutti la temono.
    E' un paradosso.
    Ciao Lucia.

    P.S.

    Migliore ipotesi per l'immagine: forest tunnel

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    1. E già. E' un paradosso....ma è proprio così. Ciao Gus.

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  2. La paura della morte è qualcosa di ancestrale e incancellabile per l'uomo, che reagisce esorcizzandola come può.. Non sprecare il tempo che abbiamo in vita è, credo, uno degli approcci migliori.
    Un abbraccio, Lucia!

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  3. Non ho paura della morte! Ci penso sì è logico alla mia età....mi fa più paura il peccato!
    Sembra una sciocchezza, per me non lo è.
    E' un pensiero che ho da tanto, tanto tempo. I miei figli, già grandi, uscivano la sera, veramente per me era già notte...e tornavano tardi o presto pensando alle ore del mattino. Discoteca, casa di amici. La parrocchia era già supoerata. Io li ho sempre aspettati: allungata sul divano del tinello (e' sempre stata la mia cuccia) il rosario in mano e un plaid sulle gambe. Finchè non tornavano io stavo lì. Volevo vederli e sapere cosa avevano fatto. Mi ricordo che l'ho detto in una riunione delle "mamme" e qualcuno mi disse, ma insomma sono grandi, non ti fidi? Ho bisogno di pregare perchè sono nel peccato e non vorrei succedesse loro qualcosa! Ci fu silenzio. Il Parroco disse "questa è una bella testimonianza" Riderai di me? Spero di no. Dimmi però il tuo pensiero. Un abbracio e buona serata

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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