Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà - nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire.
(Richard Bach)
Ieri in clinica a conclusione del Rosario, avevamo deciso di cantare "Chi ci separerà". Abbiamo iniziato con molta fatica nell'intonarla, giacché è risaputo che io sono alquanto stonato. Ognuno faceva il possibile per trovare la nota giusta, ma ognuno alla fine andava secondo le sue capacità.
Mi veniva anche da ridere nel vivere quel canto così sconclusionato. Le parole si accavallavano nel prima e nel dopo. C'era anche Antonia che, con l'apparecchio acustico, era una cosa a sé.
Alla fine la voce è andata scemando, tutti abbiamo accennato a gettare la spugna. Era troppo difficile per le nostre capacità. Anche Donata, che fino a poco prima era la più dotata, non ce la faceva e disse "fermiamoci qua".
Ma potevamo gettare la spugna in un modo così plateale, proprio sulle ultime strofe, e non cantare al Signore la nostra lode? Quindi prendemmo forza, e in modo inaspettato, il canto si trasformò in una preghiera giungendo così al termine. Il significato ci colpì molto. Malgrado la nostra evidente incapacità canora, avevamo perseverato e il Signore ci aveva dato la forza di arrivare alla fine: nessuno e niente era riuscito a separarci dall'amore di Dio. Neppure le nostre stonature colossali!!!
Ecco, questo era il mio racconto della Pentecoste. Ciao Lucia
Chiediamo sempre allo Spirito Santo che ci aiuti a sopportare tutti e ad avere le parole giuste in ogni occasione. Buon inizio di settimana cara Lucia :)
Così Lewis parla della sua conversione: “Durante il trimestre della Trinità del 1929 mi arresi, ammisi che Dio era Dio e mi inginocchiai per pregare: fui forse, quella sera, il convertito più disperato e riluttante d’Inghilterra. (Sorpreso dalla gioia) Non lo so cosa devi fare: non so se scherzare dicendoti che un cambiamento ti farebbe, forse, bene; o essere seria e dirti che forse anche tu, come tanti, attendi inconsapevolmente l'esperienza di un incontro con persone che il fatto di Cristo è realtà così presente che la loro vita è cambiata. Buona notte ragazzino!Un bacio: nonna Lucia
Heilà Dani, sono qui in vestaglia di lana e sciarpa attorno al collo: mi manca il berretto arancione! Ho freddo e la testa a pallone, ma non ho sonno! Baci!
13 commenti:
A me a volte indispone lo Spirito Santo, che devo fare? XD
Moz-
Rovinato anche questo blog!
Ieri in clinica a conclusione del Rosario, avevamo deciso di cantare "Chi ci separerà". Abbiamo iniziato con molta fatica nell'intonarla, giacché è risaputo che io sono alquanto stonato. Ognuno faceva il possibile per trovare la nota giusta, ma ognuno alla fine andava secondo le sue capacità.
Mi veniva anche da ridere nel vivere quel canto così sconclusionato. Le parole si accavallavano nel prima e nel dopo. C'era anche Antonia che, con l'apparecchio acustico, era una cosa a sé.
Alla fine la voce è andata scemando, tutti abbiamo accennato a gettare la spugna. Era troppo difficile per le nostre capacità. Anche Donata, che fino a poco prima era la più dotata, non ce la faceva e disse "fermiamoci qua".
Ma potevamo gettare la spugna in un modo così plateale, proprio sulle ultime strofe, e non cantare al Signore la nostra lode? Quindi prendemmo forza, e in modo inaspettato, il canto si trasformò in una preghiera giungendo così al termine.
Il significato ci colpì molto. Malgrado la nostra evidente incapacità canora, avevamo perseverato e il Signore ci aveva dato la forza di arrivare alla fine: nessuno e niente era riuscito a separarci dall'amore di Dio. Neppure le nostre stonature colossali!!!
Ecco, questo era il mio racconto della Pentecoste.
Ciao Lucia
Ciao Lucy, un abbraccio!♥
Chiediamo sempre allo Spirito Santo che ci aiuti a sopportare tutti e ad avere le parole giuste in ogni occasione.
Buon inizio di settimana cara Lucia :)
...ma forse che sì, forse che no...
Beh, la cosa migliore è non venire più! Grazie!!!
Lucia stai facendo esercizio di sopportazione? ^__^!
Francy per sdrammatizzare quando era piccolino mi diceva:
"Che lidele Dani"
Così Lewis parla della sua conversione:
“Durante il trimestre della Trinità del 1929 mi arresi, ammisi che Dio era Dio e mi inginocchiai per pregare: fui forse, quella sera, il convertito più disperato e riluttante d’Inghilterra. (Sorpreso dalla gioia)
Non lo so cosa devi fare: non so se scherzare dicendoti che un cambiamento ti farebbe, forse, bene; o essere seria e dirti che forse anche tu, come tanti, attendi inconsapevolmente l'esperienza di un incontro con persone che il fatto di Cristo è realtà così presente che la loro vita è cambiata. Buona notte ragazzino!Un bacio: nonna Lucia
Questi sono momenti nuovi e intensi, perché lo Spirito Santo rivoluziona tutto!|!Ciao Riccardo. Buona settimana!
Heilà Dani, sono qui in vestaglia di lana e sciarpa attorno al collo: mi manca il berretto arancione! Ho freddo e la testa a pallone, ma non ho sonno! Baci!
Che ci aiuti a Vivere il rapporto con Colui che abbiamo di più caro. Ciao Saray!
A Riccardo piace questo elemento.
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