Il Libro di G. Pascoli

7 comments

Sopra il leggìo di quercia è nell'altana,
aperto, il libro. Quella quercia ancora,
esercitata dalla tramontana,
viveva nella sua selva sonora;
e quel libro era antico. Eccolo: aperto,
sembra che ascolti il tarlo che lavora.
E sembra ch'uno (donde mai? non, certo,
dal tremulo uscio, cui tentenna il vento
delle montagne e il vento del deserto,
sorti d'un tratto...) sia venuto, e lento
sfogli - se n'ode il crepitar leggiero -
le carte. E l'uomo non vedo io: lo sento,
invisibile, là, come il pensiero...
Un uomo è là, che sfoglia dalla prima
carta all'estrema, rapido, e pian piano
va, dall'estrema, a ritrovar la prima.
E poi nell'ira del cercar suo vano
volta i fragili fogli a venti, a trenta,
a cento, con l'impazïente mano.
E poi li volge a uno a uno, lenta-
mente, esitando; ma via via più forte,
più presto, i fogli contro i fogli avventa.
Sosta... Trovò? Non gemono le porte
più, tutto oscilla in un silenzio austero.
Legge?... Un istante; e volta le contorte
pagine, e torna ad inseguire il vero.

Sono due delle tre strofe e si tratta di un componimento  abbastanza noto. "Pascoli sta camminando nel giardino di un amico, a un certo punto nel parco c'è un'altana, su un piccolo ridosso un chiostro tutto aperto e nel chiostro è stato abbandonato un libro, sopra il leggio. Improvvisamente, mentre Pascoli passa vicino a quel chiostro, il vento si alza e urgendo le pagine del libro le fa passare, le alza e poi esse ricadono. E' una banalità, ma è dalla banalità, che diventa segno, che si scopre l'infinitezza dell'uomo. Il poeta scopre in questa piccola banalità un simbolo cosmico: cos'è quel libro? Il libro è la voce del cosmo e del mondo. E che cos'è quel vento che alza le pagine che poi ricadono? Quel vento è il pensiero dell'uomo, è l'indomabile sete di conoscenza che spinge l'uomo a guardare quel libro. Ma il continuo ripetersi delle pagine che s'alzano e delle pagine che ricadono denota non l'irresolutezza, ma bensì l'insolubilità di questo desiderio" (L. Giussani)

Come la poesia anche il commento di Giussani continua ma posterò entrambi in un altro momento.
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7 commenti:

  1. Molto bella Lucia, sì rammnento bene che ai funerali di Giovanni Paolo II il vento cntinuava a sfoglare le pagine del Vangelo posto sopra la bara, anzi io feci questa osservazione a casa mia, sembra che il Papa ci voglia lasciare l'ultimo messaggio"Aprite il Vangelo".
    Ciao Lucia , buona giornata!♥

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    1. Anche a me è venuta alla mente questa immagine.

      Quante volte dalle piccole cose, dall'inaspettato, ci viene in soccorso il Dio che pensavamo ci avesse dimenticato? Allora sentiamo Dio che si abbassa su di noi, ci cerca tra i fili d'erba, tra le foglie secche, e ci trova, e sorride e ci accarezza.

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  2. Giussani descrive, commentando la poesia, qualcosa, di caro, di dolce, di eterno, che è rimasto nei nostri occhi. Dio ci parla con parole di ricordi. Il Verbo si è fatto carne, Dio ha parlato e ha detto:"Misericordia, Pietà, Amore".Occhi che hanno visto e hanno fatto Memoria. Ciao Ragazzi! Un abbraccio!

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  3. Un caro saluto a te. Fiorella.

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    1. Ben arrivata Fiorella! Ogni tanto vengo a salutarti nel tuo blog! Ti dono l'augurio di una buona domenica! Un abbraccio.

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  4. La scena del libro aperto e sfogliato dal vento anche a me ha fatto venire in mente il funerale del papa Giovanni Paolo II. Pensai allora che quell'immagine era una profezia, perchè in quel momento tutti i potenti della terra erano sottomessi a quel LIBRO.
    Shalom. Ti mando non la mia, ma la pace di Gesù, sperando che ti arrivi bella pura piena come Lui ce l'ha lasciata.

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    1. Ciao Anto! Sono sempre preoccupata per la tua salute, per questo sei presente nelle mie preghiere! La pace è arrivata! Buona domenica.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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