Canto notturno di un pastore errante dell'Asia

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Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
5Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
10La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore;
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
15Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
20Il tuo corso immortale?


Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
25Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
30Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
35Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
È la vita mortale.

(1a parte)

Giacomo Leopardi
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3 commenti:

  1. Quando leggevo Leopardi non mi era amico. Rappresentava molto meglio di quello che avrei saputo fare io ,quello che io sentivo, ma non mi era amico: era un'autorità fuori di me.
    Un po' per curiosità, un po' per dovere ho incominciato a capire certe cose.
    Leopardi mi spiegava le ragioni del suo essere malinconico e io non condividevo.
    I suoi lamenti li sentivo veri ma aumentavano la mia malinconia.
    Un motivo in più per essere in contrasto con lui, ma non solo non ero in contrasto, anzi mi diventava amico. Avevo compreso che uno ti diventa amico nella misura in cui tu lo interiorizzi, vale a dire, comprendi le ragioni del perché lui ti rappresenta.

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    1. Quando studiavo Leopardi, provavo pena per lui. Allora le poesie si studiavano a memoria, ma non avevo una professoressa che me le facesse amare, come invece io volevo.Poi Paolo, tra i suoi tanti libri di storia portò a casa le poesie di Leopardi. Le amai perchè lui le amava. Il Giuss accese la passione dicendomi che "...l'uomo ripone l'identità di ciò che attende e di ciò che spera, destando un'esperienza di felicità e di gioia immensa".(proprio parlando del canto notturno)
      E tu mi confermi che "uno ti diventa amico nella misura in cui tu lo interiorizzi..." mai parole furono più vere. Grazie Gus e buonanotte.

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  2. "..e qui per terra mi getto e grido.." era il mio stato d'animo quando studiavo (un secolo fa).Ora che ho attraversato la vita con il bello e il peggio che mi ha dato (anche la morte di una figlia sedicenne)ho capito l'attrazione che ho sempre provato per Leopardi, anche se ero una ragazza che rideva e scherzava e ricercata dalle amiche proprio per queste qualità. Penso che dentro ad ognuno di noi ci sia l'inconscia ricerca dell'anima simile. Magari non si trova negli incontri umani.. c'è fra i poeti. Grazie Dio per averlo fatto nascere in Italia. Augusta

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
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