venerdì 6 maggio 2011

She, she, she di Charles Aznavour



Lei,forse sarà la prima che
io non potrò dimenticar,
la mia fortuna o il prezzo che dovrò pagare,
lei, la canzone nata qui, che ha già cantato chissà chi,
l'aria d'estate che ora c'è
nel primo autunno su di me.
Lei, la schiavitù la libertà,
il dubbio la serenità,
preludio a giorni luminosi oppure bui,
sarà lo specchio dove io
rifletterò progetti e idee
il fine ultimo che avrò
da ora in poi.
Lei, così importante così unica,
dopo la lunga solitudine,
intransigente e imprevedibile;
lei, forse l'amore troppo atteso che
dall'ombra del passato torna a me,
per starmi accanto fino a che vivrò.
Lei a cui io non rinuncerei,
sopravvivendo accanto a lei,
ad anni combattuti e avversità;
lei, sorrisi e lacrime da cui
prendono forma i sogni miei,
ovunque vada arriverei
a passo a passo accanto a lei.
Lei, lei, lei.

3 commenti:

carloBisestile ha detto...

Leggo, vedo, sento...
ed apprezzo. E condivido.
Idealmente son lì. in un angolino...

Un cordiale saluto.

lucianadal ha detto...

Grazie Riccardo. La versione di Renga non l'avevo sentita...
Ieri Enrico per la festa della mamma mi ha regalato il CD di Jovanotti (l'ultimo) Commento di Ada: Meno male, mamma, perchè Aznavour è di una tristezza che fa venire la depressione! A me piace. Cosa c'è che non va: è la vecchiaia? Bah.

Carlo ho visto che c'è la casetta. Benissimo!

paracchini ha detto...

Ma come Aznavour fa venire la tristezza?? E allora quel grandissimo cantante che era Sergio Endrigo?? tristezza, ma GRANDE!