I giorni della creazione di G. Cristini

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Quelle mani febbrili,
liquide mani d'aria terra e fuoco
per giorni come secoli, impazienti
ordirono il tessuto della vita.

Mossero luminose negli spazi
polvere d'astri,
discesero guizzando come pinne
nei fondali marini,
frugarono in silenzio
tra contorte radici
finchè squittì, nascosta tra le foglie,
la maschera volubile dell'uomo,
sputando semi, ridendo
distratta e irrequieta nella luce
che improvvisa soffiò nella radura.

Ora nel gran silenzio delle notti
la natura germoglia,
rompe la vita i chiusi involucri, il fango
si esprime nel notturno profumo di una viola,
delira nella gola
di un piccolo usignolo.
E un punto luminoso negli spazi
catapultato da remote spiagge
naviga come lucciola
lungo siepi di stelle,
cerca tra foglie d'aria
quelle mani febbrili che lo cercano
tra una polvere d'astri,
nei fondali marini degli spazi,
tra le contorte radici
di un albero che ancora intatti serba
come frutti maturi i suoi segreti.

 

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