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venerdì 7 luglio 2017

Le parole


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Mi spaventano così tanto le parole che vengono dagli uomini.
Si esprimono sempre con tanta sicurezza:
e questo ha nome cane e quello ossa, 
e qui è il cominciamento 
e là la fine.

Mi allarma anche il loro percepire, il loro gioco privo di rispetto:
voglion sapere tutto, ciò che sarà e anche ciò che è stato;
nessuna montagna più li sa stupire; eppure,
i loro giardini e i loro beni confinano con Dio.


Le parole povere, quelle che nei giorni s'affaticano,
le parole inabili a mostrarsi: io le amo tanto.
Dalle mie feste, offro a loro dei colori-
ed esse sorridono, si fanno liete molto a lungo.

La loro natura, che con trepidazione in sè nascosero,
apertamente torna a vita nuova, così che ciascuna può
vederla; non ebbero mai accesso a ciò che è musica -
timide avanzano adesso nel mio canto. (E. Maria Rilke)


L'ascolto della musica di Haydn evoca una parola, quella parola che la Bibbia descrive come un immagine di grande impatto, come il martello e come la lava ardente del fuoco: una parola che penetra all'interno delle coscienze, dei credenti e dei non credenti.

"I Suoi passi sanguinano ancora per le nostre strade lastricate. Non ne sentite il tonfo?" (Pierre Emanuel)


Amo l'ebreo Gesù di Nazareth che mi aiuta a vivere  e a capire che anche se non lo voglio "Dio matura".

Per crescere dovrò imparare ad educare il mio "desiderio" con l'amore di cui sarò capace.


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venerdì 5 maggio 2017

Parole



Maggio ha da qualche giorno bussato nuovamente alla mia primavera di persona meteoropatica. 

Sì, ho deciso che il tempo decide dei miei mal di testa, della mia irritabilità.

Però quest'oggi, sono tranquilla e serena nonostante tutte le conseguenze fisiche causate da una gastroscopia..... e così parlo a Maria, mia Madre Divina

Mese di Maggio: mese dedicato a Maria.

Maria: sei il coraggio di essere giovane donna

sincera amica

tenera madre

fedele sposa.

Maria: sei accoglienza per la Parola

sei attesa del Mistero

sei servizio ai fratelli

sei il dono grande di Dio agli uomini.

Ogni mattina Ti canto parole d'amore, Ti prego di accogliermi al riparo del Tuo manto.

Dove vanno gli sguardi che nascono nei miei occhi verso il Cielo?

Forse volano nell'eternità? O restano prigionieri di un vento impetuoso?

O sono rannicchiati tra le nuvole raminghe 
nel tuo Cielo?




Rainer Maria Rilke, il mio poeta preferito, che tanto ha cantato di Te, mi racconta che la "Tua strada poteva essere solo quella che Ti ha condotto alla melodia delle cose e al loro silenzio"


Sei il futuro, Tu, il rosso immenso del mattino
sulle pianure dell'eternità.

Sei il canto del gallo, Tu, dopo la notte del tempo,
la rugiada, Tu, sei la preghiera del mattino
e la fanciulla, lo straniero, la madre e la morte.

Sei la forma che trasmigra,
che sola, sempre, si leva dal destino,
che non riceve festa, nè compianto,
come un bosco selvaggio mai descritta.

Sei l'essenza profonda delle cose
che di se stessa tace l'ultima parola
e sempre altra si offre ad ogni altro;
alla nave, come costa; alla terra, come nave.



Prego  Te, donna del silenzio, dell'ascolto, della presenza piena di Dio;
Te, Madre aperta al divenire,
nostra interlocutrice privilegiata,
Te che hai saputo sprirTi ad una gravidanza universale, e che hai accolto nel Tuo grembo l'Infinito; Te che sei la custode di ogni nostro vivere e che rechi nel Tuo amabile corpo, eternamente, tutto ciò che è umano: tutto questo dire, arriverà al Tuo cuore?


Anche per le piccole cose quotidiane, come il togliermi le scarpe appena entrata in casa,
la mano amica che mi viene offerta o l'emozione di un tramonto che sparisce all'orizzonte dimmi Madre sorriderai di questa Tua figlia un po' distratta e mi accoglierai sempre? Ti amo Madre. Restami accanto.