lunedì 29 ottobre 2018

pioggia benedetta

Ancora poche ore e ottobre ci lascerà per cedere il passo al triste novembre.
Nei frutteti in questo momento si fanno cadere le mele. Resteranno a lungo ammucchiate ai piedi degli alberi, le piogge e le brume gli scivoleranno sopra. Si faranno lisce e profumeranno da lontano
Le passeggiate e i dolori saranno molto forti e dolci, acre e zuccheroso l'odore inebriante dei frutteti che mi arriverà, da molto lontano: dalla soffitta di nonna Pierina. Merenda dell'infanzia!
Avevo pensato di parlarvi della pioggia che da giorni sta lucidando le nostre città....oggi fa freddo ma non una goccia di quella benedetta acqua che disseta ogni cosa.
Non poche sono le persone che mostrano stupore quando mi azzardo ad affermare di amare la pioggia. Leggo immediatamente nei loro occhi un misto di meraviglia e di commiserazione.

Danno per scontato che una persona che ama la pioggia sia in depressione oppure nella migliore delle ipotesi sia una persona che goffamente tenta di distinguersi dalla

massa.....
Non capisco perchè negare al nostro essere quel naturale bisogno di rinchiudersi talvolta in se stessi e schiudere la porta a quella naturale lieve sofferenza in cui si avverte la mancanza di qualcosa che non si riesce ad afferrare e che ci impone ritmi più lenti per frugare dentro la nostra anima?
E così la sola idea di quelle gocce d'acqua che bagnano la terra e rinfrescano l'aria viene associata alla tristezza qualcosa da cui sfuggire che inzuppa le scarpe, rovina la "piega" e mi costringe a coprirmi di più.
Ma rimanda inevitabilmente alla mia infanzia in cui testardamente non riuscivo a stare sotto l'ombrello e saltellavo nelle pozzanghere e mi specchiavo in esse.
Per i bambini la pioggia ha qualcosa di magico come la neve e la nebbia.
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Passano gli anni, diventiamo adulti e così la pioggia diventa un ostacolo alla libertà di muoversi liberamente. Solo chi non ha permesso alla propria anima di diventare adulta e ha custodito dentro se stesso quella preziosa parte infantile riesce a godere di quel cielo plumbeo che ovatta l'atmosfera.
E riconosce sempre quel profumo di terra bagnata e lascia che il ticchettio della pioggia lo culli dolcemente.
Lascia scivolare sul viso le gocce d'acqua.
Corre con allegria sotto l'ombrello.
Contempla le nuvole striate e lucenti.
La pioggia è romanticismo.
Inumidisce le mie labbra.
Disseta la terra.
Imperla le foglie.
La pioggia è rinascita è vita.
Accarezza e schiaffeggia.Confonde il mio viso tra la marea di ombrelli colorati.
Nasconde le mie lacrime.
Riporta alla mente gli odori dell'infanzia e mi suggerisce di fermarmi un po' ad ascoltare il dialogo della natura. Il luccichio dei lampioni.
Momenti in cui l'animo si rallegra e altri in cui crea timore.
Fermiamoci ad ascoltare.
fermiamoci a guardare
la pioggia benedetta è anche poesia.


La pioggia ha un vago segreto di tenerezza

una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio.
 
È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.
 
È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.
 
La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l'illusione inquieta di un domani impossibile
con l'inquietudine vicina del color della carne.
 
L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.
 
E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.
 
Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.
 
O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
 
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
 
Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.
 
La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.
 
O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da' all'anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!

Visualizza immagine di origine Chiara Corbella Petrillo muore a 28 anni per un carcinoma alla lingua, scoperto quanto è al quinto mese di gravidanza: rimda le cure per dare alla luce il suo bambino. Lo fa con gioia, dicendo il suo "Eccomi", pensando prima di tutto al bene della creatura che porta in grembo. La vicenda di Chiara, di suo marito Enrico e del loro figlio Francesco (come anche di altri due fratellini già in Cielo), ha sorpreso migliaia di persone in tutta Italia e si è diffusa rapidamente su Internet e sui mezzi di comunicazione. Può la storia di una donna morta giovanissima testimoniare che la vita è un dono meraviglioso? Che seguire Cristo anche nella sofferenza ci apre alla luce? Queste pagine 






2 commenti:

Anonimo ha detto...

Adesso funzionano i commenti

Daniela F. ha detto...

Ciao Lucia, finalmente riesco a commentare.
Oggi ...piove ancora, a me la pioggia non piace particolarmente, però so che in natura è importante, ma in questi giorni ha fatto molti disastri e vittime, direi che per alcuni mesi possiamo farne a meno.Preferisco il sole decisamente.
Belle le immagini.
Buona serata, con un sorriso.
Dani