quando il cammino si fa leggero?

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Uno solo ha detto: «Io sono la via», e non: «Io vi indico la via».


Quando un cammino intrapreso si fa leggero? Quando riconosco la strada che mi conduce a Lui che mi ha detto quelle parole: "Io sono la via".
Mi invita ad "essere come bambini" avere un cuore da bambino che si presenta con la faccia spalancata, aperta positivamente alla realtà .

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Il bambino, infatti, stupito di fronte alla realtà, è pieno di desiderio, attende il compimento, con letizia, «come preparandosi ad una festa».


Come  posso essere fedele all'atteggiamento per cui sono stata creata?
Solo appoggiandosi all'avvenimento di Cristo.


Dio non rinnega mai l'Alleanza che ha stabilito con noi,uomini da Lui creati,e anche se sbagliamo rinnegandola, comprendiamo che esiste un rapporto con Dio e una volta scopertolo, non lo possiamo più rinnegare anche se lo tradiamo mille volte al giorno.
L'irruzione del mistero di Dio fatto uomo nella nostra storia umana e personale dà inizio a una persona nuova. 

Perciò, per quanto poca attenzione sincera, meravigliata, sorpresa, noi abbiamo fatto e facciamo all'incontro in cui questa grande presenza ci ha raggiunti, qualcosa di nuovo è iniziato in noi.
Può rimanere magari in superficie,  e senza eccessiva vitalità per tanto tempo, però qualcosa è iniziato: un nome, una persona è entrata nel cerchio delle nostre amicizie e non si ferma: l'incontro col mistero di Dio fatto uomo è accaduto.(L. Giussani)

E, e capita di non rendercene conto, se non nel tempo che si fa "conoscenza", ecco che allora scopriremo l'incontro della vita.

Non cammino sola, il mio cammino canta la letizia dell'incontro fatto.  
E meditando ciò che il mio cuore ha conosciuto dirà, guardando Gesù sulla Croce, come  Jacopone da Todi in uno dei versi più belli della letteratura italiana: «Amore amore, omne cosa conclama», tutto grida insieme «amore», che è  il moto del cuore umano.

«E noi che di notte vegliammo attenti alla fede del mondo, protesi al ritorno di Cristo or verso la luce guardiamo», solo le parole di un Inno delle Lodi. È come un paradigma. Nella notte in cui tutti affondano, nella notte d'incoscienza del mondo - «tenebra sopra l'abisso», dice Eliot parlando di un mondo in cui l'uomo, come coscienza, è spaccato, rotto, bloccato, disperso, dalla sua incapacità - noi vegliamo: ci è stata donata la Luce che illumina la profondità del cuore fino l'ultimo orizzonte che resta negli occhi, nella quale si rivela la risurrezione finale.



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Eccolo il mio cammino sicuro. E leggero.

Nella memoria resta impresso quel preciso momento dell'incontro corrispondente all'inizio di quel cammino leggero: in letizia, la vita, qualsiasi cosa accada, continua a camminare. 

Von Balthasar lo dice molto intensamente in un suo scritto. Quando, nel '61, è invitato a parlare della sua vocazione; racconta con precisione l'istante in cui percepì la sua chiamata. Avvenne durante un ritiro ignaziano, nell'estate del '27: «Anche adesso, trent'anni dopo - dice Von Balthasar -, potrei ritornare su quel sentiero della Foresta Nera, non molto lontano da Basilea, e ritrovare l'albero sotto il quale fui colpito come da un fulmine. 
E ciò che allora mi venne in mente di colpo non fu né la teologia, né il sacerdozio. Fu semplicemente questo: «Tu non devi scegliere nulla; tu sei stato chiamato. Tu non dovrai servire. Tu sarai preso a servizio. Ti sarà dato un dono, la vocazione, come compito da svolgere, la dà Iddio, non la scegliamo noi, non devi fare piani di sorta, sei solo una pietruzza in un mosaico preparato da tanto tempo». 
Tutto ciò che dovevo fare era solo lasciare ogni cosa e seguire, senza fare piani, senza il desiderio di particolari intuizioni. Dovevo solo star lì, per vedere a cosa sarei servito».

E' ciò che definisco parlando di un cammino leggero. Un cammino in cui Cristo sorregge, si appropria dei miei momenti quotidiani, tutti, indistintamente.

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5 commenti:

  1. Basterebbe non pensare troppo, ma agire davvero col cuore. Perché a quello serviamo. Ogni altro ammennicolo è un superfluo arrampicarsi dove non dovremmo.
    Eccolo il cammino leggero.

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  2. Non far scappare mai il bambino che è in te.
    Bacio Lucia.

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    1. Grazie Gus perchè hai trovato il tempo di commentare questo post. Bacio e Serena giornata

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  3. Cara Lucia, sono passato per augurarti una buona notte.
    Tomaso

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    1. Ato vivendo giornate un po'......difficili. E' bello alzarsi presto quando il giorno è appena iniziato e tutto sembra nuovo. Mentre preparo la colazione un'occhiata al pc. Poi penserò ai miei fiori.....Ti regalo l'abbraccio e il canto monotono delle due tortorelle che abitano nel tiglio.

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