Oggi si festeggia San Filippo Neri

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C'è un momento della sera
quando i bimbi vanno a dormire
che il rumore si fa silenzio
e il loro cuore non fa più tum tum....
Ninna nanna, piccolo tesoro,
ascolta la fiaba che le stelle cantano per te...
Dormi: e la guerra
non ti farà più paura
sogna che,

domani finirà.(nonna Lucia)


Scena dal film dedicato a san Filippo Neri 


State calmi adesso bambini,
facciamo un po' silenzio,
Se cercate di essere buoni
vi canterò una storia.
Sarà una di quelle serene
che vanno a finire bene,
non ci saranno gli uomini neri
che turbano i pensieri.
State buoni adesso bambini,
venite più vicini.
La storia di questa sera
la canto sottovoce
per non svegliare le cose strane
che dormono nel buio... 


Preghiera a San Filipo Neri

O mio caro e santo Filippo
io mi butto fra le tue braccia e per amore di Gesù,
per amore di quell'Amore che fece di te un eletto ed un santo,
io ti supplico di pregare per me,
affinché come Egli ha condotto te al cielo,
così a suo tempo conduca al cielo anche me.
Tu hai provato le tribolazioni ed i pericoli di questa vita; 
tu conoscesti bene quale conto si debba fare agli assalti del maligno,
Tu apprendesti quanto sia debole l'umana natura,
e questo ti ha colmato di una simpatia e di una compassione
così tenera che anche ora godi della gioia di una gloria ineffabile
nella beatitudine eterna.
Puoi, dedicare a me un pensiero?
Ricordati dunque di me, o mio caro san Filippo,
ricordatene nonostante io sembri dimenticarmi di te.
Ottienimi tutte quelle cose che mi sono necessarie a perseverare
nella grazia di Dio ed operare la mia salute eterna.
Ottienimi mediante la tua potente intercessione,
la forza necessaria a combattere una buona battaglia,
a rendere testimonianza del mio Dio e della mia fede in Lui
e di trasformare una giornata di tristezza
in tanti momenti di gioia.
Perchè la gioia è il risultato del bene compiuto,
di attente preghiere,
e così poter andare serena nell' incontro nel giorno del giudizio.
Vaso dello Spirito Santo, apostolo di Roma,
santo dei tempi primitivi,
prega per me.
Prega per la Pace.
Per i bimbi che ami.
Per gli uomini che sono lontani e soli.




VITA DEL SANTO
Filippo Neri, detto l'apostolo di Roma, giganteggia tra i Santi che fiorirono in Roma nel sec. XVI. Nato a Firenze nel. 1515, venne nella Città eterna a 19 anni, dopo aver rinunciato a una seducente prospettiva di ricchezza, presso Cassino e a Roma vi rimase fino alla morte. Laico fino a 36 anni, è partecipe e animatore di tutte le iniziative laicali di apostolato, mentre si guadagna la vita insegnando privatamente e insieme frequentando l'università per completare la sua formazione umanistica ed apostolica. Amante della natura, come S. Francesco di Assisi, sempre lieto, d'una letizia sana e santa, che comunicava, quasi senza volerlo, a chiunque lo avvicinasse, nemico delle pose e delle ostentazioni, faceto e quasi burlone, arrivava dovunque si potesse fare del bene. Amava i fanciulli, e li voleva buoni e allegri; li educava a vita cristiana gioiosamente trasfondendo in loro la sua grande devozione alla Madonna. Con i suoi, fondò per loro in Roma, la prima scuola organizzata e un collegio per i più capaci, ma poveri. Sapeva compatirli: «State fermi, se potete» e incoraggiarli, facendosi «coi fanciulli, fanciullo sapientemente».

Visitava e assisteva i malati negli Ospedali e fondò per primo un Convalescenziario. Per i pellegrini «romei» formò un'apposita Confraternita e costruì una grande casa per loro, dedicata alla SS.ma Trinità. Ebbe pietà per i malati di mente, fino allora abbandonati per le vie, fondando l'Istituto di S. Maria della Pietà, primo del genere, divenuto poi il grande ospedale psichiatrico provinciale di Roma. Vedeva con simpatia gli stranieri e si prodigava per far sorgere in Roma le loro comunità nazionali. Aiutava i Religiosi per i quali era un felice « pescatore » di vocazioni. Sapeva distogliere la gioventù dalle carnevalate sfrenate, con geniali forme di sana ricreazione, come la famosa Visita alle Sette Chiese. Aveva un'abilità speciale per indurre gli artisti a mettere il loro genio al servizio di Dio: fu così che nacquero gli Oratori in musica, gli Annali Ecclesiastici e l'interesse per l'archeologia sacra. Pensò agli innumerevoli ed oziosi cortigiani istituendo lieti trattenimenti spirituali pomeridiani, detti gli Esercizi dell'Oratorio. L'ardente desiderio di riconciliare anime a Cristo, lo rendeva instancabile nel trascorrere molte ore in confessionale e sempre pronto a facilitare quella confessione frequente che inculcava ai suoi figli spirituali come mezzo di perfezione. Celebrava ogni giorno la S. Messa con tale ardore di spirito che, non di rado, i presenti ne vedevano, anche esternamente, manifestazioni mirabili. Di tutti era amico, popolani e principi, laici e cardinali, buoni e cattivi, tutti riusciva a rendere migliori. I santi che vivevano a Roma in quel secolo, lo veneravano come padre, gli stessi Papi gli baciavano la mano e gli offrivano le più alte dignità, che egli, scherzosamente, ma risolutamente sempre rifiutava. Numerosi i miracoli attribuiti alle sue preghiere, ancora vivente e dopo la morte, in vantaggio di ogni sorta di persone. Per assicurare la durata dell'opera sua, fondò la Congregazione dell'Oratorio, tuttora operante in Italia e fuori: primo esempio di vita comune del clero secolare. Il segreto di tale prodigiosa attività, è svelato dalle catacombe di San Sebastiano, che egli frequentava fin da giovane, per attingere da quei morti la regola del retto vivere. E là, che nei giorni precedenti la Pentecoste del 1544, ebbe dallo Spirito Santo la prova sensibile che l'ardore della carità di Dio era con lui: vide un globo di fuoco, che gli penetrò nel cuore dilatandogli il petto; fu un Santo veramente «pentecostale». Morì serenamente, in atto di implorare la benedizione di Dio sui discepoli e continuatori dell'opera sua, all'alba del 26 maggio 1595.




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