Michelangelo: un uomo

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Vorremmo volere ciò che non vogliamo. 
E' il senso che Michelangelo esprime in una sua poesia:
 "Vorrei voler, Signior, quel ch'io non voglio:
tra 'l foco e 'l cor di ghiaccia un vel s'asconde
che 'l foco ammorza, onde non corrisponde
la penna all'opre, e fa bugiardo 'l foglio"

In un solo verso, Michelangelo Buonarroti, descrive esattamente ciò che ogni persona desidera maggiormente: la sua libertà.

In  questi pochi versi ci dice più cose sull'uomo di quante posso io dirne complessivamente in un anno di post.

Ci dice che la base della libertà è il desiderio: "Voler volere" e prendere seriamente se stessi, è un atto libero.

Ciò che desidero a volte è in contraddizione: posso desiderare una cosa o subito dopo il suo contrario.
Sapere, conoscere il mio cuore, però non prendere nessuna decisione.

Tra "'l foco e 'l cor di ghiaccia", tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.
Fra ciò che faccio e ciò che vorrei fare. Tra me e la perfezione delle cose, la pienezza, c'è un oceano di gocce....

"Onde non corrisponde/ la penna all'opre e fa bugiardo 'l foglio" (come mi piace questa frase!) Non riesco ad essere totalmente sincera. 

Dentro di me, non al di fuori, ma dentro i mille desideri ce n'è uno più profondo che domina tutti gli altri ed è la preghiera.

La libertà che voglio, che desidero, Michelangelo la recupera nel dialogo con il Signore che può tutto.

La poesia continua:
"Squarcia 'l vel tu, Signior, rompi quel muro
che con la suo durezza ne ritarda
il sole della tuo luce, al mondo spenta!
Manda 'l predicto a noi venturo
alla tuo bella sposa,
acciò ch'io arda
'l cor senza alcun dubbio,
e Te sol senta."

E' tutto questo mi fa dire, anzi lo dice proprio Michelangelo, ed io leggendo e ricopiando queste parole, vorrei esclamare, come davanti al più bel tramonto: Sento ardere il cuore, voglio sentire solo Te, Signore!

"Nel voler vostro è sol la voglia mia,
i miei pensier nel Vostro cor si fanno
nel Vostro fiato son le mie parole".

L'esperienza d'amore che tutti noi facciamo in questi versi viene riaccesa:
"Nè altro ha il gentil core
che l'innamori e arda, e 'l consigli,
ch'un volto che negli occhi lor somigli.
Deh fammiti vedere in ogni loco
Ma che poss'io Signior,
s'a me non vieni
coll'usata ineffabil cortesia?"

Nella poesia i versi non sono uno seguente all'altro come li ho scritti io, ma il senso è sempre lo stesso come se ci fossero anche i mancanti.

E' giusto domandare.E io a Te Signore chiedo, domando, che la Tua Grazia sia perennemente in me e che io La veda in ogni persona o cosa che i miei occhi, sì i miei occhi che tanto hanno visto, che tanto male mi fanno, che hanno perso, il loro antico colore, i miei occhi Signore che hanno perso la purità di un tempo,  incontrano.

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2 commenti:

  1. Solo Dio riesce ad essere quello che vuole che sia. Per noi è impossibile.
    Bacio Lucia.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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