Racconto d'Amore. Chagall, Il compleanno, 1915
Segantini: 1891
Sembrerebbero così distanti. Uno fedele all'ebraismo, l'altro "religioso senza religione"
Uno cosmopolita, l'altro che vide solo le Alpi.
Eppure c'è molto in comune nei destini dei due grandi pittori
Una vita in "esilio" che li ha resi liberi.
E aiuta a capire la loro arte. Senza fermarsi al suo fascino.
Giovanni Segantini: Ave Maria a Trasbordo 1886
Chagall, Abramo si appresta a immolare il figlio, 1931
Chagall - Crucifixion 1945
Chagall: passeggiata 1917
In apparenza nulla li unisce. Eppure nel linguaggio artistico sono accumunati da un fattore artistico: tutti e due usano un linguaggio in cui le figure sono chiamate a sviluppare un discorso allegorico e simbolico.
Le loro opere hanno così un doppio piano di lettura: quello più immediato e semplice che porta a gustare il fascino del soggetto rappresentato (cioè ciò che vedo e capisco io) e uno più meditato, che porta ad indagare sui significati sottostanti. Non sono mai significati svelati, ma esplicitamente evocati.
E' in questo che consiste il fascino delle loro opere, la grande forza di suggestione che ancora suscitano nel visitatore di oggi.
Segantini partiva sempre da un'osservazione meticolosa e quasi maniacale della realtà: sono celebri gli aneddoti delle sue sedute all'aperto, quando portava le grandi tele in luoghi impervi e le proteggeva costruendo dei capanni per evitare i rischi del maltempo!
Ma l'idea era sempre la matrice, l'intelaiatura su cui andava a costruire il dipinto.
La pittura di Chagall invece segue un'altra strategia, simile a quella delle favole.
Con candore mette in scena vere e proprie narrazioni per figure, dove l'apparenza fantastica è spesso estrosa delle soluzioni svela invece messaggi chiari e profondi.
Michel Draguet ha giustamente notato che Chagall attinge contenuti e soprattutto il linguaggio da "una tradizione che è saggezza e immaginazione"
Il quadro "la passeggiata"è dedicato a Bella, la donna sposata in Russia prima dell'esilio e con cui ha vissuto sino al 1944 anno della sua improvvisa morte.
Questo quadro è dedicato a lei in cui la vediamo volare come un aquilone felice tenuto dal braccio di Marc, in un cielo bianco latte, quasi fosse una trasposizione in immagine dell'amore del Cantico dei Cantici.
Sotto invece si distende una Vitebsk sognata e perduta, nella sua bellezza antica ormai irragiungibile. Così il quadro si trasforma in un racconto d'amore e insieme di un'irriducibile nostalgia.
Per Segantini e Chagall, pur nella grande diversità, la dimensione religiosa fu molto più che uno sfondo.
Segantini insieme alla terra natale aveva perso anche la fede.
" L'arte deve rimpiazzare il vuoto lasciato dalla fede", ha affermato una volta. Compito che prese davvero seriamente tanto di scegliere di andare, con tutta la famiglia, in Engadina, terra di cui non conosceva neppure la lingua, ma è legata ad una specie di missione; quella di mettere sulle tele una luce capace di "rendere l'eterno significato dello spirito delle cose".
Era religioso senza religione.
Eppure dipinse il quadro più "cattolico" dell'intero Ottocento europeo: quell'Ave Maria a trasbordo.
Chagall fu invece religioso con una religione: quella ebraica, a cui restò umilmente fedele sino alla fine (1985)
Scrive nelle sue "Memorie" ricordando un viaggio a Tel Aviv e Gerusalemme (1931) "Sebbene la Bibbia sia un libro che va in giro per il mondo in milioni di copie, il sogno che contiene è come se fosse sommerso da milioni di lacrime. Promette una libertà diversa, un altro senso della vita".
"E' come se avessi messo la mano in quelle di un vecchio, di un profeta. Lui mi accarezza la mano, sentivo su di me il suo sguardo penetrante."
Segantini: "Le due madri" 1889

8 commenti:
Con Chagall si vola ma a me piace di più Segantini.
Un bacio.
Chagall è conosciutissimo! Io guardo e riguardo molte volte Segantini specialmente "Le due madri"! Una contadina stanca che crolla dal sonno e la sua bimba dormente abbandonata alle sue braccia! E il vitellino? Mi guarda come se io fossi lì. Grazie Gus. Buona domenica: Sia per la festa che per lo sport! Bacio.
Interessante questo accostamento, non sapevo ti intendessi cosi bene di pittura. per i miei gusti io preferisco Chagall , ho visto anni fa una sua mostra a Ferrara e mi piacque molto
Fiore cara è difficile per me dire cosa NON mi piace. Nel 1981 collaborai ad allestire una mostra di quadri qui in parrocchia. Saranno arrivati un 300 quadri di pittori conosciuti e non. Me ne piacque uno che valutai 300.000 se fosse arrivato tra i primi tre. Arrivò terzo! E adesso è mio! Appeso in salone. con altri quadri: ho un Volpi dipinto su juta.e altri tra cui un Cezanne in una cornice immensa e il quadretto è come una decina di francobolli. Ora non più, ma quanti mercatini dell'antiquariato ho visitato!!! Ti dirò inoltre che il condomino del terzo piano è un noto professore dell'arte (università di Milano, sbattuto fuori per propaganda politica PCI, nel 68) poi Università di Torino e adesso in pensione. E' richiestissimo, persino all'estero, per valutare il tal quadro o riconoscere un falso da un'autentico. E' un personaggio eccezionale: in distrazione batte Paolo! E mi consigliava se c'erano offerte interessanti! Poi colleziono.....tante cose! E' molto pericoloso avere accanto un collezionista! Baci e arrivedereci! (La mia mamma
va un po' meglio, grazie per le belle parole!)
Chagall mi piace un sacco, Segantini lo conosco meno, non saprei.
Bacione, Dani
Ps, in ogni caso ,anche se hai anticipato le immagini sono troppo grandi, e vengono disturbate dalla sidebar.
^____^
Tutto bene modificherò le immagini quando farò un nuovo post. Baci
Chagall è uno dei pittori che preferisco ... amo le atmosfere da sogno che riesce a creare, i colori sgargianti, le persone che fluttuano nell'aria come se fossero fatte solo di spirito....
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