Un mattino diverso

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 Carrère si chiede:"Come mai il cristianesimo mi ha così preso?"

"Giovanna,moglie di Cuza, amministratore di Erode,si domanda come mai non può fare a meno di tornare da quell'uomo. (...) Per qualche mese è come se avesse un amante. Poi lui va a Gerusalemme, e Giovanna viene a sapere che laggiù è morto. Non decapitato, peggio ancora, crocifisso".

A trent'anni di distanza qualche volta Giovanna ci ripensa. Non ricorda cosa diceva. Quello che ricorda, era il suo modo di guardarla: come se sapesse tutto di lei."


"Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del Figlio di Dio, Gesù Cristo?", si chiedeva Dostoevskij: la stessa domanda risuona oggi in un libro diventato in poche settimane un best-seller: Il Regno di Emmanuel Carrière.


Indagine biblica, romanzo storico, confessione personale.

Carrière per tre anni della sua vita è stato cristiano. Avrebbe dimenticato quegli anni ma si è imbattuto nei quaderni di quel periodo, zeppi di appunti scritti da un uomo in cui non si riconosceva più.

Allora si chiede come mai il cristianesimo abbia potuto coinvolgerlo, come mai una religione sia creduta da un numero eccezionale di uomini, molti dei quali ragionevoli "sani", rispettati: "Tra i fedeli cristiani, ce ne sono alcuni che, a domanda, risponderanno che loro credono fermamente che duemila anni fa un ebreo è nato da una vergine ed è risorto tre giorni dopo essere stato crocifisso.

Risponderanno anche che loro stessi fanno di questi eventi il centro delle loro vite. Sì non c'è dubbio: è strano."

Parte così un'inchiesta simile ad un romanzo nel cristianesimo del I secolo che ha come filo conduttore la vita dell'Evangelista Luca e di San Paolo.

Molto si potrebbe dire di questo libro, così ricco, spericolato, eppure mai banale. E soprattutto, guidato da un metodo saldo: la chiave dei grandi fatti della storia del cristianesimo la si trova specialmente nei racconti delle vite di alcuni.
 Bellissima descrizione del  primo incontro tra Luca e Paolo.

"Paolo ha appena predicato in una sinagoga, nel consueto scalpore che le sue parole sollevavano. Luca l'ascolta turbato: vuole saperne di più. Gli si avvicina per parlargli.

Forse Luca si è seduto ad un tavolo di una taverna del porto di Troade con Paolo e i suoi due compagni di viaggio. Sullo sfondo reti stese ad asciugare, una grigliata di polpi sul piattino, un boccale di vino. Parlano fino all'alba, o meglio è Paolo che parla, Luca ascolta".


"Al mattino a Luca tutto sembra diverso. Il cielo non è più lo stesso, le persone non sono più le stesse; la vita non sarà più la stessa.




Può essere andata così.
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2 commenti:

  1. Rispondo di sì a Dostoevskij se l'uomo sa osservare la realtà.
    Ciao Lucia.

    RispondiElimina
  2. Con occhi semplici voglio guardare nella mia vita svelarsi il Mistero.....
    Buona giornata Gus

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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