Amore, mi diede il benvenuto; ma l'anima mia si ritrasse,
Di polvere macchiata e di peccato.
Ma Amore dal rapido sguardo, vedendomi esitante
Sin dal primo mio entrare,
Mi si fece vicino, dolcemente chiedendo
Se di nulla mancassi.
Di un ospite, io dissi, degno di essere qui.
Amore disse: Quello sarai tu.
Io, lo scortese e ingrato? Oh amico mio,
Non posso alzare lo sguardo su Te.
Amore mi prese la mano e sorridendo rispose:
E chi fece gli occhi se non io?
E' vero, Signore, ma li macchiai: se ne vada la mia vergogna
Là dove merita andare.
E non sai tu, disse Amore, chi portò questa colpa?
Se è così, servirò, mio caro.
Tu siederai, disse Amore, per gustare della mia carne.
Così io sedetti e mangiai.
Avevo già letto scritti dei mistici: Teresa D'Avila, S. Giovanni della Croce perchè nei limiti del possibile io leggo soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ho fame, allora non leggo: divoro!
Della poesia di cui sopra conosco solo la traduzione, che dicono, sia scadente. Cosa dirà mai l'originale?
Io l'ho trascritta per voi, amici miei, pensandola preghiera che cercherò di imparare a memoria per ripeterla ad ogni ora del giorno.

6 commenti:
Cara Lucia, questi bellissimi scritti, sono veramente profondi e che fanno sempre molto riflettere.
Ciao e buona settimana cara amica.
Tomaso
Bella Lucy, bella , bella!
Serena e....calda notte!
Bacione
Dani
Lovely poesia, sky blue ,greeting from Mons in Belgium
http://louisette.eklablog.com/
Grazie per il commento. baci al cielo e a Mons in Belgio.
è un Amore inviato a destinazione
baci a te
Ciao Tomaso. Grazie.
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