Il protagonista della storia è il mendicante.

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"Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?». (Sal 8,5). Nessuna domanda mi ha mai colpito, nella vita, così come questa. C’è stato solo un Uomo al mondo che mi poteva rispondere, ponendo una nuova domanda: «Qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà se stesso? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio di sé?» (Mt 16,26). Nessuna domanda mi sono sentito rivolgere così, che mi abbia lasciato il fiato mozzato, come questa di Cristo! Nessun uomo può sentire se stesso affermato con dignità di valore assoluto, al di là di ogni sua riuscita. Nessuno al mondo ha mai potuto parlare così! Solo Cristo si prende tutto a cuore della mia umanità. È lo stupore di Dionigi l’Areopagita: «Chi ci potrà mai parlare dell’amore all’uomo proprio di Cristo, traboccante di pace?».



È una semplicità del cuore quella che mi faceva sentire e riconoscere come eccezionale Cristo, con quella immediatezza certa, come avviene per l’evidenza inattaccabile e indistruttibile di fattori e momenti della realtà, che, entrati nell’orizzonte della nostra persona, colpiscono fino al cuore.




Lo Spirito di Gesù, cioè del Verbo fatto carne, si rende sperimentabile, per l’uomo di ogni giorno, nella Sua forza redentrice di tutta l’esistenza del singolo e della storia umana, nel cambiamento radicale che produce in chi si imbatte in Lui e, come Giovanni e Andrea, Lo segue.




Ho visto così succedere il formarsi di un popolo, in nome di Cristo. Tutto in me è diventato veramente più religioso, fino alla coscienza tesa a scoprire che «Dio è tutto in tutto» (1Cor 15,28). In questo popolo la letizia è diventata «ingenti gaudio», fattore decisivo, cioè, della propria storia come positività ultima e, quindi, come gioia.




L’infedeltà sempre insorge nel nostro cuore anche di fronte alle cose più belle e più vere, in cui, davanti all’umanità di Dio e alla originale semplicità dell’uomo, l’uomo può venire meno per debolezza e preconcetto mondano, come Giuda e Pietro. Pure l’esperienza personale dell’infedeltà che sempre insorge, rivelando l’imperfezione di ogni gesto umano, urge la continua memoria di Cristo.




Al grido disperato del pastore Brand nell’omonimo dramma di Ibsen («Rispondimi, o Dio, nell’ora in cui la morte m’inghiotte: non è dunque sufficiente tutta la volontà di un uomo per conseguire una sola parte di salvezza?») risponde l’umile positività di santa Teresa del Bambin Gesù che scrive: «Quando sono caritatevole è solo Gesù che agisce in me». Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera.




Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera. Per questo la libertà si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all’Essere, perciò a Cristo. Anche dentro l’incapacità, dentro la debolezza grande dell’uomo, è destinata a perdurare l’affezione a Cristo. Questo l’abbraccio ultimo del Mistero, contro cui l’uomo – anche il più lontano e il più perverso o il più oscurato, il più tenebroso – non può opporre niente, non può opporre obiezione: può disertarlo, ma disertando se stesso e il proprio bene. Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo.





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5 commenti:

  1. Il protagonista (degli incaricati di fare la storia della Chiesa) è sempre meno il mendicante. E' che a chiacchiere siamo tutti bravi. A cominciare da me.

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    1. Debbo venire da te per leggere come si fa a perdere il treno.....
      Parliamo del "Mendicante" Cristo è "mendicante del cuore dell'uomo" Cristo Ti chiede di donargli il tuo cuore. Tu, per me, vorresti, mendicare da Lui la fede che Ti ha già donato.....ma....richiede troppo un "sì"
      A chiacchiere siamo tutti bravi......ma chi ti dice che sono chiacchiere?
      Il mio post è tratto da un discorso di Luigi Giussani. Di cui io sono alunna! certo non tanto capace a "chiacchiere" ma ad amare! C'è un certo proverbio, o modo di dire, che alla mia età visto che non si può più "peccare" allora "si prega!" Come si dice? "storie" Ancora ieri, dal medico ho incontrato un signore che mi ha riconosciuto dalla voce:" Lucia, lucia, quella Lucia a cui...." sì, proprio io, "Ma l'ho vista un anno fa ed era una bella ragazzina!" Eh....
      Io mi ritengo una ferrea mendicante di Cristo e dello Spirito, come dice Gus.
      Chiacchiere?....Se fosse così, mio caro Franco, perchè non farle, visto che poi qualcuno si pone delle domande? E dalle domande, prima o poi, ci si incammina in un sentiero, sì, impervio, ma che dona tanta letizia al cuore! Parole, parole, parole una stanza di parole che riempiono l'aria, rendendola profumata come se fossero fiori! Cosa fai a Roma? Un abbraccio tenero.

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    2. Tu sei un tesoro Lucia.. porterei te a Roma, dove so' io.. faresti miracoli... ;) io faccio il bancario in attesa di pensione che ancora vedo lontanissima... (forse sei anni "scivoli" permettendo.. )

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  2. Più di tutte le parole che diremo, più di tutto il lavoro che faremo insieme, più di tutto una cosa vale: chiedere, tra il meravigliati e l'impacciati, a Dio che ci faccia capire. Si chiama Spirito il Mistero che fa le cose in quanto entra dentro il cuore e la mente di un uomo e gli cambia la mentalità, incomincia a fargli capire il nuovo, secondo la pazienza. Si chiama Spirito l'invadenza del nostro cuore, della nostra mente, della zolla del nostro essere, che il Mistero opererà. Lui ha messo il seme: domandiamo dunque lo Spirito. E' supremamente ragionevole. Si domanda e si pesa la parola che dice: "Discendi Santo Spirito".

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    1. le nostre menti illumina......
      Mi sa che stai parlando con Franco! E la partita? Dopo continuate con calma........Bacioni e....tante "caramelle"

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o