
"Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si
recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro
discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò,
vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò
nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo
capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora
entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e
credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè Egli
doveva risorgere dai morti."
Lo stralcio di Vangelo citato sopra è tratto dal racconto
della resurrezione così come ne riferisce l'evangelista Giovanni. Mi
pareva giusto postare questa immagine dei due discepoli più vicini a
Gesù.Girando nei vari blog, mi sono accorta che molti si domandano "Come
si fa a vivere? Cosa stiamo a fare al mondo?" Mi sono risposta che è
importante diventare sempre di più una presenza originale, diversa, senza con
ciò lasciarci travolgere dalla mentalità comune che ci porta lontano dalla
sacralità della fede.Parliamo un attimo: cosa ha a cuore il Papa?: l'urgenza di
risvegliare nel cuore e nella mente dei nostri contemporanei la vita della
fede. La fede è un dono di Dio. E dimostriamola la nostra fede, attraverso
l'amore, la gioia, la sofferenza. Tutto questo genera, come all'inizio
del cammino della Chiesa (Leggere lettera a Diogneto) delle domande: perchè
vivono così? Che cosa li spinge? Cercare di testimoniare la fede e la carità
che Cristo ci insegna. C'è bisogno, specialmente ai nostri giorni, di
testimoni credibili che con la loro vita e anche con la parola rendano
visibile il Vangelo. Risveglino l'attrazione per Gesù, per la bellezza di Dio.
Così possano credere nella Misericordia di Dio e nella Sua tenerezza per
ogni creatura.Come sarebbe bello che anche noi fossimo, come Pietro e Giovanni,
tesi, desiderosi, affascinati da Cristo come lo eravamo il primo giorno che
Egli si rivelò al nostro cuore!OspitiamoLo nel nostro cuore facendogli spazio
affinchè ci trasformi e si ridesti in noi la nostalgia di quel Pane che ci ha
tanto nutrito.
4 commenti:
Non vedo problemi nel post.
La sacralità della Fede è seriamente minacciata da una società sostanzialmente atea.
Ciao Lucia.
Ciao Gus. E' andato tutto a posto grazie a Daniela che mi ha telefonato perchè ha visto anche lei che nel testo la grafica era tutta sottolineata ma in un modo non giusto. Mi ha insegnato...ora è a posto!
Io ho degli amici favolosi!!| Oggi nella mia parrocchia festeggiano le date importanti dei matrimoni! Messa alle 18 e questa mattina, pigrona, ho dormito un po' di più. Buona giornata Gus!
Se ospitiamo Dio nel nostro cuore, possiamo essere luce per gli altri. Non resta che chiedere a Dio questa grazia, ogni giorno della nostra vita. Un caro saluto Lucia e un abbraccio ^_^
Saray ma Dio è proprio in noi e lo ritroviamo in un incontro vivo.. Io lo ritrovo in te che so che lo ami. Buona giornata cara amica.
Posta un commento