lunedì 28 aprile 2014

Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo





Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo. Il borghesismo è infatti la non radicalità con cui percepiamo il rapporto con Cristo. Se lo percepissimo con radicalità il nostro rapporto con Cristo giudicherebbe tutto. Quello che siamo, quello che facciamo, la vita comunitaria, la notizia del giornale, l'ambiente del lavoro. E lo giudicherebbe come l'aratro che ferisce la terra perché il seme vi penetri e dia frutto: il giudizio di Dio è il rinnovamento generato dallo Spirito.
E' necessario che cominciamo a prendere sul serio la fede come reagente sulla vita concreta, in modo tale che siamo condotti a vedere l'identità tra la fede e l'umano più vero.
Così, ad esempio, il rapporto uomo-donna vissuto nella radicalità del rapporto con Cristo viene a galla con la sua esigenza di verità e unità, di fedeltà e di permanenza nel tempo.
Così l'atteggiamento di fronte alla vita secondo la radicalità della fede diventa rispettoso della persona e della dignità del suo destino.



4 commenti:

Gus O. ha detto...

Penso che il Signore infonda in ognuno di noi l'esigenza di una straordinaria unione con Lui. E' un'esigenza dell'anima, ma dopo meditazioni e riflessioni, l'esigenza si fa più forte. Come creature riconosciamo tanta miseria, ma come figli di Dio sperimentiamo tante ricchezze. Il divino ci ha generato ed è presso di noi; la preghiera ci permette di sperimentare e, speriamo per tutti, di testimoniare.

Patalice ha detto...

mi piacepregare.
lo faccio in modo anomalo, con le preghiere insegnatemi fin da quando, bambina, andavo a catechismo.
mi piace pensare che, sebbene io non sia e non vada in chiesa, e non mi comporti sempre in modo integerrimo, il Signore mi presti orecchio, ed abbia da ascoltare ciò che dico...
mi piace.
non so se sia vero, se non lo sia, se faccia bene solo a me questa specie di panacea dell'anima ma lo faccio

Gus O. ha detto...

Continua a pregare. Il Signore ti aiuterà a entrare nella sua Casa.
Ciao.

Unknown ha detto...

La preghiera è il respiro, il cibo dell'anima che ha sete di Lui. Di Cristo. Nei giorni scorsi la mia nipotina (14) mi ha creato dei problemi perchè io li avevo creati a lei.Ci siamo riconciliate parlando per un'ora della sua vita da adolescente e rispondendole con parole d'amore per lei e per Cristo. Grazie nonna ed è ritornata sorridente a casa. Io ho finalmente pianto. Era tanto che i miei occhi non conoscevano le lacrime. Intensa preghiera ha dato finalmente pace al mio cuore. Grazie Augusto e anche a Patalice a entrambi auguro una serena notte accarezzati dalla dolce mano di Gesù.