sabato 7 settembre 2013

Rilke. Sento le cose cantare

 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove i bambini s'addormentano, finito il gioco,
là dove gli anziani si siedono a sera,
e le stufe scaldano e rischiarano intorno il loro spazio.
 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove lo squillo chiaro vespertino viene meno
e fanciulle, rapite nell'incanto del suo eco,
stanche s'appoggiano al bordo d'una fonte.
 
Un tiglio è l'albero che preferisco;
e tutte le estati, che in lui fanno silenzio,
si destano di nuovo in mille rami
e di nuovo vegliano, là tra giorno e sogno.
 
Lasciati cadere, tu lento canto della sera
che sciami da festose lontananze.
Io ti accolgo, sono il calice
che ti afferra, ti arresta e non trabocca.
 
Taci, fatti chiara in me -
calma, lieve, dissipata ora.
Ciò che giace edificato sul mio fondo,
lascia che si veda. Io non so che cosa sia.
 
 
 

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Un bel canto che ci accompagna nella supplica della pace. Ed è un fiore.

MikiMoz Capuano ha detto...

Che bella poesia... Dolce ma, tra le righe, mi sembra quasi nasconda una certa disperazione o malinconia.

Buon sabato, cara!

Moz-

Unknown ha detto...

Ciao Ric! Bentornato! Grazie e un abbraccio. Ho sentito che tra poco verrai a Novara. Ti aspetto.

Unknown ha detto...

Miki ciao! Rilke è davvero sublime. Mi piace tantissimo. Questo libretto di poesie, la maggior parte dedicate a Maria, lo porto sempre con me.Come stai? Il gioco continua? Verrò da te.Abbracci teneri.

Gus O. ha detto...

Molto bello, Lucia.
Ciao.

Unknown ha detto...

Ti aspettavo. So, da alcuni tuoi commenti che anche tu sei appassionato della poesia di Rilke. Grazie e buona domenica.Ciao Gus.