Un giorno,quando al limitare del deserto
sè dischiuse la mano del Signore,
come un frutto aperto al tempo estivo
annuncia il nocciolo che ha dentro,
accade un prodigio: da lontano
s'incontrarono e si scambiarono saluti
tre re e una stella
Tre re di lunga strada
e la stella che ovunque sovrastava
si mossero concordi (pensa!):
un re alla destra e uno alla sinistra,
alla volta di uno stabbio silenzioso.
Che cosa non portarono con sè
alla stalla di Betlemme!
Echeggiava vasto intorno ciascun passo
e colui che un morello cavalcava
comodo sedeva nel velluto.
Chi andava alla sua destra
era un uomo rivestito tutto d'oro,
e che stava alla sinistra cominciò -
in gesti ripetuti tintinnando,
uno squillo e un altro squillo facendo risuonare -
da un oggetto argenteo a forma tonda,
a spandere un azzurro fumo intorno.
Rise, allora, la stella sopra loro,
e corse avanti e si fermò alla stalla
e disse a Maria:
Un pellegrinaggio io ti sto portando
da grandi lontananze a questo luogo.
Tre re molto potenti,
pesanti d'oro e di topazi -
e scuri, torbidi nel loro paganesimo:
ma non ti spaventare più del giusto.
Tutt'e tre hanno in casa
dodici figlie e nessun figlio,
e ti pregano così di dare il tuo
come un sole al blu del loro cielo,
come gioia calda al loro trono.
Ma non devi credere davvero
che il tuo figlio abbia il destino
di diventare un principe brillante,
e neppure uno sceicco dei pagani.
Pensa, il cammino è vasto,
Vagano da tanto, come pastori,
e nel frattempo il loro regno
come un frutto maturo cade
a Dio sa chi nel grembo.
E mentre qui, come vento caldo d'occidente,
alita il bue nel loro orecchio,
già tutti forse son poveri,
oppure come senza testa.
Fa' luce tu col tuo sorriso
per questo sul confuso
mondo ch'essi sono, offri tu
il tuo viso verso oriente, e il tuo bambino;
là è disteso in linee azzurre
ciò che ognuno di loro vuole darti:
il paese di Smeralda e di Rubinia.
e la valle del Turchese.
14 commenti:
Buon cammino cara Lucia
A Rilke non manca la fantasia.
Ciao Lucia.
Ciao Lucia, non conoscevo questo testo fantasioso!
Imiei magi stanno per giungere alla grotta, tutti i giorni guadagnano un piccolo tragitto!^_^
Buonanotte,bacione!♥
Grazie. Lo facciamo insieme?
Io lo trovo sorprendente. Ciao Gus
Anche i miei sono quasi giunti, ma uno è caduto dal cammello e fa fatica a rialzarsi! Notte Dani
Condivido con Dani,bello questo testo.
Un caro saluto ed un abbraccio a te Lucia e a Dani.
Ciao. Buona Giornata.
P.S. spero tu sia serena.
Ciao Lucia,
Buon anno e grazie di aver condiviso questo testo.
...ma sì! Spero proprio che tutto si aggiusterà e per il meglio (avevi scritto già il tuo disegno su di me!)...Ciao Rosella!
L'hai messo anche tu? Affinità...
A Rosella,
Grazie mille Rosella, un abbraccio e buona Epifania!
Insieme con i doni dei Re Magi, il 2013 si apre per me con il dono di una poesia di Rilke; grazie, amici del Poeta!
Questa di oggi è sapida come una ballata popolare, colorita di rime improvvisate e di fugaci immagini. Scritta al ritorno dal primo viaggio in Russia, risuona in essa l’eco di quel cammino; Rainer, Lou e Friedrich Carl Andreas: tre strani Re Magi anche loro, partiti nell’estate 1899 verso una meta ancora da ravvisare e ciascuno cercando il proprio dono; doni che si riveleranno più tardi come amalgama di guadagno e perdita nel complesso bilancio dell’interiorità.
Lo scorso anno, il 2012, è stato il centenario di un piccolo ciclo poetico scritto a Duino: “La vita di Maria”; anche in queste 15 poesie si incontrano i Re Magi, ma vi compaiono come specchio di Maria, trovando così un senso al loro andare. Soggiacendo alla malia rilkiana, non ho resistito a pubblicare l’esiguo libro presso l’editore “Il Cerchio”.
“I tre santi Re”, la poesia di oggi, rientra nella raccolta “Il libro delle immagini”. Questa raccolta si apre con una breve composizione, intitolata “Esordio”. Leggendola, ciascuno di noi si scopre a sua volta un Re Mago: deve soltanto mentalmente mettersi in viaggio per ritrovarsi, chissà quando chissà dove, innanzi all’universo e alla Parola.
Esordio
(24 febbraio 1900)
Chiunque tu sei: esci di sera fuori
dalla tua stanza; tu sai tutto in lei;
ultimo innanzi a spazi tu dimori,
chiunque tu sei.
Con i tuoi occhi, stanchi ‘sì che a stento
s’affrancano dal liso limitare,
nero un albero fai salire lento
per porne innanzi al cielo lo svettare
solo. E il cosmo hai fatto, sterminato,
e come un verbo che nel silenzio ancora
matura. E appena al tuo voler ne affiora
il senso, tu gli occhi ne distogli, delicato.
A tutti gli amici di Rilke vada il mio augurio per un anno ricco, prima di tutto, di senso.
marmar
Rilke..altra bellissima sorpresa per me questo tuo post. Grazie cara. Bacioni :)
marmar: grazie di tutto! Ho conosciuto Rilke proprio attraverso le poesie di Maria, poi sul Diario di Etty Hillesum ora con te. Grazie, grazie.
Sul mio comodino con gli altri libri ho anche "Il libro d'Ore"
Posta un commento