venerdì 30 novembre 2012

Maria - poesia di Rilke

 
 
Ma come se l'avessero il carico dei frutti
la rovina degli archi e delle colonne,
e il commiato dei canti
poi oppressa,
si trovò la giovinetta in altre ore,
come da qualcosa di più grande già avvinghiata,
a ferite che giungevano
rivolta.
 
Le Sue mani, che senza suono si protendevano,
giacciono svuotate.
Ah, non ancora ha partorito Lei l'Immenso.
E gli angeli, che non rendono conforto,
Le stanno intorno, terribili e ignoti.


5 commenti:

Gus O. ha detto...

Ciao Lucia.

Saray ha detto...

Bellissima questa descrizione di ciò che Maria ha vissuto da giovinetta. Il Rilke che posti non lo conoscevo. Grazie ancora una volta. Buon fine settimana cara :)

Shane ha detto...

Sera! Bellissima *.* buona serata ma soprattutto buon fine settimana!

Unknown ha detto...

Ciao Saray. Grazie e buona settimana!

Unknown ha detto...

Ciao Shane! Rilke è prezioso: lo si scopre pian piano. Buona settimana!