Ricordo d'infanzia

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Ieri pomeriggio su SKY hanno trasmesso un bel film: "Il violino sul tetto. Una scena in particolare ha riportato alla mia mente un episodio della mia infanzia.
Siamo nel 1944. C'è la guerra. Da Milano, dove abitavamo, siamo "sfollati" a Vittorio Veneto, il paese natio del mio papà, dove avevamo dei parenti che ci avrebbero ospitato.
Il mio papà, non "abile" per essere arruolato, per guadagnare qualchecosa, vendeva "maglieria" al mercato. Per questo tutte le mattine all'alba, caricava su di una bicicletta, scassatissima, la sua merce, e poi prendeva il treno che da Vittorio Veneto, lo portava nei paesini che lui conosceva.
La mia mamma con Elena, la mia sorellina ed io, lo aspettava a casa.
Era un pomeriggio di sole. Forse giugno o luglio: faceva molto caldo. Ricordo che da tre giorni il mio papà non tornava a casa.
La mia mamma, mentre lavava i panni al lavatoio vicino a casa, parlava con le altre donne e piangeva.
Io, (quattro anni) poco lontano, ero triste e badavo a Elena (due anni) che se ne stava seduta in mezzo al prato. Raccoglievo fiorellini e glieli donavo cercando di farla stare tranquilla.
Intanto dei fiorellini azzurro-cielo, avevano attirato la mia attenzione e ne feci un bel mazzetto che tenni per me. A casa poi li misi in una ciotola per non farli "morire"!
Il sole calava all'orizzonte quando mi sedetti sul gradino della soglia di casa. Lo facevo tutte le sere era il mio rito nell'attesa del rientro del mio papà.
Da lontano sentii il rumore della sua bicicletta: raccolsi i fiorellini e mi precipitai incontro a lui.
Veloce gli saltai al collo e cademmo tutti e due, ma io abbracciandolo stretto stretto gli porsi i fiori dicendogli: "Sono belli, li ho raccolti per te, paparino!"
Questo episodio, oltre ad averlo fotografato nella mia memoria, mi è stato raccontato tante volte dal mio papà che si commuoveva sempre!.
Dovete sapere che in quei tre lunghissimi giorni, papà era stato preso, in una retata, dai tedeschi che, già al "muro" con altri italiani, erano pronti a fucilarlo se la persona che impartiva gli ordini, tra i documenti di papà non avesse trovato una fotografia di una mia zia, morta da poco tempo durante un bombardamento all'aeroporto di Treviso, che lavorava, appunto in aeroporto, come dattilografa.
Disse: "Questo bono italiano" e ce lo rimandò a casa!
Quando si dice "lassù qualcuno mia ama!" si è proprio vicini alla verità.

Ora che la mia strada è da tempo tracciata o meglio che sono arrivata ad un punto dal quale posso vedere bene la mia vita trascorsa  e so che non tutte le giornate sono state rose e fiori,  riesco a guardare al domani con serenità. Ora so che non sono sola. I miei cari che da tempo hanno raggiunto il cielo mi accompagnano in questa strada e questo mi dà una grande gioia.


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14 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Un bellissimo ricordo di fiori e abbracci.
    Ma quanto tempo siete stati a Vittorio Veneto? Il tempo della fine della guerra o di più?

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    1. Nel 1945 ci trasferimmo a Conegliano Veneto per poi nel 1946 rientrare a Milano. Prima io e il mio papà che riuscì a trovare lavoro alla Pirelli Bicocca e in seguito ci raggiunse la mia mamma con mia sorella e Ilario che nacque nel '45. Ma a Vittorio Veneto abbiamo trascorso tante estati perchè il mio papà era molto legato ai suoi cugini! Poi acquistò una casetta che abbiamo venduto dopo la sua morte perchè la mia mamma non amava tanto ritornare...Vittorio Veneto è proprio una bella cittadina!

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  3. Ho fatto leggere il tuo pensiero a Francesca che è di Vittorio Veneto.
    Ci sono passato due volte da Vittorio Veneto, è una bella cittadina. La prima volta mi parve molto scura. La seconda più luminosa.

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  4. Sei tu in braccio a tuo papà nella foto?
    Ciao Lucia,oggi fa caldissimo... un abbraccio♥

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    1. Ciao Dani! Sì sono proprio io! Avevo un anno o giù di lì!
      Pensa che devo partecipare al funerale della signora Catania che abita sopra di noi. E' la mamma della Drssa Catania l'Oncologa del reparto di medicina. Spero di non dover leggere perchè da un po' di tempo in qua mi emoziono!

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  5. La magia di Lucia Nadal.
    Ciao.

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    1. Ciao Gus! Magia è arrivare al traguardo dei 72 con tanti avvenimenti da ricordare perchè vissuti pienamente!

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  6. Ci sentiamo stasera, vai tranquilla!
    baci

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  7. Francesca di cui sopra mi aveva inviato questo racconto.

    Mio papà ci raccontava sempre una storia che gli è accaduta veramente a Roma.

    Mio padre era arruolato come ufficiale del corpo "I granatieri di Sardegna" sotto il re Umberto di Savoia e prima sotto suo il re suo padre.
    Quando Mussolini divenne capo del governo, iniziò il fascismo e poi si alleò con Hitler, mio padre decise di entrare in clandestinità per non dover combattere per i
    fascisti, decisamente contrario a qualsiasi forma di violenza sia fascista che partigiana.

    A quel tempo un ufficiale non poteva dimettersi, DOVEVA combattere.
    Da Vittorio Veneto , paese troppo piccolo per passare inosservati, fuggì a Roma dove sapeva esserci una famiglia di vittoriesi che l'avrebbero aiutato a
    nascondersi.
    Si mise abiti da civile e attraverso i campi, con l'aiuto dei contadini e di camioncini di passaggio arrivò salvo a Roma.
    Fosse stato preso , l'avrebbero fucilato per direttissima in quanto ufficiale disertore.

    A Roma viveva in clandestinità in una stanza presso una signora. i suoi amici vittoriesi gli portavano pane e formaggio.
    Ogni tanto usciva per fare due passi.

    Il giorno del rastrellamento da parte della Gestapo e della fucilazione degli italiani alle Fosse Ardeatine, mio padre stava camminando per una via di Roma vicino alla
    famosa strada dei rastrellamenti.
    Stava per svoltare l'angolo quando gli venne incontro una signora mai vista prima che gli disse:
    " Non vada di là, si giri e si allontani velocemente."
    Mio padre guardandola capì , ringraziò, tornò indietro e si salvò.

    Finita la guerra, iniziò la conversione di mio papà ( credo anche per tanti altri motivi ) che diventò un cattolico convinto e praticante.
    Quel fatto però ci veniva sempre raccontato da lui a tutti noi figli.

    Sarà il caso , diranno tutti, ma per lui ed anche per me quella signora che ha svoltato l'angolo per andare incontro a mio padre , non era "il caso".

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    1. Un racconto che mi ha fatto emozionare. Io ero piccola ma ho tanti ricordi di quel periodo. "Il caso"? "la provvidenza?" certo c'è Qualcuno che guida i nostri passi e che per noi ha preparato un "cammino". Grazie Ricc e manda un bacio a Francesca!

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  8. Un bel racconto di vita vissuta carico d'amore.
    Chissà perchè quando si arriva ad una certa età si guarda al domani con serenità? Io provo le stesse sensazioni tue...Baciobacio cara

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    1. ...la serenità ci viene dal dono della fede! Ciao e buona giornata! Anche a te un baciobacio!

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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