sabato 23 luglio 2011

Norvegia: 91 morti


Era una bella mattina. L'aria sapeva ancora di pioggia, che era arrivata all'alba, portando un venticello leggero che sollevava le tende. E in tutto questo il colore del cielo. Azzurro, senza nuvole. Azzurro cielo, appunto. Mi sentivo in pace con me stessa.
Ascolto le news che sky mi porta: Norvegia 91 morti. E sono tutti ragazzi!
Ora...
Ora il mio cielo si è fatto scuro. Le mie labbra sussurrano un'Ave Maria per quelle vite spezzate.
Solo Dio risponde a questo dramma. In modo misterioso, ma risponde.

2 commenti:

paracchini ha detto...

Mi ha colpito ascoltando le interviste sulla tv Svizzera, quello che disse una ragazza, Irene: «All'inzio pensavo fosse uno scherzo".

Quando il male irrompe così prepotentemente, follemente nel mondo, si rimane sconcertati, all'inizio non si riesce a capire se sia realtà o fantasia, realtà o scherzo.
Solo in un secondo tempo si riesce a concepire quello che sta accadendo, che si è dentro uno strumento di morte, che c'è un cieco dagli occhi azzurri che cerca di uccidere tutti, li cerca nella sua follia per freddarli alla testa.

Noi siamo abituati alla presenza del Signore Gesù che viene a cercarci come delle pecorelle smarrite, ma qui è qualcun altro che viene a cercarci.

Ciao Lucia, buona domenica.


Dopo Irene intervistarono un altro ragazzo, di cui non ho memorizzato il nome, che alla fine diceva, "ho visto morire tanti amici".

lucianadal ha detto...

Ricc hai ragione: si rimane sconcertati. Davanti alla follia io non ho parole. Ho paura.