martedì 28 giugno 2011

Pane e vino da "Il pane di ieri" di E. Bianchi



La civiltà del Mediterraneo ha sempre accostato al pane un altro frutto della terra e del lavoro umano: il vino.
Il gratuito accanto all'essenziale, il dono accanto al necessario, la gioia accanto alla sostanza; il pane fa vivere, il vino dà gusto alla vita; il pane ritempra le forze, il vino rallegra il cuore; il pane fa corpo con il lavoro, il vino ne addolcisce le fatiche. Pane e vino sulla tavola sono lì a ricordarci la grandezza dell'uomo e a interpellare la nostra sensibilità. Quanta fatica e quanta speranza sono raccolti in quei due semplici alimenti!
Nel memoriale della Pasqua sono elementi essenziali nella liturgia. Ogni volta che i cristiani si riuniscono per celebrare il grande mistero della loro fede, lo fanno con il pane e il vino disposti sulla "tavola del Signore".
E' così che mettono davanti a Dio tutta la creazione, tutto l'universo fisico, sintesi di ciò che vive, e insieme il lavoro dell'uomo, sintesi della fatica, della tecnica, della scienza, della capacità di abitare il mondo. E con spirito di profezia compiono sul pane e sul vino il gesto compiuto da Gesù, promessa di trasfigurazione di questo mondo e delle loro vite nella vita del loro Signore: al cuore della vita spirituale più intensa, il pane con la sua materialità e il suo significato appare come la realtà, il cibo capace di narrare il più grande mistero cristiano.

2 commenti:

fantastica ha detto...

Molto bella la fotografia del"pane di ieri" con il vino e con l'olio, bella anche la descrizione del simbolo cristiano di E. Bianchi, se vuoi fai un commento all'omelia che ho riassunto sul mio Blog grazie da fantasticainfanzia

lucianadal ha detto...

Oggi Santi Pietro e Paolo. Grazie Dani per gli auguri al mio Paolotto. Alla nuova cara amica un grazie per la visita e il commento. Verrò a trovarti!