Salmo 137(136)

6 comments


Nel salmo 137 c'è un'espressione che ci fa pensare a ciò che sta succedendo in questi giorni e, se il nostro cuore sanguina, ci può scandalizzare.
Leggiamolo insieme con calma.
Si tratta della preghiera dell'esiliato, di colui che, deportato lontano dalla propria Patria, grida il suo dolore.
Ecco il Salmo:

 



Sui fiumi di Babilonia
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
"Cantateci i canti di Sion!".
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.


 



Beh, i tempi erano diversi...ma non sembra che lo Spirito ce lo sussurri anche ai giorni nostri? E' comunque il pianto dell'uomo che vuole capire....

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6 commenti:

  1. Ciao, Lucia.
    Il passagio per la buona lettura e l'occasione di un saluto di cordialità.

    Carlo.

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  2. "Anche se non riusciamo a pregare con la bocca, il nostro cuore custodisca la memoria di tanti Suoi benefici, perchè sia sempre Lui il Signore dei nostri pensieri, l'artefice della nostra vita".
    Profonda considerazione.
    Bisbiglio, ma scopro di parlare e di pregare col cuore.
    Un "rapporto" istintivo, costante e diretto con il Gran Capo...

    Carlo.

    RispondiElimina
  3. paracchini02/03/11, 20:15

    È di oggi la notizia che il ministro pachistano Batthi è stato crivellato da un nugolo di proiettili sparatigli al volto ed al torace, da un commando di talebani che ha inteso così punire la sua posizione favorevole a una riforma della legge sulla blasfemia.

    Fedele cristiano non si era voluto tirare indietro dopo le minacce di morte da parte degli estremisti islamici. Era voluto rimanere in patria, al governo, per difendere le minoranze, e la sua fede in Cristo.

    Di questo salmo avrebbe cantato
    Se ti dimentico, Gerusalemme,
    si paralizzi la mia destra;
    mi si attacchi la lingua al palato,
    se lascio cadere il tuo ricordo,
    se non metto Gerusalemme
    al di sopra di ogni mia gioia.

    RispondiElimina
  4. Grazie, Ric.
    L'opportunità per approfondire la figura di Batthi, uomo "mite e coraggioso", molto legato alla Comunità di sant'Egidio.
    Un altro grande esempio di fede vissuta, di coerenza di fede, quindi di credibilità.

    Pasquale e Carlo.

    RispondiElimina
  5. lucianadal02/03/11, 21:53

    Anto
    Carlo
    Riccardo
    I vostri pensieri sono anche i miei. Sono sempre felice di sapere che siamo "una cosa sola"Vorrei ringraziarvi anche per la posta privata, ma questa sera e domani ho poco tempo. Ada sta venendo di qua, perchè Elena non sta bene e ho già acceso il gas per la camomilla!! Buona notte!

    RispondiElimina
  6. Ciao, Lucia (#6)

    Che bella "fotografia": dai grandi pensieri di spiritualità, ai piccoli, piacevoli, gustosi "pensieri" per le cose ordinarie, quotidiane...
    La gioia di vivere nella serenità...

    Carlo.

    RispondiElimina

Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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