venerdì 25 marzo 2011

Raissa Maritain I grandi amici





La mia famiglia sarai tu, e i nostri figli. Così abbiamo deciso. E tutto somiglia tale e quale a papà e mamma, ai tuoi, ai miei, ai figli che siamo noi. Non vorrei vederti costretta, poco per volta, tra i lavori di casa ed i bambini, a dimenticare quella che sei ora: una ragazza viva, che legge, discute, partecipa a tutto quanto avviene nel mondo. Non vorrei vederti, poco per volta, appesantita, chiusa in un vestito da "signora" per bene: devi rimanere bella e spiritosa, e capace di vestirti senza fronzoli grotteschi, come sei ora.
Non fa niente invecchiare: non importano i segni del tempo sul viso, sul corpo. Anch'io invecchierò con te. Conta non invecchiare di dentro: ho visto, qui in città, donne straordinarie, che potevano avere l'età di mia madre o di tua madre, ma con gli occhi pieni d'intelligenza, sorrisi senza sottintesi, facce qualche volta aggrottate nel lavoro, nell'impegno a pensare. Ho pensato alle facce serene di mia madre, di tua madre: su di loro il tempo è passato come un'onda, lasciando dolcezze e amarezze, ogni anno una ruga in più, un lampo di meno, sempre di meno.
Vorrei che sulla faccia passassero lampi irrefrenabili - di collera, d'amore, di gioia, di dolcezza - sempre, come ora, fino alla vecchiaia.