mercoledì 23 febbraio 2011

Il Segno della Croce diH. Newman




Ogni volta che questa mia carne peccatrice
la attraverso con il segno della croce,
pensieri buoni in me prendono le mosse e rinnovano
la loro assopita forza divina;
sempre dalla croce erompe
un nobile coraggio
di soffrire e di fare.

Chi mai direbbe che gli spiriti dell'odio,
tutt'intorno, sciolti per la breve ora d'aria,
non tremino alla vista
e schiamazzino il loro abbattimento?
Mentre in terre lontane
con la croce
qualche santo solitario benedice
il fresco profumo delle cose.

5 commenti:

laprimaparola ha detto...

Il segno di croce, ogni volta che lo facciamo,  è invocare, accogliere, ricambiare l'abbraccio di Dio.
Non in tutti i paesi è permesso. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati.

anonimo ha detto...

"... dalla croce erompe un nobile coraggio di soffrire e di fare."
Fosse davvero così. Lucia!
Significherebbe che la fede è un tutt'uno con chi fa quel segno di croce.
Grazie.

Un caro saluto.

Carlo.

lucianadal ha detto...

#1 Antonietta: Nel segno di croce stabiliamo un rapporto con Cristo e nel suo abbraccio stabiliamo un'umanita nuova. Quante volte lo facciamo distrattamente senza pensare a cosa rappresenta! Facciamoci coraggio e riflettiamoci un po' di più (io in particolare).
#2Carlo quando vedo la tua firma, non so perchè, ma sono contenta! Tu mi fai tanta compagnia, spiritualmente parlando! Ratzinger scriveva nel '93: "la fede è un'obbedienza di cuore alla forma  di insegnamento alla quale siamo stati consegnati". Io con te, con Antonietta, con la Dani e con Riccardo ricevo tanto "insegnamento" su cui riflettere.
Buona serata a tutti!

paracchini ha detto...

Grazie a voi che mi portate a riflettere.
È sempre Bene trovare sul cammino chi ti porta a riflettere. 

anonimo ha detto...

Cara Lucia, ciao.
Sapere che esistono persone in sintonia, anche se non si vedono e non si conoscono (ovvio, parlo per me, che sono sempre perennamente anonimo forzato) fa piacere, credimi. Almeno a me fa quell'effetto.
Soprattutto quando tutto attorno sembra avvolto nella nebbia generale... Tante persone che corrono e che non sanno mai "perdere tempo" (il tempo è danaro, dicono tutti!) per fermarsi un attimo (chi si ferma è perduto, ribadiscono tutti!) per un sorriso, per un gesto di cordialità, di amicizia, di calore umano, di fraternità spicciola e quotidiana...
Forse per questo che son rimasto negli anni fermo al palo, quello dell'idealista che è considerato un perdente o/e un boccalone!
Ma ancora oggi non saprei fare diversamente.
Per fortuna. O purtroppo.

Carlo.