Visualizzazione post con etichetta profeti e oroscopi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta profeti e oroscopi. Mostra tutti i post

lunedì 21 febbraio 2011

C'è un uomo che vuole la vita nella vita? di Davide Rondoni



L'inizio dell'anno lo si dedica alle previsioni, alle profezie, o, se ci si crede a oroscopi e astrologhi. Ma che cosa si può davvero sapere del futuro? Come si può profetizzare? L'uomo è grandissimo in dignità, ma fragilissimo in tenuta e resistenza. Non sappiamo se ci saremo domani. E allora cosa profetizzare? Forse occorre guardare cosa facevano i profeti, quelli seri, insomma, quelli che avvertivano il Popolo di Israele. Di che cosa lo avvertivano, leggendo segni, premonizioni notturne, apparizioni o anche solo la brezza leggera? Profetizzavano il disastro per chi avrebbe vissuto senza Dio.
Il disastro esteriore e interiore. Il disastro che assume i caratteri ben intravisti da Leopardi e da Baudelaire o Pavese: la noia, il mondo svanito come uno sbadiglio, e il cuore inaridito come una prugna secca, o una pietra..
Gli oroscopi vedono, o pensano di vedere, le vite future e dividono la vita in categorie: amore, lavoro, soldi...I profeti vedono invece di ogni "non categoria" della vita il dramma futuro tra disastro e desiderio, tra fiducia in Dio e potere; nel lavoro, nell'amore, nel denaro. Per questo gli oroscopi vanno molto, te li rifilano anche ogni mattina su ogni canale Tv (ogni canale Tv!" e su ogni giornale (ogni giornale!) ma non servono. I profeti invece servono, ma ci vuole cuore per ascoltarli, e desiderare la vita nella vita.