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sabato 18 luglio 2020

Lettera


Caro pilota,
Ti avevo scritto qui sul blog, un posto a te sconosciuto, e non so come la mia lettera è sparita. Sai come sparisce l'acqua dalla vasca quando togli il tappo, ecco come. 
Era da tempo che sognavo di averti vicino e di parlarti come quella sera che ti ho sognato mentre salivi su per un sentiero: parlavi da solo, muovevi le labbra e la tua barba (perchè tu hai la barba vero?) ballava.
Caro pilota, volevo dirti che la storia del tuo libro è molto, ma molto bella. Anche io certe volte scrivo delle storie ma le tue sono molto più belle. 
Vorrei chiederti anche come hai fatto ad addomesticare la volpe che ha il colore del mio gatto. E' una volpe che non scappa via quando ti avvicini, lei sta lì e non ha paura. Le parli? le dai tu da mangiare?
Poi, quando diventeremo amici,  se lo diventeremo, ti racconterò di quando ho capito che volevo vivere in cielo , volevo essere sulle nuvole e vedere la pioggia da sopra e il fuoco dei fulmini dall'alto.
Sai io là ho tanti amici e una ragazzina speciale che ho tanta voglia di riabbracciare, sì in quell'azzurro in cui tu ti sei perso. 
Ora debbo andare. Ti lascerò questa lettera sotto un sasso sulla strada che fai per andare dalla volpe, vicino alla pianta che tu sai. Se vuoi tu puoi fare lo stesso con un biglietto.
Se vuoi portarmi via con te va bene, io vengo.
Quando sarai pronto, io ti aspetto.
Allora ciao.