Sono giorni in cui la mia fantasia galoppa. Corre in avanti, ritorna a giorni antichi, tutto diventa oggi.
Ecco: cammino nelle neve. Tutto è silenzio intorno. Sono sola e ho freddo. A casa non mi aspettano.
La maestra mi ha detto: "Nadal tu non puoi rimanere alla refezione, questo mese non è stato pagato la retta."
Abbasso la testa. Un rossore imporpora le mie guance. Le mie compagne....meglio non guardare.
E cammino piano nella neve caduta durante la notte. Le mie scarpe affondano. Le sentivo sfasciarsi lentamente, farsi molli e informi, e sentivo il freddo della strada sotto le piante dei piedi.
Camminavo tra le rotaie del tram.
Non passava nessuno, le macchine a quei tempi erano poche. E anche il tram era andato a mangiare.
Era l'ora del pranzo.
Arrivai a casa piangente. Papà in quei giorni era ammalato. Mi abbracciò stupito...."Domani vado IO a parlare col Direttore...
Era l'anno 1947. La guerra era da poco finita. La sera sognai un domani con tante scarpe di tutti i colori.......