Non sbaglierà, nonostante tutti gli errori,
chi avrà voluto bene alla realtà, ossia alla
Creazione. Se vuoi bene alla Creazione,
puoi anche scrivere o dipingere le cose più tremende:
esse sono già salvate dal Creatore fatto carne.
Giovanni Testori, scrittore, poeta, drammaturgo è stato uno dei più grandi e controversi intellettuali italiani del Novecento. Tenuto alla larga dai salotti culturali, estromesso dalle antologie scolastiche, ignorato dalle università per le sue posizioni estremiste, anarchico, omosessuale per pubblica ammissione, Testori è stato il maggior drammaturgo italiano del dopoguerra e uno dei più importanti critici d'arte: a lui si deve la rivalutazione critica della pittura lombarda del Cinque-Seicento, oggi universalmente ammirata.
Nel 1978, il più grande statista italiano,Aldo Moro, si trovava prigioniero delle Brigate Rosse, Testori dalle pagine dei giornali osava parlare di Dolore e di Perdono! E questo affascinava il pensiero di tante persone cattoliche. Io mi sono commossa leggendo "Interrogatorio a Maria" recitato dal Teatro dell'Arca di Forlì che rappresentò l'opera a Novara nella Cattedrale di San Gaudenzio.
C'è una frase di San Paolo che dice "Vagliate tutto e trattenete ciò che vale"
Giovanni Testori è morto nel 1993, il 16 marzo, le sue opere resteranno a testimonianza di una vita ricca di passioni culturali.