Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.
E' una poesia di Giovanni Pascoli. La più indicata a questo mese caratterizzato da terremoti, allagamenti e simili catastrofi.
Finalmente domani cambiamo la pagina del calendario.Non mi aspetto giornate stupende certamente molto illuminate.
Dall'Amore?
No!, dalle inutili luminarie che vorrebbero far sorridere il cuore,almeno il mio, ma che, ripeto sono inutili e costose. Appesi ai balconi, ridicoli Babbi Natale, fanno bella mostra di sè e della polvere impregnata negli anni passati. Riposatevi miei cari, consolate i vostri amici bambini raccontando loro storie di notti stellate mentre le renne e la slitta sono partite per paesi lontani in cui i bambini vogliono solo la Pace.
E' già iniziata la "novena" per la festa di Maria Immacolata, dalla nascita, e poi faremo Natale perchè:
"...e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi"