sabato 21 settembre 2019

Parola mancante

La parola mancante.
Genitore che perde un figlio. Non che lo uccide: che lo perde. Come si chiama, come si dice, chi è qualcuno a cui è morto un figlio? Che posto occupa nella storia? Parola mancante. parola mancante.
Dimenticare. Ricordare.
Etimo, radice: mente, cuore. Se dimentichi allontani dalla mente. Se ricordi riporti al cuore.
(Natalia Revuelta, la donna che ha amato FidelCastro prima che diventasse Fidel, quando aveva vent'anni, nell'unica intervista mai concessa: "Ho impiegato tutta la vita per trasferirlo dal cuore alla mente". Un tragitto così breve e così tanto tempo. Poi, dalla mente, si dimentica. Non dal cuore.)
Esistono anche scordare, rammentare.
L'opposto: allontanare dal cuore, riportare alla mente. Indice di frequenza molto basso nell'uso comune.
Sinonimi. Dimenticare, obliare.Oublier. Olvidar. Dal latino oblivium. Ob-liv Verso l'oscurità. Diventare oscuro. Anche: scolorire. (Oblivion, Astor piazzolla: musica - tuttavia- inolvidable, indimenticabile) Dalla luce al buio, ci vuole più coraggio a dimenticare. Entrare in ombra.

(Dimentichiamo quattro cose al giorno, Dice uno studio sulla mente. Il cervello umano archivia quattro oggetti ogni giorno, li elimina -leggo. Dove vanno? Si possono recuperare?Come? Inoltre: quattro, perchè quattro?Come hanno fatto a contarli?)

Vedovo, vedova: chi ha perso il coniuge/compagno. Dal sanscrito: vindhale. Vuoto. Diventare vuoto. Ma anche che non sta in due, quindi solo.
Uxoricida: chi uccide la moglie, uxor. Per estensione, chi uccide il coniuge. Chi lo perde per sua mano.
Orfano, orfana: chi ha perso i genitori. Dal greco orphanos, in latino orbus. Privato, mutilato.Senza un pezzo.Anche orbato in italiano. Non specifico.In Dante: orbati della luce. Ciechi: siete orbi?privi di occhi. (Di nuovo il buio. Oublier, andare verso il buio privi della memoria)
.allora)


Genitore che perde un figlio.  Come si chiama, come si dice, chi è qualcuno a cui è morto un figlio? Che posto occupa nella storia? Parola mancante. parola mancante.


 E' esistita? Chi l'ha cancellata? quando? E poi, perchè?
In tedesco: manca. In francese: manca. In italiano:manca. In spagnolo: manca (deshijado, desueta e in disuso, indica colui che non ha figli. Che non ne ha generati). In inglese: bereaved, deprivato di chi si ama. Non specifica. Chi si ama, chiunque si ami In ebraico, eccola. Dalla Bibbia riemerge. Av shakul, maschile. Em shakula, femminile. Verbo;shakal, perdere un figlio. Genesi 27,45. Isaia 49,21. Geremia 18,21.
In sanscrito. vilomah. Contro l'ordine naturale, letteramente. Non specifica, ma frequente nell'indicare la perdita di un figlio. (Mi piace molto vilomah. Chissà se quest'acca si aspira. si respira. Mi piace molto il sanscrito, una radice un mistero)

Trovo la parola in greco antico e nel greco moderno ma sono stanca. Cercatelo voi amici!
Esiste una parola per indicare il dolore di Andromeca difronte alla morte del figlio Astianatte gettato dalle mura di Troia?

Sono stanca, mi ripeto, Però  se cercassi nella musica o nella poesia la troverei, forse. (Rigoletto di Verdi)
So che potreste leggere nei miei occhi il dolore per la perdita di Valeria. Non fatelo farebbe male anche a voi.

Arrivederci

7 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Lucia, questo gioco di parole, ti dice di continuare sempre.
Complimenti un post che fa veramente riflettere...
Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso

Unknown ha detto...

Ciao Lucia.... un grande commosso abbraccio. E una preghiera per voi e per Valeria.

Gus O. ha detto...

Non ci sono morti. Qualcuno va ad abitare in un altro luogo, ma lascia sulla Terra la su memoria che una madre prende e la trasforma in presenza.

sinforosa c ha detto...

Penso che non esista qui in terra peggior dolore, sofferenza che il dolore, lo strazio, la sofferenza della perdita di un figlio. Ti abbraccio.
sinforosa

Giancarlo ha detto...

Una buona serata e felice inizio settimana

Mr.Loto ha detto...

È vero, è una parola mancante. Forse perché è un evento contro natura, che non dovrebbe mai accadere. O forse perché è un dolore che non può essere definito dalle parole.
Un abbraccio.

Joanna ha detto...

Ho perso due figli e il dolore ha scavato in me un baratro e un voto profondo. Hai ragione non esiste una parola che può definire i genitori che perdono un figlio, perché sopravvivere ai propri figli per me è inconcepibile.
Un abbraccio!